Vladeta Jankovic: “L’accordo di Washington buono solo per Trump”

Vladeta Janković, professore ed ex ambasciatore serbo in Gran Bretagna e in Vaticano, ritiene che il succo dell’accordo di Washington sia stata “una parata voluta per la campagna elettorale presidenziale negli Stati Uniti”, perché almeno la metà dei 16 punti del documento non ha nulla a che fare con la Serbia o il Kosovo, ma servirà solo al Presidente Donald Trump in vista delle elezioni di novembre. Anche il post sulla pagina Facebook della portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo non è casuale, ma “uno schiaffo in faccia sia alla Serbia che al Presidente Aleksandar Vučić”.

“Trump (con l’accordo) ha accontentato la potente lobby ebraica, la lobby della comunità LGBT, ha incoraggiato gli uomini d’affari, poi ha chiuso i conti con la Cina per le innovazioni tecnologiche e ha tagliato le rotte di approvvigionamento energetico russe, tutto per uso politico interno, al fine di migliorare le sue prospettive prima delle elezioni; la Serbia e il Kosovo invece non hanno ricevuto niente di speciale”, ha detto Janković alla TV “N1”.

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Per quanto riguarda le relazioni tra Belgrado e Pristina, lo stesso ha affermato che il nuovo punto della moratoria di un anno è contro gli sforzi del Kosovo di aderire alle organizzazioni internazionali, e allo stesso tempo la moratoria per la Serbia è di annullare i precedenti riconoscimenti del Kosovo. Crede però che questo permetterà al Kosovo di ricevere il maggior numero di riconoscimenti possibile in quell’anno.

“Il Kosovo lavorerà in quell’anno per ottenere il maggior numero di riconoscimenti possibile, e dopo aver annunciato l’apertura di un’ambasciata serba in Israele, i Paesi arabi, molti dei quali non hanno finora riconosciuto il Kosovo, ora lo faranno. D’altra parte, accettando questo accordo, ci siamo messi contro anche Russia e Cina, che ci hanno fornito un grande sostegno in Consiglio di sicurezza”, ha dichiarato Jankovic.

“Quando queste due cose si uniscono, il Kosovo può avere la maggioranza nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite in un anno e può avere un supporto nel Consiglio di sicurezza. Questi sono i fatti che possono ora accadere, il che potrebbe non essere vero, e io onestamente lo spero”, ha detto l’ex ambasciatore.

Commentando il post su Facebook della portavoce del Ministero degli Affari esteri della Russia, Marija Zaharova, sull’incontro di Vučić con Trump, afferma che la sua “dichiarazione non è bella, ma non è affatto casuale”.

“Non avrebbe dovuto permettersi di scriverlo, ma dato che non ha avuto conseguenze per lei, significa che è stato uno schiaffo deliberato in faccia sia alla Serbia che a Vučić personalmente”, ha detto Janković.

Commentando anche lo scritto del russo “Kommersant” secondo cui Mosca non è stata informata di ciò che accadeva a Washington, Jankovic afferma che questo indica “quanto sia insufficiente la nostra diplomazia e quanto sia grave questa omissione”.

“Mentre veniva firmato un accordo come questo a Washington, il nostro Ministro degli Esteri (Ivica Dacic) era seduto a Belgrado, senza dire niente. Non c’erano lì diplomatici, sono stati commessi fatali errori di protocollo con Vucic seduto su una sedia…come uno studente durante un’interrogazione; la foto ha fatto il giro del mondo e avrà conseguenze sull’immagine che Vučić ha in patria”, continua il professore.

Dopo l’avvertimento dell’UE sull’apertura dell’ambasciata a Gerusalemme, Jankovic ha ricordato che la Serbia sarà l’unico Paese in Europa ad avere un’ambasciata a Gerusalemme, e questo è un “passo pericoloso di vasta portata, ma che non influirà sulle nostre possibilità di entrare nell’UE. Non abbiamo alcuna possibilità di entrare a far parte dell’Unione a breve, medio o lungo termine. Semplicemente loro non ci vogliono!”.

“Accettare quel tipo di bullismo americano, che è un modo d’agire tipico di Trump, avrà delle conseguenze. Non vedo la luce alla fine del tunnel in cui Vucic ci ha portato”, ha continuato l’esperto sostenendo che questa mossa aumenterà i riconoscimenti da parte di altri Paesi dell’indipendenza del Kosovo.

“Il fatto stesso che il regime enfatizzi il successo e le imprese spettacolari di Washington la dice lunga su quanto ci hanno incasinato”, ha concluso Janković.

http://rs.n1info.com/Vesti/a637577/Vladeta-Jankovic-o-sporazumu-iz-Vasingtona.html

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