Vucic: “La Serbia è scioccata dalle nuove sanzioni croate ma non reagirà”

Il primo ministro Aleksandar Vucic ha dichiarato oggi che la Serbia è sotto shock per le sanzioni decise dalla Croazia ma che non reagirà alla stessa maniera e questa situazione non implica l’interruzione delle relazioni diplomatiche con Zagabria.

Il primo ministro serbo ha ricordato che da cinque mesi i migranti attraversano la frontiera tra Serbia e Ungheria e il primo ministro ungherese Orban non lo ha mai chiamato per chiedergli perché i migranti passano da quella frontiera. “Solo da cinque giorni i migranti entrano in Unione europea dalla Croazia e questo perché l’Ungheria ha usato contro di essi i lacromogeni e ha completato il muro alla frontiera”.

Vucic ha fortemente negato le affermazioni da parte croata secondo le quali in Serbia vi è il caos, non si rispetti la legge e che sia stato usato gas lacrimogeno, mentre in Croazia questo è avvenuto per tre giorni di fila. “Abbiamo pace e ordine e non usiamo gas. Di questo parliamo: del fatto che qualcuno non ha rispettato gli accordi internazionali e sta portando avanti un aggressione contro lìeconomia del nostro paese e abbiamo preso misure per difendere la Serbia”.

Vucic si è detto scioccato dai provvedimenti decisi dalla Croazia e ha detto che la Serbia non reagirà allo stesso modo perché si tratta di provvedimenti contro il buon senso. Vucic ha fatto un appello alal Croazia a rispettare gli accordi con la Serbia e l’Europa: “Non consentiremo a nessuno di farci distrarre dal nostro impegno per la prosperità del paese. Vogliamo solo essere lasciati in pace e vedere rispettati gli accordi, mentre le persone non devono essere trattate come sacchi di patate”.

Vucic si dichiarato pronto in ogni momento a sentire il suo equivalente croato Zoran Milovanovic mettendo da parte ogni superbia su chi debba chiamare per prima, così come ha anche sottolineato che non vi è bisogno di mediatori. “Le contromisure adottate dalla Serbia restano in vigore fino a una nuova seduta del governo”, ha specificato Vucic, aggiungendo che la Serbia si riserva di difendere per vie legali gli interessi dei suoi cittadini danneggiati dal blocco croato.

“Non possiamo unilateralmente rinunciare alle controsanzioni perché significherebbe non rispettare il nostro paese e dire “venite, ammazzateci, noi siamo formiche e voi aquile”. Vucic ha anche affermato che a sanzioni economiche si srisponde con sanzioni economiche, mentre non si può in alcun modo rispondere alla follia.

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

scroll to top