Un dinaro forte danneggia gli imprenditori

L’alto tasso di cambio della valuta domestica aumenta i guadagni sull’acquisto di obbligazioni.

Sono passati quindici mesi da quando il dinaro è cresciuto più o meno in modo costante, per un totale del 4,2%, e ora si è passati da 123,07 dinari per un euro a 118,3.

In questi giorni, i media serbi, inclini a feticizzare il dinaro come forte valuta domestica, si sono battuti a mostrare le valutazioni del rating mondiale dichiarando che il dinaro “è la seconda valuta in valore”. Una lettura un po ‘più seria del resoconto mostra che si tratta di una stima basata sul tasso di rendimento degli investimenti in titoli di stato. Significa che anche ora, quando le banche centrali dei paesi europei nel mercato finanziario danno prestiti estremamente a buon mercato, (i tedeschi li danno quasi gratis) noi paghiamo un alto interesse.

Illustriamo ora cosa in realtà significa questa posizione elevata che gli esperti mondiali ci hanno assegnato.

Come la maggior parte dei paesi sviluppati anche il paese serbo  “vive di debiti”, cioè acquisisce denerao con emissioni permanenti di titoli. Alcuni titoli sono per due anni altri per cinque o per dieci.

Guadagni dell’8,85%

L’anno scorso, a gennaio, la Serbia ha emesso obbligazioni biennali per un ammontare di 5,8 miliardi di dinari, con un tasso di interesse del 4,65% annuo. Non ha completato  le vendite nella loro interezza e, a metà marzo dello stesso anno, ha nuovamente offerto e venduto i titoli rimanenti.

Ricordiamo che a quel tempo, l’euro valeva circa 123 dinari, e l’acquirente straniero per l’intera trasmissione ha dovuto cambiare 47,16 milioni di euro alla NBS (NdT. Banca Nazionale Serba).

Dodici mesi dopo, l’euro cade a 118,3 dinari, e l’investitore dell’anno scorso ha alzato il tasso di interesse. Nelle sue mani, i titoli rimanenti sono stati valutati a 5,8 miliardi di dinari e possono facilmente essere venduti sul mercato secondario al valore nominale. Il motivo è che, nel frattempo, il mercato finanziario serbo ha perso interesse, così il 20 marzo di quest’anno la Serbia ha emesso una nuova emissione di obbligazioni biennali, questa volta con un rendimento annuo di solo lo 0,96%. Certamente, l’acquirente dell’anno scorso venderà facilmente l’obbligazione che porta tassi di interesse quasi quattro volte più alti.

Altri prendono in prestito gratuitamente

Dato che vuole tornare all’euro, l’investitore acquisterà un milione investito, ovviamente pagando il prezzo corrente, cioè 118,26 RSD per l’euro. Quando ha ricevuto 123 dinari per l’euro, gli rimangono 237 milioni di dinari in eccesso.

Si scopre che oltre all’interesse del 4,65%, il ritorno sull’investimento è ulteriormente aumentato di altri 237 milioni di dinari, il 4,2% del valore dei titoli. Questo è esattamente il rafforzamento del dinaro per il passato, e i guadagni collettivi dell’investitore sono pari alla somma degli interessi e al tasso di rafforzamento del dinaro cioè in totale l’8,85%. E questo anche in un momento in cui i mercati finanziari europei prelevano denaro quasi gratuitamente.

Abbassare l’attività economica.

Pertanto, il rafforzamento del dinaro ha causato molti debiti alla Serbia. Questo, tuttavia, non è l’unica conseguenza negativa di un dinaro forte.

Il segretario dell’Associazione delle banche serbe Veroljub Dugalic ha indicato un calo dell’attività di prestito, ovvero che nel mese di febbraio, l’indebitamento complessivo dell’economia serba era di 1.372 miliardi di dinari,  cioè 1,5 miliardi in meno rispetto a gennaio, e quasi tre miliardi sotto l’indebitamento finanziario nel mese di dicembre dell’anno scorso. Le banche sono estremamente liquide e non hanno a chi prestare denaro sul mercato serbo. Questa è una situazione tipica per un’economia stagnante. In questa situazione non possiamo aspettarci un aumento serio della produzione e del reddito nazionale lordo . Dunque rimaniamo a circa 5.000 euro pro capite, lontano dalla realtà ungherese, croata, rumena, slovacca, bulgara e del Montenegro. Una delle ragioni del calo dell’attività è l’aumento del prezzo delle esportazioni  causato dal rafforzamento del dinaro, e ridurrà anche la richiesta estera e porta a rallentare la crescita del credito e un aumento del 24,2% del deficit del commercio estero.

A seguire  il calo della produzione in Serbia.

Privilegiati funzionari pubblici, imprenditori danneggiati.

Il forte dinaro cambia la situazione nel mercato serbo. I prezzi dei beni importati sono in euro più il tasso di rafforzamento del dinaro, però, esclusi i prodotti il cui ​​prezzo viene controllato direttamente o indirettamente lo Stato, da nessuna parte al mondo con cento euro si possono comprare così pochi prodotti come in Serbia.

Si vede chiaramente dai prezzi delle calzature e degli indumenti importati il loro prezzo gravoso, quali notevolmente più alti che nei paesi circostanti alla Serbia. Allo stesso tempo, le merci straniere sono meno costose a causa della sopravvalutazione del dinaro, per cui l’offerente straniero è favorito rispetto a quello domestico. Al cittadino medio, in particolare all’impiegato del settore pubblico  con un salario fisso in valuta domestica, un dinaro più forte non produce benefici. Tuttavia, per i privati, i produttori e soprattutto gli esportatori, l’effetto di un dinaro sopravvalutato è devastante.

(https://www.ekapija.com/news/2075839/jak-dinar-steti-preduzetnicima-visok-kurs-domace-valute-uvecava-zaradu-na-kupovini )

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