Una catastrofe umanitaria minaccia la Serbia

Entro la fine dell’anno c’è la possibilità che avvenga unaa catastrofe umanitaria in Serbia, visto che la frontiera con l’Ungheria sarà chiusa e che tutti i migranti per i qualli la Serbia è solo un paese di transito ci resteranno. Si teme che il numero reale dei migranti che hanno attraversato la Serbia dalla Macedonia sia 60.000, e non 30.000, il numero registrato nei dati ufficiali. 

Come viene a sapere il quotidiano “Danas”, alla riunione dei rappresentanti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, alcune ambasciate in Serbia e le organizzazioni non governative che si occupano dei problemi di migranti e asilanti è stato concluso che bisogna nominare una persona che avrà più influenza di Aleksandar Vulin, che attualmente è il capo del Gruppo di lavoro per la soluzione dei problemi di migranti in Serbia.

Inoltre, alla riunione è stato indicato che la situazione in Serbia potrebbe peggiorare e diventare una catastrofe umanitaria, se non si assicurassero nuove capacità per l’alloggio dei migranti, se non si cambiasse la normativa, se non si rafforzassero le capacità del ministero degli interni ed altri organi che si occupano dei migranti ed asilanti. Le fonti del quotidiano “Danas” dicono che la costruzione della barriera tra Ungheria e Serbia renderà la situazione più difficile, però la Serbia dovrebbe fare tutto il possibile per protegere i migranti. Anche i soldi, che non ci sono secondo i funzionari serbi, non dovrebbero presentare il problema se Belgrado mostrasse prontezza ad occupasi di questo problema.

I rappresentanti dei paesi più influenti nell’Europa hanno già parlato della situazione in Serbia ed hanno constatato che il problema degli asilanti assume le proporzioni di una seria catastrofe umanitaria con la tendenza al peggioramento, visto che la Serbia non è capace di risolvere questo problema, non c’è neanche il modo di risolverlo da parte macedona o ungherese. Il problema peggiorerà perchè la Serbia potrebbe diventare fra poco un destinazione e non solo un paese di transito.

Il primo minstro serbo, Aleksandar Vucic ha annunciato che ne discuterà con il primo ministro ungherese il 1 luglio alla seduta comune dei governi di due paesi.

Il ministro degli affari esteri, Ivica Dacic ha detto che la Serbia si oppone fortemente alla costruzione di una barriera tra la Serbia ed Ungheria.”E’ ora che dentro l’Ue si dichiarisca se alzando i muri è il passato o il futuro dell’Europa. Pensavo che il muro di Berlino fosse caduto”, ha detto Dacic alla conferenza stampa, spiegando che i rapporti tra la Serbia ed Ungheria sono buoni e che la questione dei migranti non la dovrebbero risolvere nè Serbia, nè Ungheria, nè Grecia, ma l’Europa, che dovrebbe dimostrare se tratta la regione dei Balcani come parte dell’Ue.

Secondo Dacic, l’Europa non aveva compreso il problema quando la Serbia l’ha indicato, e neanche prontezza a dare aiuto finanziario per un controllo più efficace della frontiera. Inoltre, Dacic ha ricordato che quando è stato ministro degli interni, lui personalmente ha proposto il controllo comune dei confini con i colleghi austriaci ed ungheresi. “Quando la Serbia ha chiesto a tale fine  i fondi IPA, dall’Europa ha avuto la risposta che questo problema non è prioritario”, ha ricordato Dacic.

(Danas, 26.06.2015.)

 

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One Reply to “Una catastrofe umanitaria minaccia la Serbia”

  1. Giuseppe Marchesi ha detto:

    Se anche altri paesi ,oltre l’Italia chiederanno all’Europa di trovare soluzioni relative all’immigrazione ,siano essi profughi o immigranti per necessita ,forse riusciremo a trovare una soluzione che possa soddisfare tutti

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