Un profilo discutibile nella Delegazione Permanente della Serbia all’UNESCO

Aleksandra Popović, sorella di Miloš Popović, capo gabinetto della Premier Ana Brnabić, è stata recentemente nominata prima segretaria della Delegazione Permanente della Serbia presso l’UNESCO. Questa promozione arriva dopo aver lavorato al Ministero degli Affari Esteri e essersi diplomata all’Accademia Diplomatica, a cui erano iscritti negli anni precedenti figli e coniugi di numerosi funzionari statali e di partito.

A giudicare dai dati che Aleksandra Popović ha pubblicato sul profilo Linkedin, il percorso verso la funzione diplomatica nell’Unesco non è stato per lei così difficile e spinoso. Quanto l’abbia aiutata in questo il fatto che è la sorella del capo dell’Ufficio della Premier Ana Brnabić, si può solo immaginare.

I suoi studi non indicavano che un giorno avrebbe svolto una funzione diplomatica. Si è laureata presso la Facoltà di Media e Comunicazione dell’università privata “Singidunum” e ha studiato per un anno a Parigi, cosa che le ha permesso di diventare una specialista in beni di lusso, non certo una cosa importante per diventare prima segretaria della delegazione serba all’UNESCO.

La chiave è stata ovviamente l’iscrizione all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri (MSP), e il fatto che il fratello di Aleksandra Popović lavora per la Premier serba. Negli ultimi anni, l’Accademia, che un tempo formava i migliori diplomatici, è stata al centro dell’attenzione pubblica per ragioni completamente diverse: i suoi studenti erano spesso imparentati con funzionari statali: figlie, figli, fratelli e sorelle…

La raccomandazione dell’Istituzione in cui la candidata ha lavorato è molto importante per l’iscrizione all’Accademia diplomatica e, prima dell’iscrizione, la Popović è stata consulente per gli affari esteri per soli otto mesi. Per un anno poi è stata assunta come brand manager in un’agenzia di marketing privata e per quattro ha lavorato nel campo del marketing a Parigi.

Specijalista za luksuznu robu zastupa Srbiju u Unesku

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