Vucic in Kosovo invita i serbi alla saggezza

Il vicepremier ha ricordato che c’è in ballo il futuro del popolo serbo in Kosovo.

Accolto a Gracanica da numerose persone, Vucic ha detto di aver voluto prima di tutto andare in città, mentre le autorità di Pristina lo avevano invitato a passare prima dal monastero, visto che esse considerano questa una visita religiosa. Nel suo discorso, il vicepremier ha invitato i serbi kosovari ad essere responsabili verso i propri figli e il proprio futuro, e a rispettare lo Stato serbo andando a votare [alle elezioni locali che si terranno domani, per le quali alcuni partiti hanno invitato al boicottaggio, ndr.]. “Non è possibile che lo Stato sia buono solo quando paga gli stipendi e le pensioni e cattivo quando chiede di andare a votare per ottenere la verifica internazionale e, soprattutto, la conferma dell’esistenza dell’Unione delle Municipalità serbe”, ha detto Vucic all’incontro di chiusura della Lista Civica Srpska (“Serba”). Egli ha invitato i convenuti a domandarsi cosa otterranno se non andranno alle urne, oltre ad un sindaco di Kosovska Mitrovica che non sarà serbo o al fatto che Gracanica sarà guidata da qualcuno che essi non vorrebbero in quella posizione.

Omaggiando i presenti per il fatto che sono loro a preservare la cultura serba in Kosovo e ringraziandoli per aver resistito a tutto ciò che hanno subito, Vucic ha dichiarato che con queste elezioni si decide tra la conservazione del popolo serbo e la sua estinzione: “Non possiamo né tantomeno vogliamo combattere con le armi; il nostro obiettivo è quello di garantire in pace il futuro dei nostri figli”. Per la realizzazione dell’Unione delle Municipalità serbe, ha egli ricordato, è necessaria la vittoria in almeno sei Comuni.

Stando alle parole di Vucic, “fattori interni ed esterni al Kosovo provano ad impedire la realizzazione dell’Unione”; egli ha sottolineato che la Serbia e i serbi non cercano nemici, ma vogliono solo che i propri figli imparino la propria lingua e siano felici come tutti i bambini del mondo. “Dopo il 3 novembre dovremo iniziare a pensare a come rilanciare l’economia e a far vivere meglio il nostro popolo”, ha detto Vucic, ricordando che dopo molti anni la Serbia ha segnato un incremento industriale del 3,2% ed esprimendo il desiderio che lo stesso avvenga in Kosovo.

(Tanjug, 01.11.2013)

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