Un cittadino serbo su cinque a rischio povertà: i più colpiti sono i pensionati e i genitori single

Il tasso di rischio di povertà in Serbia durante lo scorso anno è stato del 19,7%, il che significa che praticamente un cittadino su cinque ha un reddito inferiore alla soglia di povertà, che nel 2024 ammontava a 35.606 dinari per un nucleo familiare composto da una sola persona. Sebbene i dati ufficiali mostrino che rispetto al 2023 il tasso si sia leggermente ridotto – dello 0,2% – la povertà colpisce ancora una parte significativa della popolazione.

Inoltre, il tasso di rischio di povertà o di esclusione sociale è stato del 24,3%. Si tratta di persone che vivono a rischio povertà, in condizioni di grave deprivazione materiale o sociale e in famiglie a bassissima intensità lavorativa. Rispetto al 2023, questo tasso è diminuito del 2,9%, ha comunicato l’Istituto Nazionale della Statistica (RZS).

Oltre ai 35.606 dinari, che rappresentano la soglia di rischio per un nucleo con una sola persona, esistono anche soglie diverse per le famiglie con più membri. In particolare, la soglia di rischio di povertà per una famiglia composta da due adulti e un bambino sotto i 14 anni era di 64.091 dinari, mentre per una famiglia di quattro persone (due adulti e due bambini sotto i 14 anni) ammontava a 74.773 dinari.

Gli anziani – i più vulnerabili

Analizzando il fenomeno in base all’età, le persone con 65 anni o più – cioè i pensionati – sono le più esposte al rischio di povertà: 23,6%. Anche i cittadini tra i 55 e i 64 anni presentavano un tasso elevato lo scorso anno: 22,7%. Il tasso più basso si riscontrava nella fascia tra i 25 e i 54 anni – 16,4%.

Osservando il rischio in base al tipo di nucleo familiare, il tasso più alto si registrava tra le persone anziane che vivono sole (oltre 65 anni): ben il 36,9%. Al contrario, il tasso più basso si osservava nelle famiglie composte da tre o più adulti – 11,8%.

Il sud più povero

A livello geografico, il tasso di rischio di povertà è più basso a Belgrado – 8,7%. D’altra parte, le percentuali più elevate si registrano nel sud e nell’est del Paese – 27,7%. Seguono la Šumadija e la Serbia occidentale con il 23%, e la Vojvodina con il 21%.

Nel rischio di povertà persistente si trovano l’11,6% dei cittadini, ossia coloro che sono stati a rischio in almeno due degli ultimi tre anni.

Dal punto di vista del genere, il rischio più alto lo corrono le donne over 65, con un tasso del 25%. Per quanto riguarda gli uomini, quelli tra i 55 e i 64 anni hanno il rischio più elevato – 24,1%.

I genitori single a rischio significativo

Per quanto riguarda le famiglie senza figli, il tasso più alto si registra tra le persone anziane che vivono da sole – 36,9%. Al contrario, il tasso più basso (11,8%) è quello delle famiglie composte da tre o più adulti. Nel mezzo si trovano gli uomini che vivono soli (34,6%), le donne sole (34,4%) e le persone sotto i 65 anni che vivono da sole (30,9%). Il rischio è più basso nei nuclei con due adulti – 20,7%. Più precisamente, due persone sotto i 65 anni presentano un rischio del 20,6%, mentre in una famiglia di due persone, di cui una ha almeno 65 anni, il rischio è del 20,7%.

Tra le famiglie con figli, il rischio più alto si registra nei nuclei monoparentali – 34,5%. Seguono le famiglie con tre o più figli (29,1%), quelle con due figli (20,2%), quelle con un figlio (16,3%) e infine le famiglie composte da tre o più adulti che vivono con bambini – 13,9%.

Come previsto, il rischio di povertà è massimo tra i disoccupati, seguito dai lavoratori autonomi, e infine dai dipendenti.

(Nova Ekonomija, 23.06.2025)
https://novaekonomija.rs/vesti-iz-zemlje/siromastvo-rizik-penzioneri-socijalna-iskljucenost-samohrani-roditelji-rzs

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