Vučić sta regalando ai cittadini il loro stesso denaro?

Radio Free Europe ha cercato una risposta a questa domanda: dove ha trovato il presidente serbo Aleksandar Vučić i soldi che ha promesso di distribuire ai cittadini entro la fine dell’anno, sia attraverso gli aumenti di pensioni e stipendi sia tramite contributi a fondo perduto?

I nostri ospiti sono stati Danica Popović, professoressa presso la Facoltà di Economia di Belgrado, e Milan Ćulibrk, caporedattore della sezione Economia del settimanale belgradese Radar.

Hanno discusso se il governo dovrà ricorrere a un assestamento di bilancio per adempiere alla promessa di Vučić di erogare un aiuto finanziario una tantum dal costo di 600 milioni di euro a favore di pensionati, fasce socialmente vulnerabili e reduci di guerra; se lo Stato dovrà contrarre ulteriore debito per assicurarsi tali fondi; e perché l’assistenza finanziaria non sia limitata ai soli pensionati a basso reddito, ma venga concessa anche a quelli con pensioni elevate.

La discussione ha toccato anche l’annuncio da parte di Vučić di un contributo in contanti a tutti i cittadini maggiorenni della Serbia proveniente da un fondo di cui sono effettivamente proprietari e che, per legge, avrebbe dovuto essere loro liquidato da tempo; si è parlato di quanti cittadini accoglieranno l’invito di Srđan Milivojević, leader del Partito Democratico all’opposizione, di accettare il denaro per donarlo agli studenti universitari; e se comprare il favore dell’elettorato possa davvero aiutare Vučić a vincere le prossime elezioni.

Omer Karabeg: Il presidente Vučić ha annunciato un pacchetto di aiuti una tantum per pensionati, beneficiari di sussidi sociali, assegni familiari e reduci di guerra. Ha promesso farmaci a prezzi calmierati e voucher per le terme. I pagamenti dovrebbero iniziare già a settembre. Si stima che il pacchetto costerà più di 600 milioni di euro. Ci sono i soldi in bilancio per questo?

Danica Popović: Certamente non ci sono soldi in bilancio per una cosa del genere. Il bilancio è stato redatto all’inizio dell’anno, quando Vučić non aveva queste intenzioni e questi desideri. Ma per lui questo non è affatto un problema. Il governo si limiterà a prendere in prestito quella somma a un tasso di interesse molto elevato, e il prestito sarà ripagato proprio dalle stesse persone che ora ricevono questi “regali”. Ma non è la prima volta; Vučić lo fa da anni.

Danica Popović, professoressa presso la Facoltà di Economia di Belgrado

Milan Ćulibrk: Ogni anno il bilancio della Serbia registra un deficit di circa due miliardi di euro. Quest’anno il disavanzo sarà ancora più ampio perché verranno erogati 600 milioni di euro non previsti a bilancio. Si rischia persino di sacrificare alcuni progetti in programma pur di recuperare i fondi necessari a “oliare” la macchina elettorale prima del voto.

Il problema è che da anni questo deficit di bilancio viene coperto attraverso nuovi indebitamenti, una tendenza particolarmente accentuata dal 2020, quando lo Stato ha iniziato per la prima volta a distribuire il cosiddetto “helicopter money” all’indomani della pandemia. Di conseguenza, il nostro debito pubblico cresce di anno in anno e la spesa per gli interessi sta schizzando alle stelle. Solo quest’anno pagheremo oltre due miliardi di euro unicamente per gli interessi.

Omer Karabeg: Vučić non si limiterà ad aiutare i pensionati con i redditi più bassi, che riceveranno 35.000 dinari, ma darà 20.000 dinari anche a chi percepisce pensioni alte. Perché dà soldi anche a loro?

Danica Popović: Perché quelle persone resterebbero scontenti se non ricevessero nulla. Il loro ragionamento è: “Io dovrei votare per te e tu non mi dai nemmeno i soldi per una tavoletta di cioccolato?”. Vučić ha calcolato tutto. Ha un’ottima squadra di PR. I sondaggi d’opinione vengono effettuati almeno una volta alla settimana, fornendogli un quadro diretto di ciò che pensa la gente. È evidente che anche le persone benestanti ritengono di meritare qualcosa dal presidente, non solo i poveri.

