Gli auguri USA per la Festa Nazionale: un cambio di rotta?

Il messaggio annuale inviato dagli Stati Uniti alla Serbia per celebrare la sua Festa Nazionale non contiene alcun riferimento al processo di adesione all’Unione europea, precedentemente supportato da Washington.

Il Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha rilasciato lunedì, due giorni prima della Festa Nazionale, una breve dichiarazione indirizzata alla Serbia nella quale rivolge al paese i suoi migliori auguri e speranze per “un futuro prospero”.

Ma la formulazione della dichiarazione sottolinea la misura in cui la nuova amministrazione del Presidente Donald Trump, rispetto a quella del suo predecessore, sembra andare oltre il sostegno all’Unione europea.

Il tono del messaggio potrebbe rallegrare il Cremlino del Presidente russo Vladimir Putin, che non vede di buon occhio la marcia verso l’est dell’Europa e sta cercando di mantenere la storicamente forte influenza di Mosca in Serbia e, più in generale, nei Balcani.

Nel suo messaggio augurale per la Festa Nazionale serba, Tillerson ha elogiato i “continui sforzi della Serbia per promuovere le riforme economiche, rafforzare ulteriormente lo stato di diritto e per migliorare le relazioni con i suoi vicini”, che ha descritto come pietre angolari della “stabilità regionale e della crescita economica”.

Ma è assente qualsiasi riferimento al recente tentativo della Serbia di entrare nell’Unione Europea o a ciò che il Dipartimento di Stato ha spesso in precedenza indicato come le sue “aspirazioni euro-atlantiche”.

L’anno scorso, in occasione della stessa ricorrenza, al contrario, il Segretario di Stato dell’allora presidente Barack Obama, John Kerry, aveva sottolineato il sostegno degli Stati Uniti all’ingresso nell’UE della Serbia in chiari termini.

“Ci complimentiamo per l’impegno della Serbia nel processo di adesione all’UE e per le riforme correlate”, scriveva Kerry nel febbraio 2016.

“Il duro lavoro di adottare norme e standard dell’UE porterà ad una Serbia più prospera e democratica, completamente integrata nelle istituzioni euro-atlantiche”.

– Crollo jugoslavo –

Contattato da AFP, il Dipartimento di Stato non è stato subito in grado di commentare in quale misura il linguaggio di Tillerson segnali un cambiamento nella politica degli Stati Uniti verso l’espansione dell’UE.

L’amministrazione di Obama ha sostenuto l’espansione di Bruxelles nei paesi dell’Europa centrale e orientale, ritenendo che l’adesione all’UE utile per legare gli ex satelliti sovietici più saldamente all’Occidente.

Ma Trump si è mostrato sprezzante nei confronti dell’Unione europea e di trattati multilaterali, in generale, così come sul ruolo futuro della NATO, tradizionalmente guidata dagli Stati Uniti.

La Serbia ha ufficialmente chiesto di aderire all’Unione europea nel dicembre 2009 e ha avviato trattative in tal senso nel 2014, nonostante lo scetticismo di una parte significativa della sua popolazione.

Coloro i quali sono a favore, considerano l’integrazione nel blocco delle 28 nazioni come una garanzia di stabilità e prosperità in una regione ancora scossa sia dalla recente crisi finanziaria e che dagli echi delle guerre balcaniche degli anni Novanta.

Ma molti nazionalisti tendono a soffiare sul risentimento per il crollo della Jugoslavia e per i bombardamenti NATO su obiettivi serbi durante le guerre in Bosnia e in Kosovo – e alcuni considerano la Russia di Putin come un alleato naturale.

Dal canto suo, Trump ha più volte espresso la speranza in legami più amichevoli tra Washington e Mosca.

(Digital Journal, 13.02.2017)

http://www.digitaljournal.com/news/world/us-letter-to-serbia-makes-no-mention-of-eu-bid/article/485776#ixzz4YeBXKPqc

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