Imminente il taglio delle imposte sul lavoro

Non è un grande segreto che, a partire dal prossimo anno, le imprese pagheranno meno imposte allo Stato: il taglio fiscale è già stato confermato. Tuttavia, i dettagli di questa mossa non sono stati ancora rivelati.

Due giorni fa, la Premier Ana Brnabic ha affermato che, in collaborazione con il Consiglio fiscale, il governo serbo “prenderà in considerazione il taglio delle imposte sulle imprese che non comprometterebbe seriamente il bilancio statale”.

“E speriamo, all’inizio di dicembre, di annunciare ufficialmente la nostra decisione di aumentare la parte non retribuita degli stipendi. Questo accadrà sicuramente, ma non posso dirvi subito a quanto ammonterà il taglio. Lo abbiamo promesso ai datori di lavoro dopo che hanno accettato di aumentare il salario minimo”, ha aggiunto Brnabic.

Le risorse del bilancio statale sarebbero sufficienti a supportare questo sgravio fiscale e anche il sempre conservatore Consiglio fiscale ha confermato che nel bilancio 2018 sono stati stanziati 80 miliardi di dinari per questo scopo. La maggior parte di questi fondi (tra i 55 e i 60 miliardi di dinari) andrà a coprire il costo delle pensioni più alte e dei salari dei funzionari pubblici, lasciando disponibili 20 miliardi di dinari per gli sgravi fiscali.

Tuttavia, il bilancio 2018 non è ancora stato elaborato e il Fondo Monetario Internazionale deve prima approvare queste misure.

Attualmente, la parte non imponibile degli stipendi è pari a 11.790 dinari. Secondo i calcoli effettuati dal Consiglio Fiscale, se questa parte non imponibile dovesse essere elevata a 18.500 dinari nel 2018, i datori di lavoro con salari minimi ne trarrebbero i maggiori benefici, se si considera che i datori di lavoro devono pagare tra il 55% e il 65% per varie tasse e contributi.

Un membro del Consiglio fiscale, Nikola Altiparmakov, sostiene che i lavoratori con salari minimi o al di sotto della media trarranno i maggiori benefici dai tagli fiscali, mentre Dragoljub Rajic, dalla Business Support Network, ricorda che l’imposta su salari e contributi sono tra i più alti in Europa al momento, perché i datori di lavoro pagano tra i 64 e i 67 dinari ogni 100 dinari versati ai loro dipendenti.

Rajic aggiunge che i tagli fiscali avranno un miglior impatto se la tassa e i contributi sulle retribuzioni dovessero essere ridotti di un terzo, e non solo di pochi punti percentuali, come annunciato.

“Solo se i tagli fiscali venissero aumentati di un terzo, i datori di lavoro sentiranno un reale sollievo e diventerebbero competitivi in Europa, insieme alla Slovacchia, alla Repubblica ceca e all’Ungheria. In Bulgaria, per esempio, la tassa sugli stipendi è la più bassa (20%), mentre in Albania è al 25%”, aggiunge Rajic.

(Politika, 20.10.2017)

http://www.politika.rs/sr/clanak/391114/Poresko-rasterecenje-privrede-vec-gotova-stvar

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