Terreni agricoli: pronta la bozza di legge sulla vendita agli stranieri

Il Ministro dell’Agricoltura, Branislav Nedimovic, afferma che gli stranieri potranno acquistare terreni seminativi in Serbia solo se sono residenti e solo fino a due ettari.

Per esercitare questo diritto, ha reso noto Nedimovic interpellato dal quotidiano Blic, dovranno passare attraverso “controlli rigorosi del meccanismo statale”.

Queste sono le soluzioni previste della bozza di Legge sui terreni agricoli, che entrerà in vigore entro il 1° settembre come obbligo nell’ambito dell’accordo di stabilizzazione e di associazione (SAA) che la Serbia ha con l’UE. Il Ministro ha confermato che questo comporta che i terreni non saranno venduti ad acquirenti stranieri prima del 2027.

“È proprio così, ma significa anche soddisfare i nostri obblighi con Bruxelles, come hanno affermato Ana Brnabic e Aleksandar Vucic. Non possiamo concedere facilmente terreni agricoli, a causa dell’interesse nazionale”, ha dichiarato Nedimovic.

Quando l’intervistatore ha osservato che la Serbia dovrà in ogni caso consentire la vendita di terreni, sebbene non sia ancora chiaro quando e se diventerà membro dell’UE, e quando gli è stato chiesto “a quali condizioni” questo sarà fatto, Nedimovic ha risposto che le condizioni saranno “rigorose”.

“Abbiamo esteso la scadenza per lo stato di residenza da sette a dieci anni, durante i quali gli acquirenti saranno sottoposti a un sistema di controllo speciale per dimostrare che non sono solo di passaggio. Devono inoltre possedere attrezzature agricole ed essere registrati come fattoria agricola attiva”, ha chiarito. Per quanto riguarda “persone giuridiche o società straniere”, il Ministro puntualizza inoltre che viene “stabilito nella Costituzione che alle imprese estere non registrate qui viene vietato l’acquisto di terreni”.

Nedimovic ha valutato che c’è tempo per approvare la legge entro il 1° settembre. “Il governo adotterà la bozza in questi giorni e, successivamente, se ne discuterà in Parlamento”.

All’osservazione dell’intervistatore secondo cui “persone in cattiva fede sostengono che non è necessaria una legge perché molti campi serbi sono già finiti nelle mani degli stranieri”, Nedimovic ha risposto: “Alcuni dell’opposizione hanno permesso, attraverso la legge del 2002 sulla privatizzazione, che gli stranieri acquistassero anche aziende agricole”.

“Stiamo cercando di proteggere una delle risorse serbe più importanti, la terra”, ha sottolineato Nedimovic.

Per quanto riguarda PKB e il modello di privatizzazione che il governo dovrà scegliere in questo caso, Nedimovic ha dichiarato che è stato selezionato un consulente per la privatizzazione, mentre è stato istituito “un gruppo di lavoro all’interno del Ministero dell’Economia”.

“La produzione di bestiame deve essere preservata, perché il 30% del latte di qualità migliore viene dal PKB“, ha ricordato Nedimovic, aggiungendo che lo Stato insiste “assolutamente” per una partnership strategica, al fine di preservare la sua influenza in azienda.

Quando il giornalista ha osservato che lo Stato ha affittato alla tedesca Tonnies “i primi ettari di terreni” e ha chiesto se questo sia stato fatto per uno qualsiasi dei grandi proprietari terrieri della Serbia, Nedimovic ha evidenziato che “i grandi proprietari serbi non hanno ricevuto terra né lo faranno, perché mancano il punto, quando si tratta dei compiti a casa. Volevano terra per la terra in sé, e non concediamo campi seminativi per processi che non siano produttivi”. Il Ministro ha chiarito che si tratta di “tutti coloro che sono considerati magnati, tra cui Miroslav Miskovic e Petar Matijevic e altre figure ben note”.

(b92, 31.07.2017)

http://www.b92.net/eng/news/business.php?yyyy=2017&mm=07&dd=31&nav_id=101947

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top
More in Ministero dell'Agricoltura
Nuovi emendamenti alla Legge sui terreni agricoli

Produzione biologica: cresce l’interesse in Serbia

Close