Vecernji list: “Vucic come Tito”

Il croato “Vecernji list” ha pubblicato recentemente due articoli che lodano la Serbia per la sua capacità di procurarsi vaccini e per lo stato dell’economia. “La Serbia ha tratto grande vantaggio dal fatto che come piccolo Paese nella guerra generale per il vaccino è stata in grado di agire in modo indipendente e quindi soddisfare i suoi bisogni, mentre l’Europa, nonostante gli enormi fondi investiti nello sviluppo del vaccino, non è riuscita a utilizzare la sua posizione negoziale e la forza del suo mercato, il più redditizio del mondo”, riporta il quotidiano.

Nell’articolo sottotitolato “La Serbia non allineata è diventata leader nella crescita del PIL e nella vaccinazione” con il titolo “Vucic come Tito”, il “Vecernji” scrive che Belgrado ha usato la sua posizione formalmente neutrale e il fatto che ha buoni rapporti con l’Europa e l’America, ma anche con Russia e Cina.

Il successo della Serbia, scrive il giornale, dovrebbe essere spiegato dal fatto che Belgrado ha firmato contratti per oltre 11 milioni di dosi di vaccini, per cui la cinese “Sinofarm” ha già inviato un milione di dosi, mentre il vaccino “Sputnik V”, che potrebbe presto essere prodotto in Serbia, è arrivato dalla Russia.

Finora, la Serbia ha approvato l’uso di tre vaccini, “Pfizer, Sputnik V e Sinofarm”, e finora ha fatto un ottimo uso del fatto che come piccolo Paese nella guerra generale per il vaccino, può agire in modo indipendente e soddisfare così i suoi bisogni.

Le buone relazioni della Serbia con l’Oriente e l’Occidente, dicono, le hanno consentito flessibilità in questo caso, che si è rivelato cruciale.

Tale valutazione, aggiungono, è stata confermata direttamente dalla Premier Ana Brnabić, che recentemente ha rilasciato diverse interviste degne di nota per i media europei, non perdendo l’occasione di promuovere la Serbia attraverso il tentativo, come si dice, di “appianare” l’immagine danneggiata del Paese in Europa a causa delle tendenze autocratiche del Presidente Aleksandar Vučić.

Aggiungono che la Serbia è ancora la seconda in Europa per numero di vaccinati per milione di abitanti, appena dietro la Gran Bretagna.

Il giornale ricorda che finora nell’UE sono stati vaccinati solo poco più di 10,5 milioni di abitanti, e l’UE ne ha più di 450 milioni mentre in Serbia, che ha circa 7 milioni di abitanti, quel numero ha superato il mezzo milione.

Sul successo economico della Serbia, il “Vecernji” scrive che la situazione è molto più complicata rispetto alla vaccinazione e che sebbene “l’economia serba sia andata relativamente bene durante l’anno pandemico e stia ora registrando solidi tassi di crescita, il fatto è che i problemi chiave dell’economia serba sono corruzione, clientelismo ed enormi mancanze nello stato di diritto”.

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