Un terzo dei cittadini serbi ritiene che il virus passerà entro la fine dell’anno

Un europeo su cinque è ottimista sul fatto che la pandemia finirà nella seconda metà del 2020 e che il continente tornerà alla normalità rapidamente; sono gli ultimi risultati di un sondaggio speciale sul coronavirus condotto nell’ambito del Rapporto sulla salute del 2020 in Germania, Italia, Russia, Serbia, Spagna e Regno Unito.

Il 33% dei cittadini serbi è ottimista riguardo a un rapido ritorno alla normalità senza una grave crisi finanziaria, percentuale al di sopra della media, in quanto in Germania e nel Regno Unito le persone sono più scettiche e la percentuale di “ottimisti” scende al 15%.

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Allo stesso tempo, oltre un quarto dei britannici ritiene che il virus avrà un effetto positivo e che in futuro presteremo maggiore attenzione alle persone che ci circondano, mentre solo il 15% delle persone in Italia e il 16% in Russia hanno una tale opinione.

In tutta Europa si rimarca un crescente riconoscimento dell’importanza del lavoro che medici, infermieri e colleghi svolgono quotidianamente, con una percentuale del 44% degli europei che affermano di avere più rispetto ora per gli operatori sanitari, contro il 50% di Italia e Spagna.

Secondo la ricerca, la paura è ancora presente in molti europei per la salute salute e l’economia.

Alla domanda su come vedono la seconda metà del 2020, il 29% degli intervistati si aspetta nuove pandemie in futuro, le cui conseguenze sperimenteremo personalmente ad esempio attraverso restrizioni nei viaggi; la stessa cosa pensa un terzo delle persone in Spagna, ma solo un quarto in Serbia.

Indipendentemente da ciò che il futuro porterà, il 16% degli europei è giunto alla conclusione che in futuro ci sarà bisogno di un armadietto sempre pieno di medicine; guidano questa classifica i russi (20%) e i cittadini del Regno Unito (19%).

Per il secondo anno consecutivo, il gruppo “Stada”, all’interno del quale opera anche l’azienda “Hemofarm”, ha condotto un sondaggio su ciò che le persone in Europa pensano delle cure attraverso l’uso della videocamera, la vaccinazione obbligatoria, la terapia genetica e la medicina convenzionale.

Il sondaggio è stato condotto su circa 6.200 cittadini dei Paesi citati prima.

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