Milan Ćulibrk: Vučić dà soldi ai ricchi per lo stesso identico motivo per cui nel 2020 ha distribuito 100 euro ai cittadini più facoltosi del Paese, persone con redditi annuali da decine di milioni di euro. A loro ha dato la stessa identica cifra riservata ai più indigenti. Non ho nulla in contrario ad aiutare chi ha davvero bisogno di assistenza. Ma non lo si fa lasciando che il presidente decida di distribuire denaro a pioggia a chiunque quando quel denaro non è suo, ma nostro.

L’assistenza dovrebbe essere indirizzata a chi ne ha necessità, perché quelle persone la useranno soprattutto per acquistare beni alimentari di prima necessità per sopravvivere, che sono per lo più prodotti locali. Così facendo, invece, una buona parte di questo denaro servirà ad acquistare beni importati, facendo salire le nostre importazioni e il nostro deficit commerciale con l’estero. In fin dei conti, andremo a stimolare l’economia di Germania, Francia, Svizzera o Italia, anziché quella della Serbia.

Milan Ćulibrk, caporedattore della sezione Economia del settimanale belgradese Radar

Omer Karabeg: Vučić ha anche annunciato un consistente aumento delle pensioni a dicembre di quest’anno e un rialzo degli stipendi a partire dal nuovo anno. Il bilancio può reggere tutto questo o il governo dovrà approvare una variazione di bilancio per coprire le spese?

Danica Popović: Se c’è una cosa che questo governo sa fare bene, è proprio riassestare i piani di bilancio. Da quando si sono seduti sulle poltrone ministeriali, modificano il bilancio a seconda dell’umore del presidente. Detto questo, Vučić non mente mai quando si tratta di aumenti pensionistici: mantiene sempre la parola data.

Potrebbe accadere che l’aumento non arrivi a dicembre come annunciato, bensì a gennaio, ma i suoi annunci sono sempre affidabili e i soldi arrivano puntuali, così che i pensionati restino riconoscenti al loro grande benefattore.

Omer Karabeg: Quest’anno i soldi arriveranno sicuramente ai pensionati prima delle elezioni.

Danica Popović: Naturalmente, perché è lui a stabilire la data delle elezioni, quindi le fisserà per il momento in cui stimera di poter ottenere il maggior numero di voti. Sa come si fa, ma al momento questo non basta, perché una buona parte dell’elettorato si è schierata dalla parte degli studenti. Questo è il suo problema più grande.

Omer Karabeg: Ci sono indicazioni su quanto potrebbe essere l’aumento delle pensioni? Finora Vučić non ha parlato di percentuali.

Milan Ćulibrk: L’entità dell’aumento delle pensioni sarà chiara dopo il 25 agosto, quando verranno pubblicati i dati sullo stipendio medio di giugno. Per legge, le pensioni vengono adeguate ogni anno il 1° novembre in base alla crescita salariale registrata tra il giugno precedente e quello successivo. Allora si conoscerà la percentuale esatta dell’aumento.

Il presidente sta promettendo qualcosa che è già un obbligo di legge, e lo fa da anni. Promette ai pensionati che otterranno ciò che spetta loro per legge comunque. Non escluderei la possibilità di elezioni a dicembre, con le pensioni aumentate pagate in anticipo in modo che Vučić possa dire: “Vi avevo promesso pensioni più alte e ho mantenuto la promessa”.

Omer Karabeg: Vučić potrebbe promettere un aumento leggermente superiore a quello previsto dalla legge?

Milan Ćulibrk: Il governo si è impegnato a non deviare dai criteri concordati con il Fondo Monetario Internazionale, tra i quali vi è l’obbligo di incrementare le pensioni esclusivamente in conformità con la legge.

Omer Karabeg: E il Fondo Monetario Internazionale reagirebbe se Vučić desse ai pensionati più di quanto prescritto dalla legge?

