Tre giorni alle elezioni 2016: la dialettica tra i partiti

Campagna elettorale alle ultime battute, con i leader politici serbi che puntano a serrare le fila degli elettori e a lanciare messaggi molto netti su quanto intendono fare dopo le elezioni.

Il primo ministro uscente Aleksandar Vucic ha dichiarato che ci saranno significativi cambiamenti nel partito del progresso serbo (SNS) e nel governo se vincerà le elezioni 2016 ed è molto difficile che tornerà in coalizione con i socialisti. “Farò del mio meglio per avere un funzionamento del governo migliore, più forte e più efficiente. Vi saranno certamente dei cambiamenti seri, nel governo e nel partito”, ha detto Vucic, che ha anche dichiarato di avere un diverso approccio alle poltrone rispetto a Ivica Dacic: “Per lui la poltrona significa la vita, per me la vita significa la Serbia. Dico questo in senso letterale”.

Dal canto suo il leader dei socialisti e ministro degli esteri uscente Dacic in un’intervista a Vecernje Novosti nega che vi sia un reale scontro con i progressivi: “In tutti questi anni abbiamo collaborato con loro con successo e ancora oggi. Sulle questioni nazionali di vitale importanza non abbiamo mai avuto opinioni diverse. Nelle campagne elettorali tutti i partiti sono rivali e capita anche agli alleati. I partiti devono rafforzare la loro identità,specialmente quando pescano in un elettorato in parte sovrapponibile come quello di socialisti e progressivi”. Ivica Dacic ha sottolineato che ci sarebbero migliaia di ragioni politiche per confliggere con l’SNS ma crede che vi è un’unica ragione per continuare a collaborare, ovvero il bene del paese. Non ho alcun dubbio che la notte del 24 aprile SNS e SPS avranno abbastanza voti per formare agevolmente un governo e comunque non sarà una tragedia se non saremo al governo con i progressivi. Dal punto di vista politico, per quanto concerne gli obiettivi, non vi sono problemi Ma a livello personale certamente ve ne sono ma sto cercando di non farmi trascinare da essi”. Alla domanda quale risultato considedererà negativo, Dacic ha risposto che sarebbe quello al di sotto del 10% dei voti ma si è detto certodi raggiungere almeno il mezzo milione di elettori.

seselj zastava EU

Vojislav Seselj pochi giorni fa ha dato fuoco a una bandiera dell’Unione europea

Il leader del partito radicale serbo (SRS) Vojislav Seselj ha dichiarato che è giunto il tempo che l’SNS perda le elezioni 2016 e che Aleksandar Vucic non sia più primo ministro. “E’ del tutto chiaro che il popolo serbo non vuole più i progressivi, i socialisti e i democratici ma che darà la sua fiducia ai radicali”, ha detto tre giorni in fa nel corso del comizio a Kragujevac. Seselj ha aggiunto che il governod ei radicali lavorerà nell’esclusivo interesse dei cittadini e ha invitato i medesimi ad abbatterlo se non manteràà le promesse della campagna elettorale.

L’ex Presidente della Repubblica e ora capo del partito socialdemocratico di Serbia (SDS) Boris Tadic dichiara che non gli passa per la testa di entrare in un governo guidato da Vucic: “Il fatto che non abbia attaccato Vucic in maniera sgradevole non significa che non abbia forti riserve sul suo stile di governo”. “Siamo stati accusati che in tempo di crisi abbiamo perso 400,000 posti di lavoro ma questa è una menzogna. Siamo stati accusati che all’epoca il PIL è calato del 3,6% ma nessuno dice che quell’anno è stato il peggiore degli ultimi 100 a livello mondiale. Il governo sbandiera i dati della Banca Mondiale secondo la quale nel 2017 vi sarà in Serbia una crescita dell’1,8% ma non dice che si tratterà della crescita più bassa della regione. In realtà sotto lo slogan dell’SNS “La Serbia vince”, il paese perde e arretra”.

“I cittadini pagano il prezzo di tutto ciò. Nel 2012 vi era 760,000 disoccupati e il tasso di disoccupazione era al 23%. Oggi con lo stesso numero di disoccupati la disoccupazione risulta essere scesa al 16%: tali “successi” sono solo bolle di sapone che presto scoppieranno. Si dice che Vucic sia oggi considerato il politico più filoeuropeo ma non fanno parte dei valori europei il condizionamento della libertà di espressione e dei media come l’asfissia finanziaria dei partiti di opposizione. Da quando il governo Vucic è in carica vi sono circa 150,000 poveri in più: quali sarebbero i valori del governo?”, ha continuato Tadic, aggiungendo che si potrebbe alleare con Bojan Pajtic del partito democratico ma non con Sasa Radulovic del movimento “Basta!” e che comunque non intende sostituire Dacic come capo della diplomazia, per quanto fare meglio non sarebbe difficile visto che ha reso prima criminale la polizia e poi ha devastato la diplomazia serba. “Supereremo la soglia di sbarramento nonostante il controllo dei media da parte di Vucic. Per noi il tema più importante della nostra campagna elettorale è la povertà, perché non puà essere europea una società che ha più del 10% dei suoi cittadini sotto la soglia di povertà assoluta. Per quanto riguarda l’integrazione europea siamo bloccati sui capitoli 23 e 24 sulla base dei quali si valuta l’inizio dei negoziati e questo implica che nemmeno per il 2025 la Serbia entrerà in Europa. Ma questo forse è anche l’interesse della coalizione di governo”. 

Il Serbian Monitor attiverà il 24 aprile una diretta web per seguire ora per ora la giornata elettorale e lo spoglio dei voti.

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