Vucic presenta le linee programmatiche del nuovo Governo

Benchè il premier incaricato Aleksandar Vucic non abbia letto integralmente le 450 pagine delle sue linee programmatiche come aveva annunciato, la lettura della versione abbreviata di 68 pagine è durata molto di più rispetto alla presentazione dei precedenti governi del periodo di transizione. Lo stesso Vucic ha battuto il proprio record del 2014, quando aveva impiegato tre ore per illustrare le linee programmatiche del suo governo.

In apertura del suo discorso il Primo Ministro ha puntualizzato che la scelta del governo non si è basata su interessi egoistici, ma sul senso di responsabilità, ricordando che anche i cittadini devono impegnarsi affinché la situazione del paese migliori.  

“La Serbia non è la stessa rispetto a due anni fa, quando il paese attraversava una fase di recessione caratterizzata da un alto debito pubblico”, ha sottolineato Vucic. Egli ha quindi dichiarato l’intenzione di procedere con l’aumento degli stipendi nel settore pubblico: “poliziotti, membri delle forze armate, dipendenti nel settore sanitario e dell’istruzione possono confidare in aumenti che non saranno esigui. E tutto questo grazie alla crescita degli stipendi nel settore privato”.

Secondo il Primo Ministro, dal 2014 al 2016 sono stati creati 124.000 nuovi posti di lavoro, l’apertura di una o più fabbriche avviene ormai regolarmente su base mensile, mentre a livello finanziario si osserva un andamento stabile della valuta e un calo dell’inflazione. La stabilità economica, regionale e politica rappresenta il presupposto per nuovi investimenti, sia esteri che locali, contribuendo all’immagine internazionale del paese come partner affidabile.

Il premier incaricato ha espresso la sensazione che, dopo il forte sostegno alle elezioni, la maggior parte dei cittadini sia concorde con la sua politica di cambiamenti e riforme.

“Il nuovo governo chiederà pace e stabilità nella regione”

Vucic ha dichiarato che il nuovo governo opererà per il mantenimento della pace e della stabilità nella regione, ponendosi quale ostacolo nei confronti di coloro i quali vorrebbero destabilizzare la Serbia: “alcuni paesi nella regione, come la Croazia, fanno leva su questioni del passato minacciando così la stabilità regionale”.

Vucic ha inoltre ribadito l’intenzione da parte della Serbia di perseguire penalmente tutti quelli che hanno commesso dei crimini, puntualizzando che “l’unica cosa che chiediamo è la condanna di tutti i criminali a prescindere dala loro nazionalità”. 

Dialogo e partenariato con tutti

Tramite il dialogo la Serbia proseguirà la sua politica di collaborazione e rafforzamento dei rapporti con i paesi vicini, per raggiungere la pace e la stabilità a lungo termine.

Lo sviluppo del sistema di difesa sarà la condizione per la protezione degli interessi della Repubblica di Serbia, al fine di rispondere a tutte le sfide, rischi e minacce alla sicurezza statale. Per quanto riguarda la collaborazione nel settore, la Serbia continuerà la sua collaborazione con l’Unione Europea, Russia, Cina, Stati Uniti, ma anche con tutti gli altri paesi amichevoli.

Il premier incaricato ha detto che le forze armate della Serbia continueranno il loro lavoro sulla sicurezza del confine amministrativo e sul controllo della Zona di sicurezza in Kosovo.

“Crescita degli investimenti dipende dalla dinamica d’adesione all’UE”

Finora la Serbia ha realizzato la crescita del PIL grazie all’intensificazione dell’esportazione e all’incremento degli investimenti, ma “la crescita degli investimenti nel futuro dipenderà direttamente dalla dinamica del processo d’adesione all’UE”, ha detto il premier incaricato Aleksandar Vucic, confermando che la Serbia continuerà l’apertura dei capitoli negoziali e che il processo dovrebbe concludersi entro il 2020.

“Mi aspetto che la Serbia chiuda tutti i capitoli entro la fine del mandato di questo governo, ma questo non dipende solo da noi”. 

L’adesione al’UE viene quindi confermata come uno degli obiettivi strategici del Governo, mentre finora tutte le richieste in materia di economia da parte del FMI, della Banca Mondiale e della Commissione Europea sono state assolte, secondo Vucic.

Il Primo Ministro ha indicato che nel 2015 in Serbia sono arrivati investimenti per 2,11 miliardi di euro, di cui il 72,4% dai paesi europei. I maggiori partner della Serbia nello scambio commerciale sono stati Italia, Germania, Romania e Croazia. Il maggior surplus nel commercio è stato registrato con la Bosnia ed Erzegovina, Montenegro e Macedonia, mentre il maggior deficit è registrato nel commercio con la Cina per l’importazione di cellulari e PC portatili, nonché con la Russia per l’importazione di petrolio e gas.

