Vucic a Vienna per nuovi investimenti e stabilità regionale

“Attendevamo con ansia di incontrare Aleksandar Vucic, non solo per motivi politici ma anche per i molti appuntamenti che avrà con grandi imprese austriache che investono in Serbia”, ha detto il ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz.

Vucic oggi a Vienna incontrerà il Presidente della Repubblica Heinz Fisher, il vice cancelliere Michael Spindelegger, il ministro Kurz e molti esponenti del mondo imprenditoriale austriaco.

Vucic stamane partecipa alla conferenza  “Business Bridge”, organizzata dal Senato economico serbo-austriaco.

aleksandar-vucic-foto-beta-sebastijan-kurc-1401868099-509301Il ministro Kurz ha dichiarato che “La scelta di Aleksandar Vucic è stata, a mio parere, un punto positivo per la Serbia. Vi è un chiaro piano di riforme che l’Austria e gli austrici che vivono in Serbia vedono come un segnale positivo lungo la strada verso il futuro. Un nuovo clima favorevole agli investimenti consentirà anche alle imprese austriache di aprire nuovi posti di lavoro in Serbia”.

In un’intervista al quotidiano austriaco Der Standard, Vucic ha dichiarato che la Serbia è il pilastro della stabilità nella regione e che punta al meglio nel processo negoziale con Pristina. La Stato serbo ha risposto bene all’emergenza alluvioni e ora vi sono parti del paese, soprattutto nel centro e nell’ovest, che devono essere ricostruite, con l’impegno a spendere le risorse nella maniera più trasparente e onesta possibile. In merito all’integrazione europea si punta a concludere con Brussels l’accordo su giustizia e affari legali, che è poi quello più importante. In merito alle imminenti elezioni in Kosovo, Vucic ha sottolineato che non vi sono dubbi sul fatto che la Serbia non ha puntato sul loro boicottaggio. Allo stesso tempo, egli ha sottolineato che nulla dipende dalla Serbia ma dai risultati delle elezioni kosovare e che ci si augura di arrivare a un accordo nel corso del prossimo mese.

“Alla Bosnia Erzegovina abbiamo chiaramente detto che rispettiamo la sua integrità territoriale, anche se abbiamo un rapporto speciale con la Republika Srpska. Altrettanto eccellenti sono i rapporti con la Macedonia. Credo che la Serbia, a differenza del passato, sia qualcosa come un pilastro della stabilità nella regione. Faremo del nostro meglio per contribuire alla stabilità della regione e sono certo che faremo bene”. 

In merito all’integrazione europea, Vucic ha sottolineato come per certi parametri la Serbia stia meglio, mentre per altri stia peggio rispetto ad altri paesi della regione e che sarebbe un cattivo messaggio se l’integrazione europea non arrivasse nell’arco dei prossimi 15 anni. “Da parte nostra lavoreremo per arrivarci entro il 2019, ma ciò non dipenderà solo da noi, ma anche dall’Austria, dalla Germania e da tutti gli altri membri UE”. Vucic ha detto che la cosa più importante è cambiare mentalità, aggiungendo che per lui non è difficile dire di aver commesso molti errori e che è meglio ammettere gli errori che continuare a farli. “E’ lampante il fatto che noi non avevamo capito cosa era accaduto con il crollo del muro di Berlino. Non abbiamo agito in coerenza con quanto accadeva in Europa. Tutti noi non abbiamo capito i cambiamenti e abbiamo pagato un prezzo terribile. Ora dobbiamo cambiare mentalità e lavorare duramente, essere più consapevoli e impegnarci di più”.

Sulla crisi tra Russia e Ucraina, Vucic ha affermato che ovviamente la Serbia rispetta l’integrità territoriale di una nazione membro delle Nazioni Unite, ma che il Governo non ha introdotto sanzioni contro la Russia per molte ragioni politiche ed economiche; questo non implica, però, sostenere ogni scelta di Mosca.

Vucic ha ribadito che la Serbia è un paese pienamente democratico, dove non vi è censura, e ha definito le accuse di Dunja Mijatovic, rappresentante OSCE per la libertà dei media, “pure menzogne”. Vucic ha negato che le accuse possano essere collegate al suo ruolo di ministro dell’informazione nel governo Milosevic, affermando che già nel 2001 “ho riconosciuto tutti i miei errori”. Il primo ministro serbo ha annunciato l’emanazione, entro la fine del mese, di tre leggi sui media, in accordo con le raccomandazioni della Commisione Europea.

(04.06.2014)

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