Milan Ćulibrk: Purtroppo, in diverse occasioni il Fondo Monetario Internazionale non è intervenuto di fronte a mosse del governo che violavano gli accordi, ma non credo che questa volta Vučić oserà correre il rischio. Inoltre, ritengo che il regime riuscirà – attraverso la sua macchina propagandistica – a convincere i pensionati che un aumento di circa il 10%, che a quanto pare sarà quello stabilito per legge, sia in realtà un aumento enorme.

Omer Karabeg: Professoressa Popović, lei ha menzionato che il denaro per tutti questi aumenti e donazioni viene assicurato tramite l’indebitamento. Lo Stato si è indebitato per tre miliardi di euro nei primi sei mesi, e per altri 500 milioni nei giorni scorsi attraverso l’emissione di obbligazioni. Tutto questo sarà sufficiente o lo Stato dovrà indebitarsi ulteriormente per realizzare tutte le promesse di Vučić?

Danica Popović: Vučić non si indebita solo sul mercato finanziario internazionale. Ama molto chiedere soldi in prestito anche a cinesi, russi ed arabi. Si tratta di prestiti di cui l’opinione pubblica sa ben poco: non abbiamo idea di quali siano i tassi di interesse. E a volte, quando siamo in difficoltà, ci concedono una proroga sulle scadenze di restituzione.

Cosa siamo tenuti a fare per loro in cambio, dal punto di vista finanziario o politico, resta una grande incognita. Credo che quei prestiti rappresentino il pericolo principale, piuttosto che il denaro che prendiamo in prestito sul mercato internazionale aperto, dove le transazioni possono essere tracciate.

Milan Ćulibrk: Ovviamente ci saranno nuovi indebitamenti. Ogni anno il deficit di bilancio deve essere ripianato. Occorre sistemare anche il disavanzo della bilancia dei pagamenti del Paese, poiché spendiamo molto di più per le importazioni di quanto guadagniamo con le esportazioni. Fino a poco tempo fa, il regime riusciva a coprire una buona parte di questo gap attraverso gli investimenti diretti esteri, che fino a un anno e mezzo fa si attestavano intorno ai quattro miliardi di euro all’anno. Ora non è più così.

Quest’anno, per la prima volta, i deflussi di investimenti esteri hanno superato gli afflussi. Gli investitori stranieri che avevano impiegato capitali in Serbia stanno ora ritirando il denaro dal Paese, rendendo sempre più difficile ripianare il deficit di bilancio.

Inoltre, quest’anno era in scadenza un debito di due miliardi di dollari verso gli Emirati Arabi Uniti, ma il pagamento è stato rinviato al prossimo anno. Posporre il rimborso dei debiti equivale a contrarre nuovo debito, quindi entro la fine dell’anno il debito pubblico crescerà di diversi altri miliardi di euro.

Danica Popović: Quando parliamo di tutto questo denaro che sta per essere distribuito ai cittadini, dimentichiamo che non sarà sufficiente a compensare l’inflazione. In questo Paese non c’è alcun aumento reale di stipendi, pensioni o salari. Nonostante tutti questi “regali”, i più poveri non noteranno alcun miglioramento perché i prezzi dei generi alimentari sono cresciuti più dell’inflazione.

Omer Karabeg: Particolarmente interessante è l’annuncio del presidente Vučić relativo a un contributo in contanti destinato a tutti i cittadini maggiorenni. Questo pagamento provverrà dal Fondo Azionario, i cui proprietari sono i cittadini che hanno acquisito il diritto alle azioni gratuite durante il processo di privatizzazione. Questo significa che Vučić sta regalandosi ai cittadini il loro stesso denaro?

Milan Ćulibrk: Esattamente. Circa 4,8 milioni di cittadini serbi che erano maggiorenni al 31 dicembre 2007 detengono una quota del 98,6% nel Fondo Azionario. Questo è stabilito dalla legge. Il presidente promette loro che riceveranno ciò che avrebbe dovuto essere loro versato ogni anno per gli ultimi 16 anni e mezzo – un periodo durante il quale non si è verificata una singola erogazione dopo quella iniziale del gennaio 2010, quando il Fondo Azionario è stato istituito.

