Un lavoratore su tre senza salario regolare

A differenza di altri paesi europei, oggi in Serbia non c’è un meccanismo che può forzare i datori di lavoro a pagare gli stipendi. Un lavoratore su tre in Serbia non riceve il salario in maniera regolare e gli ispettori del lavoro comminano multe non pesanti a causa dei problemi dell’economia. Gli esperti dicono che l’unica soluzione è fare pressione.

Circa un terzo dei lavoratori in Serbia lavora senza un contratto e riceve (o non riceve) il salario direttamente in contanti in nero e non ha in pratica nessun meccanismo di difesa. Al tempo stesso i loro datori di lavoro non possono essere forzati a rispettare le leggi. Ranka Savic, presidente dell’Associazione dei sindacati indipendenti, afferma che nessuno dovrebbe aspettare per due, tre o cinque mesi lo stipendio: “Quando qualche lavoratore viene da me e dice che da cinque mesi non riceve lo stipendio io gli chiedo perché non è venuto prima. La Serbia non ha alcuno strumento per proteggere i lavoratori. In Unione Europea se si ritarda anche solo di un mese o due il datore di lavoro è obbligato a pagare gli stipendi, anche chiedendo un prestito alle banche e se non lo fa rischia di finire in bancarotta o in liquidazione. Per cui dopo il primo mese di ritardo bisogna lanciare un allarme pubblico, chiedere ai sindacati di parlare con l’imprenditore e informare gli uffici pubblici competenti”, dice la Savic.

Secondo i dati relativi a luglio di quest’anno, non hanno ricevuto uno stipendio 480,000 lavoratori del settore privato e 170,000 del settore pubblico. Sono pochi i datori di lavoro che sono stati multati per questo comportamento. L’anno scorso l’ispettorato del lavoro ha fatto solo 17,986 controlli ma solo in 463 casi si è proceduto a presentare una regolare denuncia. La causa di così poche denunce è da ritrovarsi, si dice informalmente, nelle cattive condizioni finanziarie delle imprese, con i conti bloccati o con perdite.

I lavoratori che soffrono maggiormente i ritardi nel pagamento degli stipendi sono quelli che operano nel settore chimico, agroalimentare, nella produzione di materie plastiche, nel commercio, nella produzione di metalli e nelle costruzioni.

Inoltre non vi è alcuna protezione di fronte al mancato versamento dei contributi. Attorno alla metà dell’anno è entrato in vigore il regolamento secondo il quale se non si pagano i contributi non si possono pagare i salari. La Savic però evidenzia che così lo Stato ha innanzitutto tutelato i suoi interessi, per cui ci sono imprese che pagano i contributi e le tasse ma non i salari corrispondenti.

Statistiche: i lavoratori in Serbia

46,201 lavoratori non ricevono la paga

34,934 lavoratori sono pagati meno del minimo

480,000 lavoratori di aziende private non vengono pagati con regolarità

170,000 lavoratori di aziande pubbliche non vengono pagati con regolarità

In Serbia sono impiegati 2,2 milioni di persone

 

 

 

 

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