Vucic: riformare le imprese pubbliche più dura di quanto mi aspettassi

Il primo ministro Aleksandar Vucic ha dichiarato che farà tutto quanto verrà richiesto dal Fondo Monetario Internazionale perché questo è un bene per il paese.

Vucic ha aggiunto che teme il processo di riforma delle imprese pubbliche perché si sta rivelando più complicato di quanto si aspettasse. Parlando alla decima conferenza economica organizzata dalla Raiffeisen Bank, Vucic ha sottolineato che si aspetta forti resistenze nelle imprese pubbliche perché sono sotto scrutinio e hanno sviluppato abitutdini difficili da eradicare.

“Se sono al 100% sicuro che avremo successo nel riformare le imprese pubbliche? No, non lo sono. Ma sono pronto a impegnarmi al massimo per realizzare l’obiettivo”. Vucic ha notato che il salario medio nelle imprese pubbliche è compreso tra i 70.000 e gli 80.000 dinari, mentre nel privato la media è di 39.000, differenziale che lo Stato non può sostenere. “Come possono i vertici dei sindacati delle imprese pubbliche dichiarare che verranno condotte le giuste riforme?” ha chiesto alla platea.

Vucic ha ricordato le previsioni dell’FMI, che per il 2015 vedono in Serbia una crescita dell’1,5% e del 2% nel 2017,  ma il governo crede che queste previsioni possono essere migliori e comunque proverà a mettere in pratica tutte le richieste del Fondo, il quale prevede anche che nel 2017, dopo molti anni, si fermerà la crescita del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo.

“Con l’FMi e la Banca Mondiale si sta lavorando per favorire la crescita del settore privato, senza la quale le riforme non possono avere successo. Al contempo lo Stato, anche attraverso sovvenzioni, sta provando a trovare soluzioni definitive per l’Acciaieria di Smederevo e la FAP di Priboj”. Vucic ha affermato che la privatizzazione potrebbe consentire all’Acciaieria di Smederevo di passare dall’attuale produzione di 330.000 tonnellate a una di 2,2 milioni di tonnellate, un record storico che potrebbe far crescere il PIL nazionale tra l’1,2 e l’1,4%.

La Fap verrà rilevata, come risaputo, dalla finlandese SISU, mentre lo Stato sta anche affrontando la complessa situazione del settore petrolchimico, dove ha perso finora 20 milioni di euro nella MSK, 32 milioni nella Azotara e 120 milioni nella Petrohemija.

Ricordando come molte banche serbe sono andatein bancarotta a causa dei prestiti erogati sulla base di amicizie o appartenenze politiche, Vucic ha anche affermato che finora è stato distribuito il 96% dei crediti sovvenzionati messi a disposizione, di cui hanno fruito 22.000 imprese, il 65% delle quali di dimensioni piccole o micro.

(Vecernje Novosti, 14.11.2014)

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