Violeta Jovanovic (NALED): “Riformiamo il paese attraverso il dialogo”

Vincere la sfida delle riforme, economiche come anche amministrative e sociali, è forse l’obiettivo più ambizioso che ha di fronte la classe dirigente serba per uscire dalle contraddizioni di una transizione verso l’economia di mercato che si trascina da troppi anni. Di questo tema abbiamo parlato con Violeta Jovanovic, direttrice esecutiva del NALED, l’organizzazione che maggiormente riesce a incidere nel processo riformatore.

naled-300x169Quali sono gli obiettivi e le attività del NALED?

“Con quasi 200 membri, NALED (National Alliance for Local Economic Development, www.naled-serbia.org ) è la più grande associazione in Serbia che raggruppi realtà pubbliche, private e del terzo settore. Questo fatto sottintende che i nostri membri sono sia enti locali, che imprese che organizzazioni senza scopo di lucro. Si tratta di un concetto praticamente unico, ma assolutamente in linea con la nostra missione, che è quella di migliorare le condizioni per fare impresa in Serbia. Per cambiare le cose in quel senso è necessario infatti sviluppare soluzioni condivise e riunire i soggetti pubblici con le principali realtà private e della società civile.

Naled è stato fondato nel 2006 da USAID (NdT: United States Agency for International Development, l’agenzia per la cooperazione allo sviluppo degli Stati Uniti). Da allora abbiamo raggiunto molti risultati, siamo tra le realtà private più influenti nel paese, abbiamo significative capacità interne con ad oggi ventitrè impiegati a tempo pieno e le nostre attività si focalizzano in due aree: una è la riforma del quadro regolatorio, che significa semplificare le procedure e promuovere le riforme, l’altra è migliorare le competenze nel settore pubblico affinché sappia sostenere le attività economiche.

I nostri stessi membri scelgono i temi e gli obiettivi su cui lavorare e si impegnano direttamente a realizzarli”

La vostra associazione è leader nella promozione del dialogo tra i vari rappresentanti del settore pubblico, privato e civile. Che cosa unisce queste parti, spesso opposte?

Violeta Jovanovic“Questo concetto si sta ancora sviluppando in Serbia e noi siamo tra i pionieri in questo processo. Cerchiamo di creare un partneriato tra il settore pubblico e privato, i quali generalmente si ritrovano a essere contrapposti, affinchè invece possano lavorare insieme e trovare soluzioni che possono essere presentate al Parlamento. Di solito, se una delle parti propone la soluzione, l’altra è contraria. Però NALED supera questi ostacoli tramite il dialogo “in house” che si svolge ordinariamente, nonché tramite la definizione di compromessi che possono poi essere implementati e presentati al governo”.

Da cinque anni NALED collabora anche al “Progress Report” che fa il punto sull’avvicinamento della Serbia agli standard europei e verifica risultati conseguiti nel processo delle riforme in Serbia. Come giudica lo stato attuale delle riforme che vengono implementate in Serbia?

“La tendenza è definitivamente positiva in merito alle riforme e alla reale volontà a intraprenderle. Questo governo è orientato verso le riforme, ma parlando con grande franchezza, non le hanno potute realizzare a causa delle forti resistenze. Abbiamo riconosciuto la volontà chiara del governo e specialmente del primo ministro a lavorare per le riforme, però manca il personale con reali competenze per metterle in pratica. A causa delle misure intraprese precedentemente dal governo, ovvero la diminuzione degli stipendi, a causa dell’assenza di un sistema di valutazione delle performances nell’amministrazione pubblica, non ci sono le capacità necessarie. In questo modo si crea grande vuoto nella pubblica amministrazione, visto che non ci sono le persone che conoscono il funzionamento delle procedure e come esse possono essere migliorate. Non ci sono neanche le persone che sanno come offrire un miglior servizio ai cittadini. Si tratta di uno dei grandi ostacoli con i quali si confronta questo governo. Bisognerebbe trattenere persone capaci e motivare le persone valide ad entrare nell’amministrazione pubblica. Questo sarà la soluzione chiave”.8 economic priorities

Qual’è la proposta di NALED per risolvere questo problema e consentire agli enti locali, spesso i partner proattivi degli investitori, di trattenere o assumere personale più qualificato e dinamico?

