Una prova di maturità, utile anche alle prospettive dell’economia

La parata dell’orgoglio omossessuale a Belgrado è stato un successo raggiunto faticosamente, e per questo ancora più importante, per testare l’effettiva volontà della classe dirigente di guidare l’evoluzione sociale del paese.

Kneza milosa paradaInteri vialoni deserti e poche persone che di fretta e a testa bassa attraversavano le strade, passando accanto a tripli cordoni di polizia, rafforzati agli incroci da hummer, camionette antisomossa e blindati dell’esercito: alle 10 di stamattina chi passeggiava per Belgrado poteva immaginare una città impaurita, memore degli scontri che nel febbraio 2008, all’indomani dell’autoproclamata indipendenza del Kosovo, misero a ferro e fuoco la città, con saccheggi, violenze, l’ambasciata americana assaltata e incendiata, scontri che isolarono ancora di più il paese e decretarono la morte politica dell’allora primo ministro Kostunica.

parada devojkeEppure, con il passare dei minuti e l’avvicinarsi dell’inizio della prima parata dell’orgoglio omosessuale dopo tre anni di rifiuti frutto di minacce e ricatti, la paura si dissolveva e aumentava la curiosità, la fiducia prevaleva e si diffondeva la convinzione che potesse andare tutto bene. 

A Terazije centinaia di poliziotti presidiavano il viale mentre a pochi metri decine di tavolini dei bar erano strapieni per una bibita in una domenica soleggiata. Ad ogni incrocio le forze dell’ordine si mostravano disponibili a dare indicazioni su dove passare e si lasciavano fotografare quasi mettendosi in posa.

kirby_miscevicLa parata dell’orgoglio omossessuale in sé non ha mandato messaggi politici nuovi. La presenza di molti attivisti impegnati nella promozione dei diritti umani, degli ambasciatori di molti paesi, del capo della delegazione UE, del capo dell’Ufficio per l’integrazione europea della Serbia erano attese. Semmai meno scontata è stata la presenza del sindaco SNS di Belgrado Sinisa Mali, che ha voluto manifestare di persona il suo sostegno ai partecipanti. Fatto estremamente rilevante, soprattutto alla luce del fastidio o della insofferenza implicitamente omofoba che il suo predecessore Dragan Djilas, all’epoca anche a capo di un partito, il democratico, che si richiamerebbe ai valori della socialdemocrazia europea, ha mostrato durante il suo mandato. Una ulteriore riprova di come la politica serba sfugga ai parametri classici di coerenza politica tipici delle democrazie occidentali.

Il fatto importante e nuovo non è dunque accaduto dentro il perimetro del percorso della parata, ma al di fuori di esso, ovvero la stessa sostanziale tranquillità che ha circondato lo svolgersi dell’evento è un fatto politico rilevante per il futuro del paese. Il governo ha dimostrato tra ieri sera e stamattina di saper gestire i contestatori e di non farsi intimorire dai teppisti travestiti da militanti ultratradizionalisti. La cittadinanza di Belgrado ha accolto l’evento sopportando i disagi senza insofferenze plateali. La classe politica e dirigente, al di là di certe posizioni ancora contraddittorie anche dei vertici, ha mostrato di poter regolare una contrapposizione forte senza farla sfociare nel conflitto sociale e nella violenza fisica. 

Una prova di maturità di tutti gli attori in campo, raggiunta con difficoltà e sulla base di equilibri fragili, ma che può essere celebrata, da osservatori e analisti come anche dagli investitori, come un passo  in avanti verso l’evoluzione sociale e politica del paese, fondamento di ogni possibile crescita economica.

Biagio Carrano

 

 

 

 

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