Voto all’asta: l’ironia degli elettori in Serbia

Mentre il clima della campagna presidenziale in Serbia va surriscaldandosi, alcuni elettori prendono ironicamente in giro la cultura corrotta della politica balcanica mettendo in vendita on-line il proprio voto al miglior offerente.

Un elettore serbo chiamato Vladimir, da Vrbas, cittadina nella provincia settentrionale della Vojvodina, sta offrendo il proprio voto alle prossime elezioni presidenziali ad un prezzo rigido sul popolare sito online di e-commerce Kupujem Prodajem.

Scherzosamente, l’annuncio pubblicato il 7 marzo recita: “Venderò il mio voto, il partito è irrilevante. Motivo della vendita: mi arrendo. Scambio possibile per la cittadinanza canadese e fattoria in Canada”.

Il prezzo del voto, da far lacrimare gli occhi, è fissato a 10,5 milioni di euro.

Le elezioni presidenziali sono previste per il 2 aprile. Mentre l’acquisto e la vendita di voti è naturalmente illegale, i partiti vengono regolarmente accusati di offrire ad aspiranti elettori delle tangenti: da qui nasce la provocazione dell’annuncio.

Un altro elettore, sempre dalla Vojvodina, ha nel frattempo pubblicato un annuncio sul sito web di e-commerce Limundo offrendo la sua mucca in affitto ai partiti della coalizione di governo per realizzare un video promozionale con i suoi animali.

Lo spot strizza chiaramente l’occhio alle precedenti campagne elettorali in Serbia, durante le quali i candidati hanno visitato i villaggi, profondendosi in coccole nei confronti delle mucche con la speranza di promuovere se stessi in quanto persone che hanno a cuore gli agricoltori.

“Affitto una mucca per la realizzazione di un video per le elezioni presidenziali; l’offerta è valida solo per la coalizione di governo, perché dispone di tutte le finanze (tutti gli altri sono sospetti per me, anche il settore non governativo)” scrive questo residente di Novi Sad.

“Andremo presso le fattorie registrate e lì faremo conoscenza della vita difficile dei contadini, ci stringeremo la mano di fianco alle mucche e scattaremo foto, e tutto ciò in tre ore”, sipega l’elettore, aggiungendo che a colui che affitterà la mucca sarà permesso anche coccolarla.

Il prezzo per l’affitto della mucca è stato fissato a circa 160 euro. Tuttavia, dopo che i media locali hanno scoperto il suo annuncio, gli amministratori di Limundo hanno chiuso l’asta.

La compravendita di voti alle elezioni nei Balcani rappresenta un tema usuale. In vista delle elezioni dello scorso anno in Bosnia e in Montenegro, i media locali hanno riferito del fenomeno che ha visto numerosi elettori pubblicare annunci offrendo di vendere il proprio voto al miglior offerente.

Mentre il prezzo di vendita di 10,5 milioni di euro riflette chiaramente una visione negativa della politica serba, alcuni elettori impostare stabiliscono prezzi più realistici di circa soli 25 euro (come è accaduto in Bosnia nelle elezioni tenute lo scorso settembre).

(Maja Zivanovic, Balkan Insight, 09.03.2017)

http://www.balkaninsight.com/en/article/cows-and-votes-for-rent-and-sale-ahead-of-serbians-presidential-elections-03-08-2017#sthash.Sn4gUnqR.dpuf
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