Vucic: “La Serbia dovrà cambiare il sistema educativo”

“Gli amici serbi, il presidente del consiglio e i ministri, sono ospiti d’eccellenza al forum Innovazioni Aperte”, così il premier russo Dimitri Medvedev ha presentato Aleksandar Vučić e parte della delegazione di imprenditori che si trova a Mosca in visita diplomatica da diversi giorni, mentre precedentemente insieme agli ospiti hanno partecipato all’inaugurazione del più grande festival di imprenditoria tecnologica e sviluppo dell’innovazione. L’inizio del forum è stato segnato dal tema “l’uomo all’incrocio tra i trend della rivoluzione tecnologica”, che si è concentrato su cinque aspetti fondamentali della vita umana, soggetti a modifiche sotto l’influenza della tecnologia: produttività, ambiente, istruzione, medicina e intrattenimento.

“La Serbia dovrà cambiare il proprio sistema d’istruzione e l’approccio alla scienza, perché le nuove tecnologie e lo sviluppo scientifico non hanno alternativa, e se non si sta al passo coi tempi, la società risentirà un grave danno”, ha dichiarato Vučić nella nota introduttiva. Ha ringraziato Medvedev per l’ottima organizzazione delle fiera delle nuove tecnologie, sottolineando che la crescita della Serbia non dipenderà soltanto dalle riforme economiche ma anche da come si riuscirà a seguire le nuove tecnologie “Per accoglierli ed incorporarli meglio nel nostro sistema, è necessario cambiare il nostro modo di ragionare e le abitudini lavorative, cosa non semplice, e per fare ciò abbiamo anche poco tempo, considerato che nei prossimi vent’anni ci saranno molte innovazioni tecnologiche”, ha detto Vučić, preoccupato che sia difficile seguirle, dimostrato dalla sua osservazione che nemmeno lui possiede uno smartphone.

 Egli ha inoltre dichiarato che la Serbia lavorerà all’educazione di tutta la popolazione, che inviterà personalità eminenti che hanno parlato al forum affinché diffondano la conoscienza in Serbia, e che per questo la Serbia deve cambiare il sistema di istruzione e l’approccio alla scienza. “Così come abbiamo avuto coraggio per cominciare con le riforme economiche, la consolidazione fiscale, la riforma del mercato del lavoro, allo stesso modo cambieremo le abitudini lavorative”, ha spiegato Vučić aggiungendo che arriverà il momento in cui sul posto di lavoro si lavorerà sei ore, e se ne studieranno due, per poter andare al passo con le nuove tecnologie.

“In questo modo gli alunni a scuola dovranno studiare per cinque ore e andare le successive due a lavorare o fare degli stage, affinché ottengano l’esperienza attraverso attività concrete”, aggiungendo anche che la Serbia, insieme alla Svizzera, alla Germania ed altri paesi, lavorerà allo sviluppo del sistema d’istruzione duale.

 Medvedev nel suo discorso ha sottolineato che le ricerche rappresentate al forum sono molto interessanti e ha constatato che “sono piene di avvertimenti circa i rischi potenziali” per cui, come ci ha scherzato su, ci si chiede se le persone debbano occuparsi di innovazioni a causa di rischi e minacce. “Dall’altra parte c’è ottimismo, perché il processo non si può fermare. Tutte e tre le rivoluzioni industriali sono accadute, e probabilmente ce ne sarà una quarta. Che lo stato debba mischiarsi in questi processi o lasciarli al settore privato, affinché si costruisca un modello di conduzione degli affari e di tutela delle invenzioni che possano ottenere licenze, è la questione attuale”, ha concluso Medvedev.

 (Danas, 30.10.2015)

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