Vučić avvia oggi le consultazioni sulle elezioni anticipate e sull’UE

Quando si terranno le elezioni parlamentari anticipate si potrebbe sapere dopo la serie di colloqui che il Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, avvia oggi con partiti e attori politici.

A giudicare dalle prime reazioni, all’invito al dialogo del presidente risponderanno soprattutto i partner di coalizione. Gli analisti non ne sono sorpresi perché, come affermano, tra gli oppositori dell’attuale governo è difficile “trovare quadri sufficientemente esperti e preparati in grado di condurre tale dialogo”.

Ieri Vučić ha inviato una lettera di invito ai partiti per un dialogo su due temi chiave:
-l’indizione di elezioni parlamentari anticipate su richiesta di una parte dei cittadini e
-il rapporto con l’UE e il comportamento della Serbia nelle complesse circostanze internazionali sul piano della sicurezza e dell’energia.

I primi a partecipare ai colloqui oggi alle nove sono i rappresentanti del Movimento dei Socialisti, seguiti dalle delegazioni dell’Alleanza degli Ungheresi di Vojvodina e del Partito della Giustizia e della Riconciliazione.

Il Movimento dei Socialisti ha comunicato ieri, dopo la riunione del Comitato centrale, che proporrà: una ricostruzione urgente del Governo della Serbia, l’adozione di una legge per la concessione della cittadinanza a tutti i serbi provenienti dai territori dell’ex Jugoslavia e l’indizione di un referendum vincolante sulla prosecuzione del percorso europeo della Serbia.

“Le elezioni non sono la soluzione”

Anche il Partito Socialdemocratico di Serbia (SDPS) ha annunciato che parteciperà al dialogo, sottolineando che “elezioni senza un minimo di fiducia possono rappresentare un nuovo problema all’orizzonte. Ogni crisi politica conduce in due direzioni: verso un’ulteriore radicalizzazione oppure verso la sua risoluzione attraverso elezioni. Elezioni svolte in un clima così polarizzato, carico di tensione ed emotivamente acceso non porterebbero la tanto necessaria normalizzazione della società. Elezioni senza un minimo di fiducia non sono la soluzione, ma un nuovo problema all’orizzonte”, hanno dichiarato dall’SDPS.

L’opposizione ha già annunciato che non parteciperà al dialogo

D’altra parte, quasi tutti i partiti parlamentari di opposizione sostengono che non prenderanno parte alle consultazioni convocate da Vučić.

Nel ZLF (Fronte Verde-Sinistra) ritengono che “questo invito non nasca da una sincera volontà di superare i problemi e le divisioni nella società”. Come affermano, non si può “un giorno aspettarsi un dialogo e il giorno dopo inviare gruppi a fare irruzione nelle facoltà, nel Rettorato o nelle sedi dei partiti di opposizione”.

Anche il Partito Democratico (DS) ha rifiutato le consultazioni.

Pavle Grbović, presidente del PSG (Movimento dei cittadini liberi), sostiene che nel suo movimento non è arrivato alcun invito al dialogo e ritiene che “sia poco serio parlarne, poiché si tratta ancora di un tema inesistente”.

Zdravko Ponoš, presidente del partito SRCE (Serbia-Centro), afferma che “Andrićev venac non è il luogo per il dialogo tra governo e opposizione”.

Miroslav Aleksić, leader del NPS (Movimento Popolare della Serbia), dichiara che “l’unico luogo per il dialogo è il Parlamento serbo, che è evidentemente stato svuotato delle sue funzioni”.

Miloš Jovanović, presidente del Nuovo DSS (Nuovo Partito Democratico), afferma che “il governo ha perso in modo assoluto e irreversibile la propria legittimità nel momento in cui ha iniziato a scontrarsi fisicamente con il proprio popolo”.

“È difficile trovare quadri sufficientemente esperti e preparati”

Predrag Lacmanović, direttore dei programmi dell’agenzia “Faktor plus”, è scettico sul fatto che si giunga a un vero dialogo, pur accogliendo con favore l’iniziativa del presidente. “Presumo che alcune forze di opposizione potrebbero anche rispondere all’invito, ma che le organizzazioni studentesche probabilmente manterranno la linea di contestazione della legittimità del governo. Potrebbe esserci una risposta sotto forma di ultimatum. Ritengo che cercheranno di ostacolare il processo, perché la loro politica si basa sull’ostruzionismo, non sulla costruttività. Infatti, se si entra in un dialogo costruttivo, determinati attori devono esporsi. È difficile trovare quadri sufficientemente esperti e preparati in grado di condurre tale dialogo“, analizza Lacmanović.

(Blic, 03.04.2026)
https://www.blic.rs/vesti/politika/vucic-danas-pocinje-dijalog-sa-strankama-o-izborima-i-eu-opozicija-odbila-poziv/z5dl6rf

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