Unione doganale dei Balcani occidentali: prospettiva concreta?

Con lo scopo di avere un più rapido ed economico commercio internazionale nella regione, ma anche una posizione più competitiva sul mercato globale, i paesi dei Balcani occidentali, in particolare la Serbia, hanno caldeggiato a lungo la formazione di un’Unione doganale dei Balcani occidentali tra Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia e Albania.

Il meeting tra i leader dei paesi dei Balcani occidentali e l’Unione europea in programma a metà luglio a Trieste rappresenterà una buona occasione per comprendere se il progetto dell’unione doganale potrà essere portato a compimento.

Nonostante i frequenti incontri tra i primi ministri regionali abbiano dato impulso all’idea, non tutti i primi ministri sembrano essere entusiasti, mentre gli imprenditori sarebbero favorevoli all’istituzione dell’Unione doganale.

La Direttrice dell’Amministrazione doganale macedone, Natasa Krstevska, sostiene che il primo passo da compiere comprenderebbe il livellamento di tutte le tariffe e delle procedure di sdoganamento, e l’istituzione di una buona cooperazione tra le amministrazioni doganali nella regione.

Il Montenegro non è troppo affezionato all’idea del libero mercato-doganale unico e di avere gli stessi tassi doganali per tutti i paesi nella regione. La priorità, per la Macedonia, è rappresentata piuttosto dall’adesione all’Unione europea.

“Non abbiamo intenzione di dire ‘no’ a qualsiasi iniziativa che riguarda la cooperazione e la creazione di una migliore rete digitale, che noi sosteniamo in ogni modo. Sosteniamo anche la creazione di migliori corridoi e percorsi per il trasporto, migliori collegamenti energetici e cooperazione in materia di reciproco riconoscimento dei diplomi, ma non abbiamo intenzione di sostenere qualsiasi cosa che possa essere considerato un’alternativa al mercato UE”, ha spiegato il Ministro per gli Affari europei del Montenegro, Aleksandar Andrija Pejovic.

La Camera di Commercio della Serbia è a favore di qualsiasi soluzione per facilitare, accelerare e ridurre i costi del commercio nella regione. “Un passo che porterebbe verso l’unione doganale implicherebbe un livello molto più elevato di armonizzazione tra i nostri sistemi economici, e una migliore applicazione della CEFTA. In relazione a questo abbiamo alcuni ostacoli da superare”, sostiene Nenad Djurdjevic dalla Camera di Commercio della Serbia.

L’Unione doganale implicherebbe un legame ed un coinvolgimento maggiore rispetto al CEFTA. Tuttavia, fino al momento della sua istituzione, le trattative per la rimozione delle barriere non doganali e per la liberalizzazione del commercio di servizi continueranno.

(RTS, 08.04.2017)

http://www.rts.rs/page/stories/sr/story/13/ekonomija/2694543/da-li-ce-i-kako-biti-uspostavljena-carinska-unija.html

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