“Il Ministero della amministrazione pubblica dovrebbe reagire presto ed adottare misure per motivare le persone capaci a continuare a impegnarsi, poi motivare i buoni leader nelle varie autorità locali per aumentare il numero degli investimenti e creare servizi migliori per i propri cittadini, nonché condizioni migliori per i propri dipendenti. Il Ministero competente insieme con il NALED ha creato un sistema per la formazione permanente per gli impiegati nel settore pubblico, il quale dovrebbe partire da settembre, cosicchè le persone che lavorano per il governo potranno fruire di corsi di formazione ulteriore, mentre i risultati dei loro test saranno la base per l’avanzamento nella loro carriera e l’aumento dello stipendio. Questo sarà il primo passo nella valutazione affinchè si riconosca il lavoro dei dipendenti”

Tra le attività del NALED vi è anche la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla necessità di promuovere dei cambiamenti nella sfera economica, burocratica e civile attraverso campagne di comunicazione. Ce ne presenta alcune?

“La campagna “Chiedete quando” ha avuto molto successo. L’idea di partenza era rendere i cittadini consapevoli, in maniera ironica, della situazione in cui ci troviamo e proporre le modalità per cambiarla. Inoltre, abbiamo provato a motivare i cittadini ad assumersi la responsabilità e a chiedere ai loro rappresentanti per cui voteranno alle successive elezioni quando accadranno questi cambiamenti. In Serbia, quando si tratta delle elezioni, i politici spesso parlano delle loro piattaforme e programmi, però non dicono mai quando qualcosa sarà fatto. Inoltre, abbiamo voluto far ridere la gente, per mostrare quanto le situazioni sono ridicole per accettarle più facilmente e non considerarle un problema irrisolvibile.

“Chiedete quando”

La campagna di comunicazione “Chiedete quando” ha realizzato una serie di video ironici per evidenziare all’opinione pubblica ritardi, inefficienze e limiti del contesto economico e sociale del paese al fine di rafforzare il consenso per le riforme.

Tutti i video possono essere visti all’indirizzo: http://www.naled-serbia.org/en/page/56/Ask-When-Videos

La prima campagnia si occupava della procedura relativa alla maternità, la quale era molto complicata. Sette mesi dopo, siamo riusciti a semplificare la procedura di due terzi, cioè da 11 documenti siamo riusciti a diminuire la documentazione necessaria a 4 componenti. Il video sui permessi edilizi ha contribuito all’adozione delle modifiche della legge promosse da NALED. Abbiamo partecipato direttamente alla stesura di questa legge (mutuata dall’eccellente analoga legislazione in Macedonia) e abbiamo creato la base per la semplificazione di rilascio dei permessi, nonché per i permessi elettronici.

Dall’altra parte, la campagna all’aeroporto di Belgrado “Check in for better business, invest in Serbia” ha come obiettivo principale il miglioramento del contesto d’affari ed è dedicata a tutte quelle aziende che operano in Serbia e tutti coloro che sono interessati ad investire in Serbia. Questa campagna è specifica, perchè mostra tutto quello che la Serbia potrebbe offrire nei vari settori dell’industria , nonché presentare vantaggi della Serbia rispetto ad altri paesi. Ora, quando arrivano i nostri partner, spesso sono interessati alle destinazioni indicate in questa campagna. Inoltre, ci stiamo preparando per il 5 ciclo della campagna, in cui saranno presentate le “best practices” per ogni settore.

NALED_Invest_in_Serbia

La Serbia sconta un’immagine esterna non propriamente positiva, che frena le scelte di investimento. Chi non è mai stato nel paese e si limita a un’analisi a tavolino delle alternative di investimento estero tenderà a scartare la Serbia nel timore di improbabili pericoli, frutto per lo più di pregiudizi.

“Questo è un punto su cui ci impegniamo molto. Sembra che manchi questo orientamento a livello nazionale, ma anche a livello delle autorità locali. Altri paesi hanno cura degli investitori e diffondono messaggi chiari. Noi del NALED cerchiamo di convincere il governo a mandare questi messaggi fuori la Serbia. C’è un grande potenziale, però secondo noi il paese non riesce a sfruttarlo appieno.