Il Fondo Azionario, gestito dallo Stato, detiene circa 27,5 miliardi di dinari in depositi presso varie banche. Non sappiamo presso quali banche, né a quali tassi di interesse, anche se in qualità di azionisti dovremo essere informati su ciò che accade al nostro patrimonio.

Quel denaro si trova in banche private e privilegiate di proprietà di persone molto vicine al presidente Vučić e ai vertici del Partito Progressivo Serbo, oppure si trova presso la Poštanska Štedionica in quanto banca statale? Semplicemente non lo sappiamo, anche se dovremmo assolutamente saperlo.

Il presidente Vučić ha promesso aiuti finanziari a tutti i cittadini maggiorenni, ma non sarà in grado di mantenerla perché chiunque abbia meno di 36 anni non era maggiorenne nel 2007 e non è azionista del Fondo Azionario. Erogare denaro anche a loro costituirebbe una diretta violazione della legge. È possibile che il regime cerchi di imbastire qualcosa – di far passare emendamenti aggiuntivi per includere tra gli azionisti anche le persone che non erano maggiorenni nel 2007.

Danica Popović: Non farà felice la gente più di tanto. È un piccolo dono che si dimentica in fretta. Nella migliore delle ipotesi, potrebbe servirgli come modesto argomento di vendita come promessa per il futuro. Ma spero che alle prossime elezioni riusciremo a far crollare questo suo futuro, in modo che non ci sia più nulla di tutto questo.

Omer Karabeg: Srđan Milivojević, presidente del Partito Democratico, ha consigliato ai cittadini di donare quel denaro agli studenti universitari. Qualcuno seguirà il suo consiglio?

Danica Popović: Penso di sì, perché moltissime persone hanno studenti in famiglia. Io, ad esempio, intendo fare proprio questo.

Milan Ćulibrk: Anch’io credo che molti doneranno quei soldi agli studenti. Vorrei ricordare che un dibattito simile si è svolto nel 2020 durante la pandemia, quando le autorità hanno distribuito 100 euro a ogni cittadino maggiorenne. All’epoca sostenuto pubblicamente l’idea di prendere quel denaro e versarlo a chi ne aveva bisogno. Io ho donato il mio a una mensa dei poveri e ho consigliato ad altri di fare lo stesso. In questo momento, la cosa migliore da fare è indirizzare quel denaro verso chi può portare al cambiamento, affinché la Serbia possa finalmente diventare uno Stato normale.

Omer Karabeg: Con tutta questa corruzione dilagante, Vučić riuscirà a conquistare una parte dell’opinione pubblica che lo aiuti a vincere le elezioni?

Danica Popović: Non credo. Penso che per i cittadini della Serbia tutto sia chiarissimo e i sondaggi d’opinione mostrano che il suo consenso cala ogni giorno. Se non fosse così, le elezioni sarebbero già state indette. Spero che abbia già perso le elezioni, e i risultati elettorali dimostreranno se ho ragione.

Milan Ćulibrk: Lo aiuterà a raccogliere un po’ di voti, ma spero che questa volta tutto questo denaro non sia sufficiente per comprare la maggioranza assoluta che gli permetterebbe di continuare a governare come ha fatto negli ultimi 14 anni. Tuttavia, i contributi in contanti non sono l’unico strumento utilizzato da questo regime per racimolare voti.

Ci sono anche minacce, pressioni e repressione; ci sono dipendenti del settore pubblico costretti a fotografare la propria scheda elettorale per dimostrare che non solo loro, ma anche i membri della loro famiglia hanno votato per il partito di governo – poiché farlo è un requisito fondamentale per mantenere il posto di lavoro.

Poi ci sono molti che dovrebbero essere in prigione per reati penali, ma sono a piede libero e servono da guardiani di questo regime. Quindi, il loro arsenale di misure è eccezionalmente ampio.

(Radio Free Europe, 27.07.2026)

https://www.slobodnaevropa.org/a/srbija-aleksandar-vucic-predsednik-penzije-plate-povecanje-obecanje/33812822.html

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