Vucic corre ai ripari dopo l’indagine sulle donazioni sospette al suo partito

Dopo che un’indagine di BIRN ha messo in luce che il partito al potere si è servito di prestanome per pompare denaro nelle campagne elettorali attraverso donazioni, il Presidente ha convenuto che i donatori hanno probabilmente utilizzato deleghe, ma ha sostenuto che il suo partito è pulito.

Il Presidente della Serbia Alexander Vucic ha dichiarato che “presuppone” che i quasi 7.000 donatori che hanno effettuato donazioni al Partito Progressista per un ammontare di 40.000 dinari (circa 320 euro) durante la sua campagna presidenziale nel 2017, lo hanno fatto “perché era permesso agli individui donare tale importo, e non più di quello”. Ha specificato di non essere a conoscenza dei dettagli del processo, e non ha voluto commentare l’identità dei donatori, alcuni dei quali comparivano come assistiti della previdenza sociale. “Non so se fosse così, ma suppongo… Se dico ‘Voglio donare 800 euro, ma non posso perchè non è consentito’ [direi poi ad un’altra persona], ‘questi sono i soldi, paga per il nostro partito per favore'”, ha dichiarato Vucic in un’intervista rilasciata al sito web Insajder, pubblicata venerdì.

Vucic ha anche affermato che il suo partito ha i conti in ordine e non deve nulla a nessuno.

L’indagine di BIRN, pubblicata il 17 ottobre, ha mostrato che il partito di Vucic avrebbe utilizzato donatori per procura per mascherare la vera fonte delle donazioni per la campagna elettorale, illegali dal punto di vista del diritto serbo per il finanziamento delle attività politiche.

La prova che ha fatto sorgere dei dubbi circa la natura organizzata delle donazioni è rappresentata dal fatto che quasi tutti i donatori, il 98%, ha versato esattamente lo stesso importo: 40.000 dinari. Sono stati numerosi i donatori che hanno dichiarato a BIRN di aver ricevuto soldi da parte dei funzionari del partito, e di essere stati espressamente invitati a donarli al partito a proprio nome. “Ho solo ricevuto la busta con il denaro e il numero di conto per pagare”, ha raccontato a BIRN una donna che ha preferito non essere identificata.

Nemanja Nenadic, di Transparency Serbia, un ramo locale di Transparency International, ha dichiarato a BIRN che le affermazioni di Vucic non rivestono alcuna rilevanza per la legislazione vigente. Nenadic ha sottolineato che il limite legale per i singoli donatori è di 20 volte superiore ai 40.000 dinari che Vucic ha dichiarato.

Tuttavia, il nome di ogni donatore che offre oltre 40.000 deve essere reso pubblico durante la campagna. Nenadic ha sottolineato che, anche dopo la nuova intervista di Vucic, la fonte dei soldi che migliaia di donatori ha versato ai progressisti nel 2017, 2016, 2014 e 2012 non è ancora chiara.

“È evidente che l’ipotetico esempio fornito dal Presidente sul modo in cui i donatori avrebbero operato non ha nulla a che vedere con quello che è successo nella realtà. Considerato che diverse migliaia di persone provenienti da tutta la Serbia hanno versato un identico importo, non si tratta certamente di un individuo che ha voluto spontaneamente dare un importo specifico e poi ha dato ai suoi amici una somma di [quasi] 40.000”, ha chiarito Nenadic.

BIRN ha anche rivelato che le autorità anti-corruzione hanno invitato i pubblici ministeri ad avviare un procedimento penale in relazione al sospetto riciclaggio di denaro durante le elezioni nel 2014, ma non una persona è mai stata incriminata, mettendo in dubbio l’indipendenza del sistema giuridico della Serbia dell’azione penale.

In un’intervista a Insajder, Vucic ha dichiarato di essere sicuro che tutto sarà risolto in conformità alle leggi, che i soldi non provengono da magnati e che l’intero caso sarà indagato: “Qui, supplico tutti, l’Agenzia anticorruzione, tutti, ad esaminare completamente questo problema. Quindi, mostrate un po’ di pazienza”.

Secondo Nenadic è positivo che Vucic abbia chiesto all’Agenzia di agire, ma ha aggiunto che il caso è più adatto ai pubblici ministeri, in quanto per la legge serba sul finanziamento delle attività politiche il dare o ricevere denaro durante una campagna con l’intento di nascondere il vero donatore è un crimine. Un crimine per cui è prevista una pena da tre mesi a tre anni di carcere.

(Gordana Andric, Balkan Insight, 03.11.2017)

https://www.balkaninsight.com/en/article/vucic-response-to-campaign-finance-investigation-raises-doubts-11-03-2017

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