Vucic: con Putin parleremo concretamente di collaborazione economica

Il primo ministro serbo Aleksandar Vucic dichiara che con Vladimir Putin oggi parlerà di concrete modalità di collaborazione economica.

“Nel corso del nostro precedente incontro Vladimir Vladimirovic disse che nel corso del successivo sarebbe state affrontate questioni concrete. Spero che questa volta possiamo ragionare di una serie di temi specifici, prima di tutto la cooperazione economica e poi lo sviluppo ulteriore delle relazioni reciproco in campo agricolo ed energetico”, secondo Vucic il settore energetico è quello di maggiore prospettiva per le relazioni tra i due paesi. “Vi sono molte questioni che devono essere discusse in campo energetico”, ha evidenziato Vucic.

“Sapete che Gazprom è l’azionista di maggioranza di Naftna Industrija Srbija. E’ necessario rivedere il futuro della nostra relazione in questo campo, così che affrontiamo da partner le questioni”, ha detto il primo ministro.

“Dobbiamo inoltre analizzare a che punto siamo con il South Stream. In fase negoziale la Serbia ha avuto condizioni alquanto dure ma, grazie alla disponibilità di Putin, ci siamo accordati in maniera veloce e agevole. Tuttavia il South Stream non dipende solo dalla Serbia”, ha detto Vucic, il quale ha poi ricordato gli accordi con le Ferrovie russe per l’implementazione di progetti congiunti in Serbia. Egli ha ricordato il prestito russo da 800 milioni di dollari per la modernizzazione della rete ferroviaria serba. “Novantuno milioni sono già stati spesi. Potete vederne i risultati sulla linea Belgrado-Pancevo. I lavori proseguono bene e credo si starà nei tempi.

Il primo ministro serbo ha rimarcato che il suo paese vuole attrarre investitori russi, in particolare in campo agricolo. “Ho già detto che la Russia è un grande mercato che ha bisogno di grandi quantità di verdure, frutta e carne. Vogliamo coinvolgere investitori russi soprattutto in questi settori, offrendo loro la possibilità di costruire in Serbia degli impianti di trasformazione per esportare i prodotti non solo in Russia ma anche in Unione europea e Turchia. Ecco quanto propongo”, ha concluso Vucic.

(Blic, 15.10.2014)

 

 

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