Vucic: provvedimenti anticrisi oppure il caos nelle strade

Il primo vice primo ministro Aleksandar Vucic in un’intervista al settimanale “Nedeljnik” si è detto convinto che ci sarebbe stato “il caos nelle strade” se il governo non avesse varato il pacchetto di interventi per salvare l’economia e la Serbia stessa.

Vucic ritiene che entro un anno ci sarebbe stato nel paese “uno scenario argentino” se non si fossero presi provvedimenti e in questa previsione concorda con il Fondo Monetario Internazionale. “Significa che non avremmo avuto risorse per la polizia e l’esercito, con il caos nelle strade e nemmeno medicinali nelle farmacie pubbliche e anche private. Avremmo avuto alla fine gli assalti ai negozi”, ha detto Vucic che si è detto convinto che non si può più nascondere la drammaticità della situazione e che bisognava intervenire con tagli dolori e difficili. Egli ha anche detto che si è presa in considerazione anche l’idea di dichiarare bancarotta ma che si è rinunciato ad essa.

“Abbiamo deciso di rilanciare la Serbia. le nostre sono misure per salvare l’economia e il paese, e salveranno anche l’opposizione per quanto essa proverà a distruggerci. Ma è più importante quello che accadrà al paese di quello che accadrà al partito al potere” Ci sono rischi e responsabilità nelle decisioni prese ma non c’era altra scelta. Vucic ha detto di aver incontrato per due ore i rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale e che essi sono duri come lui e che non ci sono stati sorrisi e cordialità. “Vi è stata la più fredda cordialità di fronte a richieste e condizioni terribili. Ma i rappresentanti dell’FMI hanno ragione”.

“Per decenni abbiamo speso quello che non guadagnavamo. Quando il tuo paese in quattro anni passa dal 30 al 60% di debito pubblico rispetto al prodotto interno lordo e quando ogni anno si ha un deficit di bilancio maggiore e una diminuita produzione industriale il risultato non può essere che tagli difficili e dolorosi”.

Vucic sa che non è facile chiedere di rinunciare a parte del proprio reddito perché ciascuno ritiene che meriti di più perché vive duramente. Ma bisogna fare così. “Non si può fare più filosofia. Ovviamente le pensioni verranno tutelate e anche coloro che prendono meno di 60.000 dinari netti al mese. Si tratta di semplici misure strutturali sostenute dall’FMI che non toccheranno le parti sane. Le misure ovvero non toccheranno il settore privato, che è la parte più sana della società, ma toccheranno spese non sostenibili. “Un direttore che oggi prende 200.000 dinari ne prenderà 167.000 e credete che non potrà vivere bene con questa somma? Ma sapete invece quanto risparmierà lo Stato?”

Alla domanda se verrà colpita la classe media Vucic ha risposto che le misure colpiscono chi guadagna minimo 70.000 dinari mentre non si può definire classe media chi guadagna oltre 120.000 dinari al mese. “Non è uno shock per la classe media, che è composta dalle imprese private che portano avanti questo paese”. Le misure toccheranno 179.843 persone, di cui oltre 130.000 con un salario superiore agli 80.000 dinari. Vucic sottolinea che i provvedimenti non toccheranno gli insegnanti, i quali non arrivano a 60.000 dinari al mese.

Vucic ha anche detto che in Serbia non esiste una logica economica sana e che la gente non si è ancora resa conto che non si vive più sotto il socialismo e l’autogestione socialista, ma che si vive nel capitalismo e dobbiamo spendere solo quello che abbiamo.

“Già prima che alcuno sapesse che i provvedimenti avremmo preso le televisioni e i giornali erano piene di critiche. La cosa più divertente è stato il sondaggio della scorsa settimana dell’emittente B92 riguardo se si era o no contro i provvedimenti del governo. Ovviamente tutti erano contro i provvedimenti ma nessuno sapeva quali essi fossero e contro cosa venivano presi. Non ci potevo credere: lo avessi visto su “TV Happy” avrei detto “ok” ma questa cosa era in onda su B92. Questo fa capire molto del nostro approccio negativo, cinico, sarcastico, per cui si deve.  essere contro. Sempre”. ragiona Vucic. “Capisco che molti non fanno piani per il futuro e non guardano al 2016 ma a due giorni o a due mesi. La prima volta che sono stati offerti i prestiti al consumo 1,2 milioni di persone hanno preso in prestito 5.000 euro e li hanno spesi per le vacanze e la lavatrice. Nessuno investe perché nessuno ha una mentalità d’affari. Si aspetta il lavoro dallo Stato. date uno sguardo ai commenti sui partiti quando da essi non si è ottenuto un posto di lavoro. Ma non è compito dello Stato. Compito dello Stato è creare le condizioni affinché si possa trovare un lavoro. In politica ci sono tante scorrettezze ma qualcosa l’ho imparato e non mi sono mai comportato così, non sono un ipocrita e non me la racconto. Non posso dire lo stesso per gli ultimi quattro o cinque anni e prima ancora lo stesso”

“Dobbiamo insegnare a noi stessi a fare di più e a  lavorare più duramente. Se non ci riusciremo non saremo la prima nazione che è crollata. Non vedo altre opzioni”, ha concluso il vice premier.

“Abbiamo investito 150-200 milioni sulle ferrovie. Srbijagas invece è un cancro. Letteralmente. Ci sono alcune cose infami che non sono autorizzato a dire in pubblico. Non perché abbia paura di Bajatovic ma perché sarebbe brutto per il nostro paese dirle”. La Serbia ha una miriade di problemi con le sovvenzioni e imprese pubbliche che non stanno in piedi. “E’ stato loro detto (ai manager di Srbijagas): “Vai e compra la Agroziv, vai e compra la Fabbrica serba di vetro”. Queste persone non sono normali. Cosa c’entra la Srbijagas con queste attività? Il fatto è che hanno voluto dare all’esterno un’immagine falsata. Meglio chudere imprese fallimentari e concedere loro un’eutanasia che tenerle vive e far in modo che esse distruggano un organismo più grande. Questo è uno dei problemi chiave”.

(Nedeljnik, 10.10.2013)

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