L’UE ai leader dei Balcani occidentali: “basta giocare con il fuoco”

L’UE invita i leader dei Balcani occidentali “a smettere di giocare con il fuoco, e a mettere da parte le loro dispute politiche”: è quanto ha riportato l’agenzia Reuters, in seguito al summit dei primi ministri della regione che ha avuto luogo ieri a Sarajevo.

Il Commissario europeo per la politica di vicinato e i negoziati di allargamento, Johannes Hahn, intervenendo al summit, avrebbe affermato che sei paesi balcanici “vogliono aderire all’UE, ma sono preoccupati per la crescente resistenza da parte di alcuni Stati dell’UE ad accettare membri provenienti dall’ex comunista Europa orientale”.

E anche se “la prospettiva di adesione all’UE è da anni il principale motore delle riforme nei Balcani, dopo un decennio di guerra e di sconvolgimento”, l’UE, che nel corso del vertice della scorsa settimana “ha ribadito l’impegno alla prospettiva europea della regione”, ha momentaneamente messo “in sordina” la propria espansione, in quanto impegnata ad affrontare problemi interni.

“Analisti e diplomatici” sono del parere, quindi, che la “leva finanziaria nei Balcani” dell’UE ne risulta gravemente indebolito, nel contesto di “una regione prevalentemente povera, turbata da tensioni etniche, corruzione endemica e una deriva preoccupante verso l’autoritarismo”.

“Io davvero non riesco a ricordare un tempo come questo, in cui gli Stati membri e gli altri mi chiedevano, anche insistentemente, di controllare quali temi potrebbero essere rapidamente rivelati ai Balcani occidentali per sostenere la regione”, ha dichiarato Hahn, aggiungendo, rivolgendosi al partecipanti:

“Utilizzate questa rara finestra di opportunità. Non credo possiate permettervi di sprecare questo clima positivo a causa di scontri interni, attribuendo la colpa ai vicini. Altrimenti, il risultato potrebbe essere davvero imbarazzante, con un flusso di cattive notizie a sbattare contro una finestra saldamente chiusa. Questo significa giocare con il fuoco”.

Secondo la Reuters, Hahn “è apparso alludere alla Russia”, quando ha avvertito di “livelli senza precedenti di coinvolgimento da parte dell’est”, mentre la politica degli Stati Uniti nei confronti dei Balcani sotto la presidenza di Donald Trump non è “ancora chiaro”.

Nell’ambito del vertice di Sarajevo è stata adottata una dichiarazione congiunta, secondo cui “le prospettive europee sono cruciali per la cooperazione reciproca ed il progresso dei singoli paesi e dell’intera regione” e in cui viene espresso l’ “impegno a proseguire la cooperazione regionale e a lavorare su progetti infrastrutturali e di integrazione europea”.

Secondo la dichiarazione i primi ministri “si sono incontrati per confermare i loro obblighi, valutare i progressi compiuti fino ad oggi e avviare i preparativi per il prossimo vertice, che si terrà a Trieste, in Italia, il 12 luglio”.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Bosnia-Erzegovina, Denis Zvizdic, che ha ospitato l’incontro, ha dichiarato che le iniziative presentate nel corso della riunione dei funzionari di Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia, Albania e Kosovo sono state “parzialmente formulate” nella dichiarazione congiunta, riferisce l’agenzia di stampa Beta.

“Il nostro messaggio è che vogliamo che la prospettiva europea resti presente, vogliamo una presenza più attiva e frequente dei rappresentanti dell’UE e un maggior volume di investimenti nella regione dei Balcani occidentali”, ha affermato Zvizdic nel corso di una conferenza stampa tenutasi a conclusione del vertice.

Zvizdic ha sottolineato che sono stati proposti progetti nel corso della riunione, da realizzare in ciascun paese e nella regione, soprattutto nei settori del trasporto e dell’energia, e che l’UE dovrebbe contribuire alla loro realizzazione.

In base alle sue parole, l’obiettivo del vertice è stato quello di presentare e definire gli interessi comuni e le iniziative per il prossimo vertice dei Balcani occidentali a Trieste a metà luglio.

“Questo è un buon messaggio per la regione e l’UE: siamo in grado di parlare e raggiungere accordi su interessi comuni, finchè esistono prospettive europee per la regione, che continueranno ad essere la base fondamentale per l’ulteriore sviluppo della cooperazione, della comprensione e della fiducia nella regione”, ha concluso Zvizdic.

(b92, 17.03.2017)

http://www.b92.net/eng/news/region.php?yyyy=2017&mm=03&dd=17&nav_id=100791 

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