Vucic: “Stabilità regionale essenza del progresso futuro”

Il Primo Ministro Aleksandar Vucic ha incontrato lunedì i rappresentanti dei corpi diplomatici e i capi di missioni ed istituzioni straniere presenti a Belgrado, sottolineando che pace e stabilità rappresentano l’interesse vitale del popolo serbo e “l’essenza del progresso futuro”.

La Serbia dovrebbe quindi adottare una politica di moderazione e di equilibrio: “coltivando il silenzio, non rispondendo, non indugiando nel pettegolezzo, indirizzo che il Ministro Dacic non approva pienamente”.

Vucic ha aggiunto di essere spaventato all’idea di affrontare temi che non rientrano nell’ambito dello sviluppo dell’economia e dell’occupazione: “abbiamo superato una delle settimane più difficili. Come capo del Governo sono preparato ad incassare affronti politici e rimanere in silenzio di fronte alle provocazioni più gravi”.

Aprendo la riunione ad inizio giornata, Vucic ha ringraziato i diplomatici stranieri per aver accettato il suo invito e ha sottolineato che “la Serbia ritiene che la stabilità regionale sia stata messa recentemente in pericolo per la prima volta in modo grave”.

Vucic ha anche affermato che all’interno del Governo è ferma la convinzione che, a causa di questa situazione, “la prosperità politica ed economica nella regione non sono garantite al 100% nel prossimo periodo”.

Il Primo Ministro ha puntualizzato che incontri come quelli di ieri vengono di solito organizzati in occasione di sviluppi positivi, ma “considerando la ricorrenza di incidenti nella regione nel corso dell’anno passato, purtroppo non è questo il caso. Tuttavia, la volontà di avere questa riunione non nasconde l’intenzione di attaccare qualcuno, quanto piuttosto rivela la necessità della Serbia di esprimere chiaramente la propria posizione in merito alla situazione nella regione”.

L’incontro è poi proseguito a porte chiuse, e solo successivamente Vucic ha incontrato i giornalisti per rendere noti al pubblico i contenuti della riunione.

I rappresentanti delle 64 Ambasciate presenti a Belgrado – tra cui quelle di Russia, Germania, Stati Uniti, Cina, Francia, e Gran Bretagna – hanno partecipato alla riunione, così come erano presenti rappresentanti della Banca Europea per gli Investimenti, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, del Centro Europeo per la Pace e per lo Sviluppo, dell’OSCE, dell’Unione Europea, della Santa Sede, Nazioni Unite e UNICEF.

Secondo quanto comunicato, hanno partecipato anche i rappresentanti delle Ambasciate di Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Slovenia e Montenegro, ma non della Croazia.

A rappresentare la Serbia erano presenti inoltre Ivica Dacic, primo vice di Vucic e Ministro degli Esteri, e Jadranka Jankovic, Ministra senza portafoglio responsabile dell’Integrazione nell’UE.

Le tensioni sono andate accrescendosi  negli ultimi tempi nella regione, soprattutto nel triangolo Croazia-Bosnia-Serbia. Gli analisti politici interpellati da Tanjug hanno dichiarato a questo proposito che la Serbia è stata “senza dubbio bersaglio di politiche che non hanno effetti positivi sulle relazioni di buon vicinato o sul mantenimento della pace e della stabilità nella regione”.

(b92, 29.08.2016)

http://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2016&mm=08&dd=29&nav_id=99042 

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