“Kosovo e Metohija ancora un problema, i rapporti serbo-albanesi importanti per l’intera regione”

La questione del Kosovo rimane una sfida centrale anche nelle linee programmatiche di questo governo che, pur non intendendo riconoscerne l’indipendenza, si impegnerà a continuare il dialogo con Pristina nell’interesse della stabilità regionale. 

“Il popolo serbo in Kosovo dovrebbe essere rafforzato anche istituzionalmente con la formazione della Comunità delle municipalità serbe, la quale viene ostacolata da lungo tempo da parte di Pristina. La protezione della proprietà dei cittadini serbi, nonchè delle aziende e chiese ortodosse in Kosovo sarà una delle priorità del Governo”, ha dichiarato Vucic.

“Trattative con 48 nuovi investitori per l’assunzione di 32.400 persone”

Vucic ha detto che gli investitori hanno fiducia nel governo, e di essere stato personalmente presente durante l’apertura di 38 nuove fabbriche e stabilimenti, grazie alle quali sono stati creati decine di migliaia dei posti di lavoro. Nel periodo dal 2014 al 2016 sono stati stipulati 36 contratti con gli investitori, per un valore totale di 542 milioni di euro e con l’obbligo di assunzione di 18.523 operai.

“In questo momento l’Agenzia di Sviluppo della Serbia sta gestendo le trattative con 48 investitori potenziali che intendono investire un miliardo e 62,1 milioni di euro e assumere 32.400 persone. Si tratta di alcune delle più conosciute aziende nel mondo quali Bosch, Draxlrmaier, Kromberg & Schubert, Mahle e la maggior parte delle aziende tedesche hanno intenzione di investire ulteriormente in Serbia espandendo le capacità esistenti o costruendo nuove fabbriche”, ha detto Vucic.

Come indicato nelle linee programmatiche il nuovo governo implementerà la riforma e modernizzazione del Servizio Nazionale per l’Occupazione e la Serbia sarà in grado di raggiungere la percentuale più bassa di disoccupazione nella regione. 

Migliore organizzazione dell’Amministrazione pubblica e termine del processo di privatizzazione

Se ai dipendenti dell’Amministrazione Pubblica viene richiesta una precisa assunzione di responsabilità, il Governo dovrebbe focalizzarsi su una migliore organizzazione del lavoro e sulla struttura dell’organico. Vucic ha indicato che negli ultimi 3-5 anni il personale dell’amministrazione statale è ridotto del 13% ed ha aggiunto che il lavoro negli organi statali diventerà più responsabile.

Il processo di privatizzazione andrà incontro alle sue fasi conclusive, aggiungendo che negli ultimi due anni hanno sono vendute 41 aziende, mentre per 264 è stata avviata la procedura di fallimento: “una delle aziende strategiche è Telekom, il cui futuro è nella collaborazione con un partner strategico. Inoltre, il governo intende trovare un partner privato anche per l’aeroporto Nikola Tesla”, ha detto Vucic.

Lotta contro la corruzione

La lotta alla corruzione e al crimine organizzato continuerà ad essere una delle priorità del Governo, e sarà gestita tramite lo sviluppo delle istituzioni.

Parlando sui risultati conseguiti finora, Vucic ha riportato che la percentuale del crimini è diminuita dell’8,6% negli ultimi due anni.

Dopo la presentazione delle linee programmatiche di fronte al Parlamento, il Partito Liberal-Democratico (LDP), il Parito Democratico di Serbia (DSS) e il Movimento Dveri hanno comunicato che non sosterranno il nuovo governo.

Il leader del LDP Cedomir Jovanovic ha dichiarato che il suo partito non sosterrà il nuovo governo, perché non vede “una politica chiara e la forza necessaria per la risoluzione dei problemi”.

Il deputato del DSS Milan Lapcevic ha osservato che le linee programmatiche del Governo costituiscono più una relazione sul lavoro del precedente negli ultimi quattro anni, che un programma per il periodo futuro.

Il capo del gruppo parlamentare Dveri Bosko Obradovic ha detto che dal lungo programma di Vucic si poteva concludere che ci sono due Serbie, “una nella testa di Aleksandar Vucic, lontana dalla realtà, ed un’altra, quella in cui tutti noi viviamo”.

(RTS, RTS 10.08.2016)

 

 

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