Udovicki: “Primo problema della P.A. è l’inefficienza”

kori-udovicki-foto-z-safar_kf In un’intervista concessa al settimanale NIN, la Ministra della Pubblica Amministrazione ha specificato che il problema maggiore della macchina statale è la sua inefficienza, non l’eccessivo numero di dipendenti. “Lo Stato deve sostenere la produttività dei cittadini”, sostiene la Udovicki.

Un’affermazione, in particolare, “fotografa” la gravità della situazione: “Non sappiamo dove finisce lo Stato e dove inizia il settore privato”; la Ministra spiega, infatti, che in Serbia esistono molte istituzioni e proprietà indeterminate e che, evidentemente, non è stata portata a termine la transizione dallo statalismo socialista alla distinzione netta tra pubblico e privato che caratterizza le società capitalistiche attuali.

“Non sono al Governo per licenziare”

Il paradosso è che lo Stato nasconde le informazioni a se stesso, dal momento che non c’è scambio di dati tra le varie parti dell’amministrazione pubblica e non esiste un registro di tutte le organizzazioni e istituzioni che formano lo Stato. La Udovicki dice che al momento non è possibile calcolare esattamente quanti sono i dipendenti pubblici e quanto guadagnano: una stima gravita attorno alle 750.000 unità; aggiungendo i lavoratori delle aziende statali, si giunge a circa 800.000 dipendenti. Un calcolo più preciso verrà fatto entro la fine dell’anno; il punto, però, “non è l’eccesso di impiegati, ma l’inefficienza. Non sono entrata nel Governo per licenziare, ma perché penso che alla Serbia serva uno Stato che sia in grado di sostenere la produttività di tutti i cittadini, mentre al momento la frena”.

Tre obiettivi-chiave per il prossimo quadriennio

La Udovicki ha detto che per vedere i primi risultati dell’azione del Governo saranno necessari due o tre anni; ella ha anche specificato le tre priorità che devono guidare l’esecutivo nei prossimi quattro anni: l’introduzione di una politica (soprattutto estera) prevedibile, che non cambi cioè con la modifica dei Ministri; il cambio di marcia dell’amministrazione pubblica, la quale deve diventare più efficiente e responsabile; la trasformazione del rapporto che lo Stato ha nei confronti dell’economia.

(Tanjug, 15.05.2014)

 

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