Vucic dopo il discorso di Trump: la Serbia “fuori da ogni radar”

Il Presidente serbo Aleksandar Vucic, presente a Nwe York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che il mondo oggi si trova in una situazione pericolosa e complicata, in virtà della quale si possono ascoltare “molte parole dure” e che, come piccolo paese, è meglio posizionarsi “fuori ogni radar”.

Aleksandar Vucic ha incontrato i giornalisti presso la sede delle Nazioni Unite, dopo aver ascoltato l’intervento del Presidente americano Donald Tramp, che si è concentrato sui paesi considerati la più grande sfida di sicurezza per la comunità mondiale e soprattutto sulla Corea del Nord: discorso che, secondo il presidente serbo, ha scatenato diverse reazioni. Invitato dai giornalisti dell’agenzia di stampa Tanjug a fornire una propria valutazione della situazione attuale del mondo, in considerazione dei temi che saranno dominanti nei dibattiti dell’Assemblea Generale, Vucic ha osservato che esistono alcuni paralleli con la situazione prima della prima guerra mondiale e con altri periodi storici. Resta da vedere ciò che i rappresentanti dell’Iran, del Venezuela, della Corea del Nord, così come la Cina e degli altri paesi diranno, ha dichiarato Vucicm che ha sottolineato la complessità della situazione attuale internazionale, e che la Serbia, in quanto paese piccolo numericamente e territorialmente, deve rimanere tranquilla e “fuori da ogni radar” per proteggere il paese e il futuro dei suoi figli. È la nostra posizione, ha dichiarato il Capo dello stato serbo: fare tutto per non essere mai nell’elenco dei paesi che vengono “inviati all’inferno dal presidente americano” oggi, per condurre una politica intelligente, tutelando gli interessi della Serbia e dei suoi cittadini.

Vucic ha dichiarato di aver ascoltato attentamente il discorso del Presidente degli Stati Uniti e di aver avuto un incontro bilaterale con il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov, nonché con i rappresentanti delle Seychelles che, nella costruzione di un’organizzazione mondiale, “sono seduti accanto a noi e sono molto importanti per noi, non solo per il rapporto nell’UNESCO. Sono il presidente di un piccolo paese e non posso dire tutto quello che penso, ma posso dire che analizzeremo ogni parola del Presidente Trump. Si è percepita una profonda divisione dopo il suo discorso nella sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”. Il Presidente si è astenuto da altri commenti, ma ha aggiunto di aver avuto interessanti feedback nel corso della giornata.

Il Presidente Vucic ha avuto ieri una serie di colloqui bilaterali presso la sede delle Nazioni Unite, durante le quale ha discusso con gli interlocutori la situazione nel mondo e nella regione, ma ha anche richiesto la promozione della cooperazione economica.

Vucic ha dichiarato ai giornalisti che la partecipazione alla sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite rappresenta un’occasione ideale per i colloqui bilaterali e che l’organizzazione mondiale sta diventando sempre più importante perché non esiste più un mondo unificato.

Uno dei più importanti incontri bilaterali è stato ovviamente quello con il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Vucic ha sottolineato che nei primi sette mesi dell’anno lo scambio commerciale tra Serbia e Russia ha raggiunto il livello di 1,470 miliardi di euro e che la più grande esportazione dalla Serbia finora è stata di 567 milioni di euro e che tale crescita è stata realizzata grazie ad un aumento delle esportazioni per un importo del 25,08%. L’incontro con Lavrov, ha aggiunto, è stato il più lungo e incentrato sulle questioni bilaterali e mondiali. “Siamo riusciti a prendere in considerazione molte cose, tutte all’ombra di quanto detto alla sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dal Presidente americano Donald Tramp. Abbiamo parlato di questioni politiche e ho detto che la Serbia è fermamente impegnata nella sua neutralità militare, che non diventeremo membri della NATO, e che proteggeremo la nostra neutralità militare”, ha specificato Vucic.

A margine della 72° Assemblea Generale, Vucic ha tenuto colloqui bilaterali con il Primo Ministro norvegese Ern Suldberg, che ha invitato a venire a Belgrado e ha inoltre incontrato la sua omologa rumena, Klaus Johannis, annunciando una imminente visita in Romania. Vucic ha quindi incontrato il Primo Ministro svedese Stephen Leven, che ha ringraziato per gli investimenti provenienti da quel paese e ha chiesto alle società svedesi di continuare a venire in Serbia. “Ho elogiato l’apertura di “Ikea”, che funziona con successo in Serbia e ho dichiarato che vogliamo ancora più investimenti”. Inoltre, il Presidente ha incontrato anche il Ministro austriaco degli Affari Esteri, Sebastian Kurk, e ha avuto incontri con il Primo Ministro della Slovenia e della Croazia, Miroslav Zerar e Andrej Plenković, con il Primo Ministro macedone Zoran Zaev e ha tenuto colloqui con il Presidente del Montenegro Filip Vujanović: “Abbiamo parlato dei nostri affari nella regione. Ho continuato con Plenkovic per lungo tempo, discutendo delle relazioni bilaterali, come migliorarle, come sviluppare la cooperazione economica”. Con il Presidente del Montenegro, ha affermato, ha considerato i progetti infrastrutturali comuni, in primo luogo l’autostrada Cacak-Požega, per una lunghezza di 31 chilometri, e quella tra Pozega-Boljare, lunga 107 chilometri. “Abbiamo parlato del lavoro svolto”, ha specificato Vucic, sottolineando che con i suoi interlocutori della regione ha scambiato un parere sulla situazione in Bosnia-Erzegovina, e aggiungendo che è molto importante che questo sia discusso seriamente e responsabilmente.

Il Presidente ha inoltre incontrato il presidente della 72ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite Miroslav Lajcak e altri rappresentanti dell’organizzazione mondiale.

(RTS, 19.09.2017)

http://www.rts.rs/page/stories/ci/story/1/politika/2875695/vucic-u-njujorku-cule-su-se-teske-reci-srbija-bolje-da-bude-van-radara.html

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