Vucic critica la ricerca del gruppo “SeConS” sul numero dei nuovi disoccupati

Negando i risultati della ricerca del gruppo “SeConS”, secondo la quale 200.000 persone che avevano un lavoro a febbraio lo avrebbero perso ad aprile, il Presidente serbo Aleksandar Vučić ha dichiarato che le ricerche devono essere condotte secondo le regole di “Eurostat” e devono essere serie. Dal canto suo, Marija Babović, professoressa alla Facoltà di Filosofia di Belgrado e presidente del gruppo “SeConS”, sottolinea che il numero di coloro che si rivolgono al Servizio nazionale per l’impiego rappresenta solo una piccola parte dell’enorme numero di persone che perdono il lavoro.

Non sono impiegati solo coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, o coloro che, in caso di perdita del posto di lavoro contattano il Servizio nazionale per l’impiego. Impiegati sono considerati l’intero esercito di persone a prima vista “invisibili”, dai venditori nei mercati a quelli che si guadagnano da vivere mantenendo le proprietà degli altri, fino a chi si prende cura dei malati nelle loro case”.

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È per questi motivi che vi sono grandi discrepanze nei dati riportati dai funzionari e quelli provenienti da ricerche indipendenti sul numero di persone che hanno perso il lavoro a causa della pandemia da coronavirus.

Secondo uno studio del “SeConS”, si stima che circa 200.000 persone, o l’8% dei lavoratori, compresi i lavoratori informali e i lavoratori autonomi, abbiano perso il lavoro in Serbia durante la pandemia.

Il Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, sostiene invece che durante lo stato di emergenza a causa della pandemia, 9.000 lavoratori hanno perso il lavoro e circa 9.700 lo hanno trovato.

“Mostratemi dove sono queste persone. Gli è venuto in mente di dire qualcosa contro qualcuno, e più inventano meglio è”, ha dichiarato Vučić a proposito della ricerca della “SeConS”, affermando che i risultati non sono veri.

“Potete uscire domani con una ricerca secondo cui quattro milioni di persone hanno perso il lavoro…Non ce ne sono così tante a cui dar lavoro ma chi lo vieta. Siamo in positivo di 633 persone, così come la Francia…Sapete cosa sono 200.000 persone?”, ha ribadito Vučić.

La dott.ssa Marija Babović, sostiene che il numero di coloro che si rivolgono al Servizio Nazionale per l’impiego rappresenta solo una piccola parte dell’enorme numero di persone che perdono il lavoro.

“Secondo la nostra ricerca, che indica che circa 200.000 persone hanno perso il lavoro durante lo stato di emergenza in Serbia, solo una piccola parte si è rivolta al Servizio nazionale per l’impiego”.

Come lei stessa sottolinea, è importante sapere chi è considerato occupato.

“Il sondaggio è stato condotto su un campione rappresentativo di 1.600 persone che erano impiegate a febbraio 2020, compresi i lavoratori informali e i lavoratori autonomi. La definizione di occupazione applicata dall’Organizzazione internazionale del lavoro, dall’Eurostat e dall’Ufficio statistico della Repubblica di Serbia afferma che per dipendente si intendono tutte le persone che hanno lavorato almeno un’ora nella settimana prima dell’indagine per indennità in denaro o in natura, o che erano temporaneamente assenti dal lavoro, ad esempio a causa di malattia, ma hanno un lavoro garantito a cui possono tornare. Ciò significa che abbiamo monitorato la situazione, compresi tutti i lavoratori autonomi e informali”, spiega Marija Babović.

Il sondaggio mostra quindi che l’8% di coloro che lavoravano a febbraio hanno perso il lavoro a metà aprile.

“Questo è l’8% del nostro campione. Quando viene applicato a quanto ci dice l’ultimo sondaggio sulle forze di lavoro dell’Ufficio di statistica della Repubblica, arriviamo al numero di circa 200.000 persone. A livello dell’intero 2019, secondo un sondaggio sulla forza lavoro c’erano in totale 2.901.000 dipendenti in Serbia, e quando da questo numero vengono detratti i singoli agricoltori registrati, che sono 452.700, la cifra raggiunge i 2.448.300. Applicando qui la percentuale dell’8% otteniamo quasi 200.000 persone che hanno perso il lavoro”, conclude Marija Babović.

SeConS o optužbama Vučića: Naša istraživanja su ozbiljna

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