Transparentnost: La piattaforma contro la corruzione non è abbastanza chiara

L’organizzazione Transparentnost – Srbija ritiene che il resoconto del premier Ivica Dacic alla vigilia delle scelte di rimpasto di Governo non dà risposte sufficientemente chiare ai dubbi sui piani dell’Esecutivo per la lotta alla corruzione, ma che danno speranza che ci sia minor spazio per questa pratica.

Secondo l’organizzazione, il documento governativo contiene meno dati riguardanti le misure di prevenzione e repressione rispetto al documento del 2012 (il quale era, peraltro, poco preciso); anche stavolta, inoltre, non vengono chiariti incarichi e obblighi del primo vicepremier nella lotta alla corruzione. D’altra parte, “l’inserimento di sei ministri che, da quanto dichiarato, non sono membri dei partiti di Governo, risponde alla necessità della Serbia di non diventare ostaggio delle lotte di potere fra partiti. Se l’inserimento di ministri al di fuori dei partiti è la ricetta per risolvere questo serio problema, si pone la domanda del perché è ritenuto positivo che due terzi delle risorse siano ancora ostaggio delle lotte di potere tra i partiti”, riporta la dichiarazione. “Transparentnost” ritiene che il resoconto contenga una serie di posizioni di principio, la cui realizzazione può avere effetti positivi: la minore partecipazione dello Stato sulla vita economica, la tolleranza zero riguardo al pagamento delle tasse, l’annuncio del consolidamento delle finanze pubbliche e le riforme del settore pubblico. L’organizzazione sottolinea però anche che nello stesso documento si trovano annunci che riguardano lo stimolo di investimenti stranieri (che fino ad ora si è in gran parte attuato attraverso esenzioni fiscali e sovvenzione dirette) e l’aumento dei fondi statali per gli investimenti, il che è in contrasto con altre parti del piano governativo.

(Tanjug, 02.09.2013)

Transparentnost-Srbija

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