“Un festival per i giovani registi”: intervista agli organizzatori del Kustendorf

A Drvengrad, villaggio ideato e realizzato dal regista Emir Kusturica sulle pendici della Mokra Gora, un rilievo della Serbia Occidentale, è iniziato ieri il festival cine-musicale Kustendorf. Fino a giovedì il pubblico avrà la possibilità di vedere opere dei giovani registi esordienti in concorso, incontrare attori e registi di fama internazionale e assistere alle esibizioni di gruppi e cantanti. Il Serbian Monitor ha intervistato Ana Otasevic, che fa parte dello staff organizzativo.

Intervista a cura di Matteo Marazzi.

Ci parla di quando e come è nato questo festival?

Il festival è giunto quest’anno alla settima edizione, dunque è nato nel 2008. Tutto era però già iniziato quando Kusturica ha girato “La vita è un miracolo” (2004). Su un declivio inutilizzato dai pastori di questa montagna, egli ha pensato di costruire una nuova città, in un uno stile architettonico tradizionale, da dedicare al cinema e alle persone di queste zone. Quello che allora era un posto abbandonato, come se ne trovano tanti nella campagna serba, ora ospita un festival che dà la possibilità al pubblico locale di vedere produzioni nazionali e internazionali di alto livello e incontrare registi e attori di fama mondiale. Un pubblico che, al di fuori delle grandi città, non ha mai questa opportunità.

Perché il festival è dedicato ai giovani registi?

L’intenzione è quella di incentivare i giovani autori a non cedere ai compromessi, come succede nell’industria cinematografica attuale. Negli Stati Uniti è molto forte l’influenza dei produttori, mentre in Europa si fa sentire la crisi di questi anni. Si vuole dire ai giovani registi di non mollare, di continuare a lottare per fare i film come li vogliono loro e non come li vogliono gli altri. Questo è anche il messaggio portato dai grandi registi che giungono qui come ospiti. La peculiarità di questo festival è proprio l’assenza di barriere tra i registi esordienti e gli autori internazionali: i giovani sono trattati come stelle, mentre le stelle si comportano in modo naturale. L’atmosfera è del tutto informale e spontanea; i giovani e i registi già affermati hanno un continuo scambio di idee ed esperienze non solo all’interno dei laboratori e delle conferenze, ma durante tutto il periodo del festival, visto che mangiano insieme e passano tutto il tempo gli uni con gli altri.

Perché avete deciso di unire musica e film?

La musica svolge un ruolo fondamentale all’interno del film, e questo è particolarmente vero per la cinematografia di Kusturica, che ha portato alla ribalta mondiale vari generi di musica tradizionale serba, unendoli a influenze rock, punk, ecc. Durante il festival il pubblico ha la possibilità di assistere alle esibizioni di artisti musicali internazionali: quest’anno partecipa la cantante francese ZAZ, oltre ai The No Smoking Orchestra [il gruppo bosniaco con cui collabora Kusturica come bassista, ndr.] e ad altri gruppi.

A proposito degli ospiti, ci parla dell’edizione di quest’anno?

Saranno presenti importanti rappresentanti del cinema europeo e mondiale, come i registi italiani Paolo Sorrentino e Gianfranco Rosi, l’attrice francese Berenice Bejo, che sarà anche presidentessa della giuria del festival. Di questa giuria faranno parte anche il regista, sceneggiatore e scrittore messicano Guillermo Arriaga e il serbo Srdjan Koljevic. Ci saranno poi il regista iraniano Asghar Farhadi, autore del pluripremiato “Una separazione”, il direttore della fotografia e vincitore di due Oscar Janusz Kaminski e altri ospiti internazionali.

kustendorf asghadi

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top