Commissione europea: nessun ultimatum al dialogo Belgrado-Pristina

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Tanjug, in occasione della discussione sulle condizioni per la prosecuzione dei negoziati con Pristina, la Commissione europea ha dichiarato giovedì che il dialogo tra Belgrado e Pristina “non è mai stato, e non sarà basato su un ultimatum”.

Piuttosto, il focus del dialogo in questo momento è rappresentato dall’implementazione di quanto precedentemente concordato: “non è in discussione quello che accadrà successivamente”, secondo fonti diplomatiche coinvolte nel processo di negoziazione.

Il piano “per la prossima fase del dialogo” che Tahiri ha presentato ad una commissione dell’Assemblea del Kosovo “è stato redatto più di due anni fa dal governo del Kosovo all’interno di consultazioni sulla percezione del dialogo con Belgrado”, ha dichiarato la fonte anonima, aggiungendo che, affinché “tali proposte, provenienti sia da Belgrado che da Pristina” rientrino nel programma ufficiale della trattativa, è necessario che su esse venga raggiunta unanimità. “Gli argomenti che Tahiri ha ripetuto dinanzi al Parlamento del Kosovo, prendono invece in considerazione prevalentemente le circostanze politiche interne in Kosovo”. 

Maja Kocijancic, portavoce per la politica estera dell’UE e del Capo della Sicurezza Federica Mogherini, ha dichiarato di non essere a conoscenza del documento in cui Pristina avrebbe fissato nuove condizioni per Belgrado, sottolineando che l’UE assolve la sua funzione di mediazione nel contesto del dialogo attualmente focalizzato sull’implementazione degli accordi.

Intanto, durante una conversazione telefonica nel corso della giornata di giovedì, il Primo Ministro serbo Aleksandar Vucic e il capo della Sicurezza Federica Mogherini hanno concordato che gli accordi raggiunti da Belgrado e Pristina a Bruxelles devono essere attuati nel più breve tempo possibile. L’attuazione degli accordi di Bruxelles rappresenta la condizione fondamentale per la continuazione del dialogo su altre questioni rilevanti. I due sono stati anche concordi nell’asserire che la continuazione del percorso europeo della Serbia è essenziale per il futuro politico ed economico della Serbia. 

In una dichiarazione a Tanjug, Kocijancic ha confermato il colloquio telefonico che Vucic ha avuto con la Mogherini: “la posizione della Commisione europea è molto chiara: l’Unione europea è un facilitatore del dialogo sulla normalizzazione delle relazioni tra le due parti – di dialogo si tratta e di nient’altro”. Il Ministro del Kosovo per il dialogo Edita Tahiri ha annunciato che la terza fase del dialogo tra Belgrado e Pristina dovrebbe affrontare le questioni quali la demarcazione dei confini, la scomparsa delle persone avvenuta durante il conflitto e il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo.

(b92, Tanjug, 27.10.2016)

http://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2016&mm=10&dd=27&nav_id=99527

http://tanjug.rs/full-view_en.aspx?izb=279790

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