Capitoli negoziali con l’UE: resistenze dalla Croazia

La ministra senza portafoglio responsabile per integrazione europea Jadranka Joksimovic ha dichiarato che la Croazia è l’unico paese europeo che non ha ancora dato il consenso, ovvero presentata la sua relazione in merito all’adempimento delle condizioni necessarie per l’apertura del capitolo 23 nelle trattative negoziali della Serbia con l’Unione europea.

“Se la Croazia desse il suo consenso, tutte le procedure relative all’apertura dei capitoli negoziali potrebbero essere finite in tempo, affinchè la conferenza internazionale per l’apertura dei capitoli 23 e 24 possa essere tenuta entro la fine della presidenza olandese”, ha detto la Joksimovic per il quotidiano “Danas”. “Credo che se ci sia un’intenzione sincera e buona volontà per risolvere le questioni bilaterali senza ostruzionismi, questo sarà un segnale positivo. Se no, i rapporti con la Croazia diventeranno più difficili. Credo che questo non serva a nessuno”, ha detto la Joksimovic.

“Vediamo che cosa deciderà la Croazia. Per me, come ministro competente, è importante il fatto che abbiamo fatto tutto necessario per aprire capitoli negoziali, nonchè questo è stato riconosciuto dagli altri paesi europei”, ha detto la Joksimovic, non precisando quando è la data ultima per la Croazia a dare il suo consenso. 

Allo stesso tempo, da Zagabria arrivano segnali di sostegno e di ostruzione alla strada europea della Serbia. La Croazia ha posto tre condizioni per l’apertura del capitolo 23. La prima è una maggior partecipazione dei partiti della minoranza croata nel parlamento serbo. La seconda condizione si riferisce alla competenza per i crimini di guerra commessi fuori dal territorio serbo. Secondo Dejan Jovic, professore delle scienze politiche all’Università di Zagabria, questo è il modo di interpretare gli anni novanta e la guerra che secondo i croati era esplicitamente difensiva. E alla fine, la Croazia non è contenta dalla decisione del Tribunale all’Aia che Vojislav Seselj può aspettare la sentenza a Belgrado.

Comunque, dall’altra parte, da Bruxelles è arrivata un’altra luce verde. Dai Paesi Bassi, che presiedono attualmente nell’Unione europea, è arrivato invito di preparare la posizione negoziale per altri due capitoli il 14 e il 21 relativi ai trasporti, dopo l’apertura dei capitoli 23 e 24.

(RTS, 21.03.2016.)

 

 

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