La potenzialità della Serbia risiedono nell’ottima posizione geografica, negli accordi di libero scambio stipulati con i paesi della regione e gli stati post-sovietici, le grandi risorse naturali, la buona qualità del suolo, un’ottima forza di lavoro dal punto di vista del rapporto tra qualificazioni e costo. Siamo aperti verso tutti coloro che vogliono investire in Serbia, apprezziamo molto di più gli investitori esteri che quelli locali. Questo è molto meglio per gli investitori che per la Serbia”

Condizione femminile e sviluppo economico rurale

Violeta Jovanovic è molto attenta alla promozione delle donne anche attraverso l’associazione “Etnomreza” (Etnonetwork, Rete etnica) di cui è presidente, specializzata nella tutela e valorizzazione dell’artigianato nazionale.

Studi recenti mostrano che più del 55% delle donne serbe che abitano in contesti rurali sono disoccupate e non hanno alcuna fonte di reddito, nonostante esse curino le necessità della casa e della famiglia. Dunque, la crescita del loro peso economico come sociale rimane una grande sfida.

L’agricoltura offre un’ampia gamma di attività che richiedono un impegno a tempo pieno che le donne non possono garantire a causa di tutte le altre mansioni che svolgono (la cura dei bambini e degli altri membri della famiglia, i lavori domestici, la cura del bestiame e dell’orto…). Le attività a tempo parziale finiscono dunque per essere preferite e le donne optano per attività legate al turismo e all’artigianato.

etnomrezaAnche i dati di Eurostat mostrano che i lavori di artigianato rappresentano la seconda voce di introito in molte famiglie rurali. L’impiego delle donne che vivono in aree rurali ha effetti significativi nella riduzione dell’emigrazione e dei fenomeni delinquenziali. Il potenziale per la produzione di manufatti artigianali in Serbia è ancora significativo e le tecniche e le abilità tradizionali sono ben conservate. Purtroppo la produzione artigianale è troppo spesso solo a livelli amatoriali perché nelle aree rurali le donne non conoscono le dinamiche del mercato e quindi i manufatti spesso non possono contare su motivi e stili moderni, come anche su certificazioni e un packaging al passo con i tempi. Tanto i turisti quanto i nostri concittadini sono alla ricerca di prodotti di qualità, con un design e un packaging moderno, capaci di trasmettere il senso di una tradizione di una regione e il suo patrimonio immateriale. Solo così questi prodotti possono diventare un reale generatore di redditi per le donne che vivono nelle aree rurali.

Dunque i produttori di manufatti artigianali hanno bisogno di assistenza e formazione per accrescere le loro competenze e rendere i prodotti capaci di stare sul mercato. Piccoli investimenti in queste aree hanno dimostrato un ottimo ritorno visto che consentono ampie opportunità per generare un reddito e accrescere il peso sociale delle donne nelle aree rurali. Le azioni che dovrebbero essere attivate riguardano l’attivazione di corsi specializzati e di programmi di certificazione, per l’indicazione di origine quanto per le produzioni su licenza, il miglioramento del design e del packaging, lo sviluppo di un piano nazionale per l’impiego degli artigiani come custodi della tradizione, lo sviluppo di una rete di gallerie di prodotti tipici di qualità, l’organizzazione di concorsi su scala nazionale per valorizzare gli artigiani“.

In cosa si sostanziano le vostre azioni per lo sviluppo economico locale?

“Nel 2007 abbiamo iniziato il progetto della certificazione delle comuni in Serbia, all’interno del quale abbiamo sviluppato un set dei criteri che potrebbe servire alle autorità locali come piano di lavoro su come cooperare con le imprese. Si tratta di un cambiamento significativo perché durante gli anni novanta il governo era responsabile di tutto, inclusa la collaborazione con le imprese. Poi, all’improvviso, ci siamo svegliati nel 2000, in un nuovo sistema, ovvero in un’economia di mercato cui abbiamo dovuto adattarci ed la quale ha funzionato indipedentemente dal settore pubblico.

