Vucic: UE lanci un chiaro messaggio ai Balcani occidentali sull’adesione

Il Primo Ministro serbo Aleksandar Vucic ha parlato di gravi conseguenze nel caso in cui l’Unione europea non fornisse ai paesi dei Balcani occidentali un chiaro messaggio di adesione al blocco, facendo riferimento al crescente nazionalismo e all’impennata di simpatie filo-russe nella regione.

Secondo Vucic, il voto della Gran Bretagna a favore dell’uscita dall’UE, aumentando i conflitti tra i membri UE esistenti, e i continui sforzi economici della Grecia, hanno turbato molti nei Balcani, alimentando la preoccupazione sulle reali possibilità di adesione della Serbia all’UE.

«La gente mormora: “L’UE non ci vuole”. E tenta di aggrapparsi a qualcosa di diverso. Questo lo consideriamo pericoloso”, ha dichiarato Vucic alla Reuters il giorno dopo il suo inconto con la Cancelliera tedesca Angela Merkel.

“Le persone stanno diventando sempre più nazionaliste, e su base mensile assistiamo ad un leggero calo di popolarità dell’UE e ad un lieve aumento della popolarità della Russia”.

Vucic avrebbe esortato Merkel a far valere di più la leadership sulla questione dell’adesione all’UE per la Serbia e dei paesi confinanti, mostrando i benefici tangibili dell’integrazione, compresa la creazione di posti di lavoro e l’adesione ai valori occidentali.

“Abbiamo bisogno di grande sostegno da parte dell’UE. Tutto questo caos invia un messaggio sbagliato alla gente”, ha dichiarato Vucic.

Ancora segnati dalle conseguenze delle guerre combattute nel 1990 lungo linee politiche, etniche e religiose, i paesi dei Balcani stanno attraversando diverse fasi di riforme, volte a spianare la strada per l’adesione, con la Serbia considerata come una chiave di volta il cui sviluppo potrebbe trascinare gli altri.

La Russia, che sta cercando di sfruttare i suoi legami storici nella regione al fine di sfidare il coinvolgimento dell’UE e degli Stati Uniti, si oppone all’adesione dei paesi dei Balcani nell’UE.

I leader europei hanno convenuto, nel corso di un vertice tenutosi la scorsa settimana, che più Stati balcanici potrebbero ancora aderire all’Unione europea se si incamminassero su un percorso di riforme economiche e democratiche.

Il Partito progressista serbo (SNS), di centro-destra, ha designato il mese scorso Vucic come proprio candidato alle elezioni per la carica di presidente, nomina per lo più cerimoniale, con una mossa che è stata interpretata alla luce della volontà di supportare l’obiettivo strategico dell’adesione all’UE, pur mantenendo legami amichevoli con la Russia.

Vucic ha sottolineato che, per quanto l’adesione rimanga una priorità nell’agenda di di governo, a ciò non si accompagna la volontà di entrare a far parte della NATO: la Serbia, dunque, rimarrebbe militarmente neutrale, cercando di mantenere buoni rapporti con la Russia e gli Stati Uniti.

Nel corso della conferenza stampa congiunta, che ha avuto luogo a Berlino nella giornata di martedì, Merkel ha lodato il ruolo della Serbia nei Balcani, rimarcando il costante impegno della Germania nei lavori per l’allargamento dell’Unione.

Il volume degli scambi commerciali tra Germania e Serbia ammonta a 4 miliardi di euro, e sono 370 le aziende tedesche che operano nel paese.

Vucic ha valutate positivamente le prospettive economiche del suo paese, ricordando che la previsione di crescita per quest’anno è stimata al 3,5%, e mettendo in evidenza i suoi progressi nel progetto di un mercato unico nei Balcani occidentali.

(Report: Andreas Rinke; testo: Andrea Shalal; editing: Alison Williams)

(Reuters, 15.03.2017)

http://uk.reuters.com/article/uk-serbia-europe-germany-idUKKBN16M2SN?rpc=401&

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