Vucic: la Serbia ha un piano per il futuro

Il partito del progresso serbo (SNS) non formerà da solo il governo e l’elemento dirimente per la scelta del partito socio di coalizione sarà la condivisione di un piano e di una visione per il futuro del paese, ha dichiarato il primo ministro in pectore Aleksandar Vucic in una intervista ieri sera alla televisione di Stato. Le aziende pubbliche non saranno terreno di caccia per i partiti e al contempo bisogna rafforzare il settore privato.

“Il governo verrà formato entro 30 giorni dalla data di proclamazione ufficiale dei risultati delle elzioni e questo è un record nella storia recente del paese, segno che altre sono le priorità del paese”, ha detto Vucic, ospite del programma Upitnik (=Punto di domanda). “Non saremo soli al governo, vogliamo accogliere idee intelligenti e desideriamo una Serbia diversa. Lavoreremo per le generazioni future. Per la prima volta abbiamo un piano chiaro e onesto su cui lavoriamo giorno e notte, abbiamo la migliore squadra della storia al ministero delle finanze, avremo una visione per l’economia e il futuro”, ha detto Vucic, secondo il quale in Serbia sono cambiate varie cose “Fino a poco tempo fa quel che contava sapere nei negoziati era su quale poltrona una persona si sarebbe seduta, che ruolo avrebbe avuto nelle imprese pubbliche e nei relativi consigli di amministrazione. Ora di questo non si parla più”.

Vucic ha detto che il precedente governo ha conseguito buoni risultati nella politica estera, nella lotta alla corruzione e nel percorso di integrazione europea. “Io e l’SNS desideriamo un largo consenso ma non saremo un governo arrogante e autoritario, semmai uniremo il paese e l’opinione pubblica”. Vucic ha espresso la speranza che Lazar Krstic rimanga al ministero delle finanze: “Dipende da lui, perché lui è sempre per le riforme più dure, profonde e forti e non sono sicuro che saremo capaci di realizzarle con tale nettezza”, ha specificato Vucic.

Per le imprese pubbliche i migliori manager

Vucic ha detto che la politica non gestirà più le imprese pubbliche e che esse non saranno più torte da dividersi tra i partiti. “Che tutti i partiti, compreso l’SNS, si dimentichino che possono nominare i vertiti delle imprese statali”. Per le imprese pubbliche dovranno essere scelti i migliori manager, non fa nulla se essi venissero anche dal partito democratico. Le imrpese pubbliche non saranno più un terreno di caccia dei partiti. Vi sono due o tre imprese pubbliche che funzionano bene ma per tutte le altre chi le guida deve cambiare marcia.

Vucic ha annunciato la possibilità di abolire la tassa di solidarietà come di ridurre i salari nel settore pubblico ma ha garantito che le pensioni non verranno toccate. “I pensionati e tutti gli altri possono dormire tranquilli perché la Serbia ha un piano per il futuro”, ha chiosato Vucic, il quale ha calcolato che una riduzione degli stipendi pubblici del 10% consentirebbe risparmi per 200 milioni di euro e con una riduzione del 15% si arriverebbe a risparmi per 300 milioni.

Per Vucic è fondamentale rafforzare il settore privato perché così il deficit di bilancio potrebbe ridursi di 800 milioni di euro. “Dobbiamo insegnare alla gente che se vuole guadagnare di più deve ricolgersi al settore privato, non a quello pubblico”, per cui verrà elaborato un pacchetto di provvedimenti per rafforzare il settore privato e attrarre investimenti esteri.

“Lo Stato è un cattivo padrone, dobbiamo promuovere lo spirito imprenditoriale e incoraggiare il settore privato, perché esso è alla base delle economie di successo e dei paesi sviluppati. Rafforzeremo le imprese oneste, perché finora in Serbia i grandi affari sono stati ruberie, non sana imprenditoria”. La speranza è che nei prossimi anni 50-60,000 persone passino dal settore pubblico a quello privato. “Non li spingeremo ma li invoglieremo”, ha specificato Vucic, aggiungendo che su dieci nuovi assunti nel settore privato l’imprenditore potrebbe pagare tasse e contributi per tre e lo Stato per gli altri sette.

Avanti con le riforme anche in caso di proteste

“In Serbia vi è un forte spirito antiriforme e un recente sondaggio ha mostrato che solo il 15% dei serbi è a loro favore”, ma per Vucic è necessario lavorare alle riforme strutturali dell’economia, compresa l’adozione di nuove leggi, risolvere il problema delle imprese in ristrutturazione (a tal proposito Vucic ha mostrato un grafico che mostra come l’Acciaieria di Smederevo sia costata alla Serbia quanto due anni di tassa di solidarietà, 34,000 euro per ognuno dei 5,000 dipendenti) e un cambiamento di relazioni con le imprese pubbliche. Alla domanda se crede di concludere per giugno le questioni aperte con i sindacati in merito alla nuova legge sul lavoro, Vucic ha risposto: “Me lo auguro ma non credo. Faremo il possibile ma non penso che i sindacati saranno soddisfatti. Se vi saranno proteste sociali le affronteremo ma non per questo abbandoneremo il percorso di riforme”

(RTS, 09.04.2014).

 

 

 

 

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

scroll to top