L’UE respinge le proposte della Comunità dei Trasporti della Serbia, nuove proteste dei camionisti annunciate

Il presidente dell’associazione imprenditoriale Trasporti Internazionali della Serbia, Neđo Mandić, ha dichiarato lunedì che l’Unione europea (UE) ha respinto tutte le proposte dei camionisti professionisti impegnati nel trasporto merci internazionale nei Balcani occidentali, relative alla possibilità di trovare almeno una soluzione temporanea per il loro soggiorno limitato nei 29 Paesi dell’area Schengen.

Ai conducenti è stato comunicato di rispettare la regola vigente che prevede un massimo di 90 giorni di soggiorno nell’UE in un periodo di sei mesi (EES 90/180).

“Tutte le nostre proposte sono state respinte, con l’osservazione che erano ‘fantasiose’. Questo significa che non hanno intenzione di modificare il sistema EES”, ha dichiarato lunedì Mandić all’agenzia Beta. Ha aggiunto che i rappresentanti dell’UE hanno fissato un nuovo incontro tra due settimane, ma per le associazioni dei conducenti non è chiaro su cosa discuteranno, dato che tutte le proposte sono state respinte e l’UE non ne ha avanzata alcuna alternativa più flessibile rispetto all’attuale EES.

Il sistema prevede per i camionisti dei Paesi dei Balcani occidentali un controllo elettronico degli ingressi e delle uscite dai Paesi Schengen e un soggiorno massimo di 90 giorni in un periodo di sei mesi. Prima dell’introduzione di questo sistema, la durata del soggiorno veniva “misurata” tramite i timbri sul passaporto, quindi i controlli non erano così rigorosi. Con questa regola, ai conducenti è stato dimezzato l’orario di lavoro e le aziende di trasporto non riescono a trovare personale aggiuntivo, dato che questa professione è carente in tutta Europa. Inoltre, affermano che non potrebbero neanche pagare un numero maggiore di conducenti che lavorino part-time.

Mandić ha dichiarato che domenica dal valico di Svilaj, tra Bosnia ed Erzegovina e Croazia, sono stati respinti dieci conducenti perché avevano superato il soggiorno di 90 giorni. Ha sottolineato che le associazioni dei camionisti di Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord e Bosnia ed Erzegovina concorderanno i prossimi passi e quando sarà organizzata una nuova protesta. Ha aggiunto che anche l’Albania ha problemi e per ora non è chiaro se parteciperà alla protesta o se fornirà solo supporto.

Secondo il proprietario dell’azienda Unitrag Pižon, Dušan Nikolić, la protesta potrebbe tenersi dopo il previsto incontro “per dare alle aziende europee operanti in Serbia la possibilità di influenzare la Commissione europea”. Nikolić ha dichiarato che le associazioni dei Paesi dei Balcani occidentali avevano proposto, come soluzione temporanea in attesa di una definitiva, l’introduzione di visti speciali per i camionisti professionisti, evitando così l’arresto dei conducenti che rientrano entro 15 giorni dal termine del periodo di soggiorno consentito.

All’inizio di ottobre dello scorso anno, l’UE ha introdotto un sistema elettronico di registrazione degli ingressi e delle uscite dei camionisti professionisti dai Paesi dei Balcani occidentali nell’area Schengen, e il periodo di prova durerà fino al 10 aprile di quest’anno, data in cui l’EES sarà applicato in maniera coerente. Nel frattempo, durante il periodo di prova, decine di conducenti sono stati arrestati, i camion con le merci sono stati trattenuti senza sorveglianza e i conducenti sono stati rimpatriati nei loro Paesi d’origine. Per questo motivo, i Paesi dei Balcani occidentali hanno protestato alla fine di gennaio per quattro giorni, bloccando i valichi di frontiera per il trasporto merci, interrotti solo dopo che l’UE ha offerto un confronto per trovare una soluzione a questo problema.

(Beta, 16.02.2026)
https://beta.rs/content/239602-eu-odbila-predloge-transportne-zajednice-srbije-najavljeni-novi-protesti-profesionalnih-vozaca

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