La sfida di Thaci: l’esercito nazionale del Kosovo

Con una mossa irritante per la Serbia, il Presidente del Kosovo, Hashim Thaci, ha presentato martedì un progetto di legge per convertire le forze di sicurezza leggermente armate del paese in un esercito nazionale.

Definendo la militarizzazione della Forza di Sicurezza del Kosovo (FSK), “un passo normale di uno Stato sovrano e indipendente”, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha spiegato che l’istituzione dell’esercito nazionale “mira a proteggere la sovranità e l’integrità territoriale, preservando la pace e difendendo gli interessi della Repubblica del Kosovo e, inoltre, contribuisce a costruire e proteggere la pace e la stabilità regionale e globale”.

In un’intervista esclusiva alla filiale albanese di Voice of America, Thaci ha rivolto un appello per il sostegno alla minoranza etnica serba del Parlamento, la quale, a suo parere, starebbe subendo forti pressioni da parte di Belgrado per opporsi alla manovra.

“La Lista serba ha dichiarato molto chiaramente che non potrà mai votare per la costituzione dell’esercito del Kosovo”, ha spiegato, riferendosi al Partito parlamentare serbo del Kosovo. “Il suo atteggiamento è direttamente orchestrato dal Governo di Belgrado. Tuttavia, il destino del Kosovo non è legato a quello della Serbia”, ha sottolineato. “Siamo uno Stato indipendente e sovrano. Voglio credere che, anche se la lista serba non è disposta a votare per la costituzione dell’Esercito del Kosovo, questo diventerà comunque una realtà. Sarà un esercito non solo degli albanesi, ma un esercito multietnico al servizio di tutti”.

“La Serbia non sarà mai d’accordo”

Una serie di incidenti negli ultimi mesi ha esacerbato le tensioni tra la Serbia e il Kosovo, che ha dichiarato la sua indipendenza dalla Serbia nel 2008. La dichiarazione di indipendenza è stata riconosciuta da 114 paesi, ma non da Belgrado.

“La Serbia non sarà mai d’accordo con la formazione dell’esercito del Kosovo”, ha dichiarato il Primo Ministro Aleksandar Vucic, nel corso di una manifestazione a Mladenovac martedì, secondo quanto riportato da Associated Press.

“Sappiamo quello che la Serbia è e ciò che non concederà mai a nessuno”, ha affermato Vucic, attualmente in corsa per le elezioni presidenziali previste il prossimo 2 aprile.

Secondo l’emittente di stato serba, RTS, Vucic avrebbe telefonato a Thaci per “confrontarsi aspramente con” in merito al piano, che, a suo dire, destabilizzerebbe ulteriormente la regione. Entrambi hanno deciso di continuare i colloqui “in modo che la situazione non sfugga al controllo”.

Il Ministro degli Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha annunciato che Belgrado utilizzerà tutti i mezzi politici a disposizione per prevenire la formazione di un esercito in Kosovo. L’agenzia di stampa ufficiale Tanjug ha riportato l’opinione espressa da Dacic, secondo cui Pristina ha intrapreso “mosse unilaterali” che alimentano l’instabilità nella regione.

Trasformazione, espansione

Il piano di Thaci aumenterebbe la capacità delle forze regolari della KSF da 1.000 membri ad un totale di 5.000, e la sua riserva da 500 membri ad un totale di 3.000.

La creazione del nuovo esercito, sostiene il Presidente Thaci, è parte integrante dell’aspirazione del Kosovo di aderire alla NATO.

“Per il Kosovo, non può esserci adesione alla NATO senza esercito. Credo che questo riunirà lo spettro politico del Kosovo, a prescindere dall’appartenenza etnica o di partito. Tutti insieme abbiamo ricevuto il sostegno da parte degli Stati Uniti e della NATO, ma la costituzione dell’esercito è diventata impossibile semplicemente perché la Lista serba e Belgrado non lo consentono. La Serbia ha minacciato la Lista di non votare a favore di un esercito in Kosovo”.

Considerando il ruolo dell’esercito come “un fattore di pace, stabilità e buon vicinato”, Thaci assicura che gli sforzi per normalizzare le relazioni con Belgrado continueranno, a prescindere dall’esito del voto in Parlamento.

“L’esercito del Kosovo non viene istituito per essere una minaccia per nessuno, nessuno ha bisogno di sentirsi minacciato. Al contrario. Il dialogo con la Serbia continuerà e lavoreremo per normalizzare le relazioni. Voglio anche sperare che questo sarà un ottimo messaggio, a dimostrazione che il Kosovo si sta consolidando come uno stato indipendente e sovrano”.

Con la volatilità politica interna a ritardare le prospettive di adesione UE per alcune nazioni dei Balcani occidentali, Thaci sostiene che il Kosovo non può continuare a dipendere esclusivamente da militari stranieri.

“A causa di questi ritardi nel processo di allargamento dell’UE, che sono di natura puramente tecnica e burocratica, vari tipi di estremismo e di nazionalismo stanno nascendo, e c’è anche da considerare la crescita dell’influenza russa in tutta la regione dei Balcani occidentali. Quindi Bruxelles dovrebbe accelerare il ritmo per l’integrazione della regione, da un punto di vista strategico.”

Thaci ha spiegato che i circa 4.500 soldati provenienti da 31 paesi, presenti in Kosovo dal 1999, rimarranno. Si tratta delle truppe internazionali arrivate a seguito della campagna aerea di 78 giorni della NATO per fermare il sanguinoso giro di vite serbo contro i separatisti di etnia albanese.

Assicurata la presenza di truppe 

Il mese scorso, il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, e il Comandante supremo alleato per l’Europa, Gen. Curtis Scaparrotti, hanno assicurato al Kosovo, nel corso di visite separate, che l’Alleanza militare manterrà le truppe nel paese “per tutto il tempo necessario”.

La presentazione del disegno di legge di Thaci per il voto parlamentare è prevista entro e non oltre la prossima settimana.

(VoaNews, 07.03.2017)

http://www.voanews.com/a/kosovo-moves-to-establish-army-defying-belgrade/3754084.html

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