Serbia e Russia tra pressioni della UE e aiuti alla Siria

Mentre il tema delle relazioni Serbia-Russia e delle sanzioni imposte a Mosca continua ad infiammare il dibattito in politica estera, in prospettiva dell’integrazione del paese balcanico nell’Unione Europea, il Primo Ministro serbo difende la legittimità della propria decisione di inviare aiuti umanitari in Siria con la collaborazione di contingenti russi. 

Il capo della diplomazia della Serbia, Ivica Dacic ha dichiarato di considerare inaccettabile la pressione che l’Unione europea sta esercitando sul paese balcanico in relazione alla questione delle sanzioni contro la Russia. 

Il Ministro degli Esteri ha infatti affermato che “diplomaticamente parlando le pressioni sulla Serbia affinché allinei la sua politica estera con quella dettata dall’Unione Europea nell’imposizione delle sanzioni a Mosca sono assolutamente inaccettabili”.

Nel rapporto pubblicato ad inizio settimana sulla politica estera dell’UE Bruxelles dichiara che “continuerà a chiedere alla Serbia di allinearsi progressivamente alla politica estera dell’UE”. Nonostante i negoziati di adesione all’Unione procedano, la Serbia rimane, nel quadro politico e diplomatico dei Balcani, il paese che intrattiene relazioni più strrette con la Russia, dimostrando tale prossimità rifiutandosi di aderire alle sanzioni imposte a seguito dell’annessione della Crimea.

“La Serbia intende aderire all’Unione europea, ma non potrà mai fare nulla contro i suoi interessi nazionali … vogliamo buoni rapporti con tutti, ma non dobbiamo lavorare contro il nostro stesso interesse”, ha dichiarato Dacic. Inoltre, è stata diffusa ufficialmente la notizia secondo cui la Serbia si unirà la Russia per l’invio di aiuti umanitari alla Siria: le operazioni saranno condotte da aerei russi e gli aiuti partiranno da centro umanitario russo-serbo sito nella città di Nis, nella Serbia meridionale.

A proposito della decisione del governo serbo di aderire all’invio di aiuti umanitari, in un incontro avuto con i giornalisti in occasione della’inaugurazione della nuova fabbrica di Mecafor a Kikinda, il premier serbo Vucic ha dichiarato che l’invio di coperte, generi alimentari e farmaci non implica che la Serbia si sia schierata in qualche modo: “non sono stato oggetto nessun tipo di pressione a causa di questa decisione. E anche se fosse successo non sarebbe cambiato nulla, in quanto la Serbia è un paese sovrano”.

Il governo, ha precisato, sta facendo solo ciò che è nell’interesse della Serbia, e questa volta è “per mostrare il nostro volto umano”: “non stiamo inviando carri armati, cannoni, e cerchiamo di non sentire lezioni da coloro che sono stati, dall’altro lato, tenendo le canne rivolte verso chiunque, in qualsiasi paese del mondo, perché noi non stiamo facendo questo”, ha dichiarato Vucic, aggiungendo che le decisioni di politica interna ed estera del paese non costituiscono interesse di russi o americani. 

(InSerbia, b92, 20.10.2016)

https://inserbia.info/today/2016/10/dacic-eu-pressure-to-join-russian-sanctions-unacceptable/

http://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2016&mm=10&dd=20&nav_id=99459
[widget id=”text-22″]

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top