Vučić “ha scavalcato” l’UE e si è legato all’America

“I commenti generali al rapporto della Commissione Europea sullo stato della democrazia in Serbia e sui progressi verso l’adesione all’UE sono vicini a un’incitamento all’odio, ma sono solo una parte delle risposte dei rappresentanti del governo”, sostiene Goran Miletic, direttore per l’Europa dell’organizzazione “Civil Rights Defenders”.

L’altra parte delle autorità, aggiunge, nasconderà i risultati del rapporto della CE annunciando a breve i nomi dei nuovi Primi Ministri, in modo che il rapporto rimanga nell’ombra sebbene sia estremamente importante per la Serbia.

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“Come di solito accade, nel prossimo periodo possiamo aspettarci una presentazione diversa del rapporto in un modo che si addice di più alle autorità. Si prevede che alcune cose più semplici saranno “aggiustate”, anche se nessuno sforzo si è visto per cambiare qualcosa di fondamentale in termini di riforme riguardanti lo stato di diritto, la libertà dei media, i diritti umani e la lotta alla corruzione. Sebbene si ponga l’accento sulle parti della relazione che riguardano l’economia, i cittadini dovrebbero sapere che qualsiasi riforma economica e miglioramento in questo settore non è possibile senza uno stato di diritto” sottolinea Miletic.

Secondo lui, ciò che è particolarmente preoccupante sono i sempre più frequenti attacchi verbali ai rappresentanti dell’UE, e ora anche ai membri del Parlamento europeo.

“Dopo giornalisti, attivisti, informatori, sembra che i circoli vicini alle autorità abbiano trovato un nuovo bersaglio e che stiano inviando sempre più insulti velati o meno ai membri del Parlamento europeo che si occupano della situazione in Serbia. Tanja Fajon e altri parlamentari sloveni o croati sono sempre un obiettivo buono, approvato dagli ambienti nazionalisti. Il forte silenzio delle autorità dopo tali attacchi si commenta da solo”. Vediamo anche per esempio che Tanja Fajon è in modo dispregiativo chiamata Tijana Ajfon, come una stellina locale star di un reality show.

Come dice Ognjen Radonjic, professore alla Facoltà di Filosofia di Belgrado, il rapporto della CE è oggettivo, tuttavia, aggiunge, “cosa possiamo farci?”.

“L’UE ha notato da tempo tutte le caratteristiche negative delle autorità locali, ma noi non stiamo facendo nulla al riguardo. La maggior parte delle critiche non porta a cambiamenti, e adesso hanno bloccato i nostri negoziati con l’UE. La domanda è, tuttavia, quanto sia utile, perché in questo modo ci alienano ancora di più dall’UE. Concludo che probabilmente questo è l’obiettivo di questo governo”.

Secondo Radonjic, porre l’accento sugli informatori nel rapporto è molto positivo.

“Da questo punto di vista sono ottimista per Aleksandar Obradović della “Krušik”. Posso concludere che ora è sotto la loro protezione diretta, il che è positivo. Ma per quanto ci riguarda, senza azioni concrete dell’UE non vedo come possa accadere qualcosa, perché non ho notato il sincero interesse dell’Europa per lo stato della democrazia in Serbia. Non ci sono passi concreti…Inoltre, è ovvio che questo governo non è particolarmente interessato a questo. Sono andati a Washington per legarsi con gli Stati Uniti. Non solo hanno messo il dito negli occhi a Russia e Cina, ma anche all’Europa. Vučić “ha scavalcato l’UE” e in questo momento ha legato il suo destino e la posizione della politica estera del Paese esclusivamente all’America”, dice Radonjić.

L’opposizione filoeuropea in Serbia, raccolta in coalizione, ha inviato una lettera ai membri del Parlamento europeo dalle file dei Socialisti e Democratici e del gruppo “Renew Europe”, nella quale ha evidenziato di accogliere con favore le valutazioni della CE sullo stato della democrazia in Serbia, e in particolare i problemi nel processo elettorale.

Il Partito della Libertà e della Giustizia, il Partito Democratico e il Movimento dei Liberi Cittadini (SSP, DS e PSG) accolgono con favore la rinnovata richiesta di proseguire il dialogo tra i partiti sotto gli auspici del Parlamento europeo.

“Valutiamo questo rapporto della Commissione europea come un allarme per l’erosione della democrazia in Serbia, che deve essere fermata attraverso il dialogo mediato dall’UE, unico modo appropriato per risolvere la crisi politica e riportare la Serbia sulla via dell’adesione all’UE”, si legge nella lettera, la quale aggiunge che il risultato del dialogo tra i partiti deve essere almeno un ritorno alla democrazia competitiva con l’inclusione dei partiti all’opposizione.

https://www.danas.rs/politika/vucic-preskocio-eu-i-vezao-se-za-ameriku/

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