Capital Summit-1Inoltre, le autorità locali hanno un ruolo significativo nello sviluppo economico locale. Con la nuova legge del 2007, le autorità locali hanno avuto il compito di cooperare con le attività economiche. In quel momento sono stati aperti gli uffici per lo sviluppo economico-locale, mentre il programa di certificazione rappresentava il piano di lavoro di questi uffici. Questo programa veniva utilizzato come benchmark su come lavorare e come organizzarsi per diventare un miglior partner per le imprese private. Questo programa ha avuto gran successo in Serbia. In meno di due anni, oltre 30 enti locali sono stati incluse in questo programa. Dal 2012, abbiamo iniziato ad implementare ufficialmente questo programa anche in Croazia, Bosnia Erzegovina e Macedonia. Abbiamo trovato i partner nei ministeri, nelle organizzazioni non governative, nelle camere di commercio, nonchè nelle università di questi paesi. Si tratta di gran numero di stakeholders. Si tratta di un gran passo in avanti per creare stretti rapporti tra i paesi della regione da una parte, mentre dall’altra parte possiamo offrire agli investitori le buone destinazioni dove investire i loro capitali, indicare dove i servizi comunali sono di alta qualità, in quali comuni c’è una strategia di sviluppo, un piano urbanistico, procedure semplici, aiuto nella formazione della forza di lavoro locale. Questo progetto è stato sostenuto da GIZ, la cooperazione allo sviluppo della Repubblica Federale di Germania. Quest’anno anche il Montenegro dovrebbe aggregarsi alla piattaforma regionale. Essa è importante anche perchè in questo modo scambiamo vari modelli di lavoro nella regione. Per esempio, con questa piattafroma, il sistema di rilascio dei permessi edili elettronici è arrivato in Serbia dalla Macedonia. É un buon punto di riferimento per lo scambio di “best practices”.

Quali sono i maggiori successi, i “fiori all’occhiello” del NALED?

“Vorrei indicare i due migliori risultati conseguiti in due aree dove da venti anni si attendevano miglioramenti, risultati che dimostrano in pieno la nostra efficienza.

Per quanto riguarda le licenze edilizie tutti si lamentavano delle procedure lente e costose ma il NALED è riuscito a cambiare la situazione. Prima abbiamo analizzato il problema, abbiamo individuato la soluzione, siamo entrati nei gruppi di lavoro presso i ministeri che si occupavano della stesura della legge, abbiamo insistito per l’adozione della legge, abbiamo poi steso il piano d’azione mentre attualmente stiamo preparando gli emendamenti alla legge e gestiamo un call center dove rispondiamo alle questioni dei cittadini e alla fine siamo riusciti ad ottenere i fondi per la Serbia per creare il softwere per il rilascio di questi permessi elettronici.

L’altro risultato conseguito è nell’area dell’economia sommersa, un’altra tematica su cui di frequente si sentivano lamentele senza giungere a nulla. È un problema complesso, visto che tocca vari settori. Bisognava includere sei vari ministeri per risolvere questo problema che era enorme. Di nuovo, abbiamo analizzato i vari aspetti del problema, abbiamo creato la bozza del piano per risolverlo. A dicembre 2014, ci siamo incontrati con il primo ministro il quale ci ha delegato per iniziare a risolvere questo problema. Quest’è stato un onere, però nello stesso tempo l’opportunità per risolvere finalmente questo problema. Dopo sei mesi abbiamo completato l’elaborazione della bozza del programa nazionale per lotta contro l’economia sommersa. NALED ha coordinato il lavoro di ben sei ministeri coinvolti, ovvero il ministero dell’amministrazione pubblica, dell’economia, delle finanze, del commercio, del lavoro e della giustizia, nonché altri organi dello Stato, quali la direzione delle tasse e lamministrazione doganale. Inoltre, hanno partecipato il gruppo degli esperti e nostri membri. Tutti hanno lavorato insieme a creare il programa che sarà presentato al governo. Contestualmente con il programa, abbiamo fatto il piano d’azione dettagliato ed ora stiamo raccogliendo i fondi per implementarlo.

Secondo me, questi sono due più grandi successi di NALED, visto che si tratta dei problemi che tutti credevano fossero irrisolvibili.”

(ha collaborato Iva Nikolic)

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