Vučić: La politica non può più intralciare il processo di riforme

Il premier Aleksandar Vučić è convinto che la Serbia abbia la stabilità politica necessaria allo sviluppo economico senza ostacoli e che è arrivata al punto in cui “la politica non può più intralciare il processo di riforme”.

Per la prima volta nella storia moderna, come egli afferma, la Serbia possiede determinate finanze pubbliche che rappresentano una solida base per l’inizio di un nuovo ciclo di sviluppo e di riforme attraverso le quali si sono create migliori condizioni per lo sviluppo economico e commerciale e per una miglior vita per i cittadini.

Vučić ha rilasciato un’intervista per la rivista nazionale di commercio, edita dall’Istituto Economico e dalla Camera di Commercio Serba, dicendo che le misure di consolidamento, che non è stato facile adottare e che non sono terminate, hanno assicurato un deficit di bilancio minore di quello che prevedevano Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. “Winston Churchill durante la Seconda guerra mondiale dopo i primi successi militari disse – questo non è l’inizio della fine ma la fine dell’inizio. Così direi anch’io, che è la fine dell’inizio di riforme dolorose che erano indirizzate innanzitutto alla stabilizzazione. Adesso grazie a quelle riforme con molto più ottimismo aspettiamo il tempo che porterà una vita migliore ai cittadini”, ha detto Vučić.

Vučić ha detto anche che la direttrice del FMI Christine Lagarde si è complimentata per i risultati, affermando che sono meglio del previsto, e che ha parlato con lei anche dell’aumento degli stipendi e pensioni, per il quale sono state soddisfatte condizioni obiettive.

Il premier ha detto che questo sarà il primo anno dopo tre decenni nel quale non ci sarà la revisione di bilancio, che le finanze sono pulite “come una farmacia” e che il paese otterrà una crescita economica di un punto percentuale circa. “Non c’è crescita dei prezzi, la raccolta delle accise e dell’IVA va molto bene, e la cosiddetta zona grigia è stata ridotta”, ha detto Vučić, aggiungendo che il deficit del bilancio della repubblica il più basso da anni a questa parte.

Parlando del lavoro delle imprese statali, ha detto che è più che soddisfatto del lavoro dell’aeroporto “Nikola Tesla” ed Air Serbia, e del fatto che “Srbijagas” non ha debiti con Gazprom, così come del fatto che ElektroPrivreda Srbije (compagnia per produzione di energia elettrica, ndt) sia entrata nel processo di aziendalizzazione. “Credo sia possibile completare un’ulteriore razionalizzazione e con questa aumentare la profittabilità e l’efficienza e lo stesso governo farà pressione su tutte le imprese in questa direzione”, ha detto Vučić, dichiarando che non venderà le imprese solo per “nascondere una propria noncuranza”, e che le grandi aziende, come Telekom, verranno privatizzate solo se viene trovato un buon partner strategico , che sia disposto a pagare un buon prezzo di mercato.

Vučić ha detto che, considerato che la Serbia adotterà una riforma dell’istruzione, che è probabilmente una delle migliori riforme dopo quella di consolidamento finanziario, la Serbia è determinata ad adottare il sistema educativo duale che si applica ad un gran numero di paesi europei. “Questa riforma non potrà essere adottata solo dal governo e dal ministero dell’istruzione, ma è necessario l’aiuto di imprenditori locali. Questa sarà una delle priorità del governo nel prossimo periodo e per il quale mi impegnerò personalmente”, ha detto il premier.

Alla domanda quanto fosse stato grande il danno causato dalla pratica andata avanti per anni per cui i quadri di partito venivano posizionati nei più importanti posti di lavoro e se sia possibile interromperla, Vučić ha risposto: “Enorme. Adesso tale pratica è considerata più come un incidente che altro”.

Parlando di disoccupazione, il premier ha detto che il trend è incoraggiante, ovvero che da mesi si contano meno disoccupati che nel periodo precedente, sottolineando che la società serba, per essere di successo, deve divenire una società di imprenditori.

Il premier si è rivolto anche alla questione energetica, sottolineando che la Serbia intende evitare qualunque tipo di dipendenza in tale settore, così come che insieme al vicepresidente americano Joseph Biden e ai rappresentanti dell’UE ha discusso di come costruire nel più breve tempo possibile un interconnettore verso la Bulgaria. “Credo che siamo prossimi alle soluzioni che alla Serbia più faranno comodo. Allo stesso modo, continueremo la corretta collaborazione con i nostri partner russi”, ha proseguito Vučić, aggiungendo che è molto importante che non dobbiamo nemmeno un dinaro a Gasprom per gli attuali volumi di gas in consegna e che l’indebitamento accumulato fino ad ora di 60 milioni di euro verrà ripagato dal bilancio di Srbijagas.

Parlando della situazione nella regione, Vučić ha detto che crede che per i paesi della regione, nonostante tutte le sfide, arriverà l’occasione per cui lavoreranno tutti insieme in mercati terzi, che costruiranno un sistema energetico comune e che lavoreranno a grandi progetti infrastrutturali.

(Tanjug, 26.10.2015.)

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