Tabacco: una legge sul divieto di fumare nei luoghi pubblici?

La nuova legge sul controllo del tabacco, confermata dal “Giornale” del Ministero della Salute, sarà certamente in linea con la pratica europea, il che implicherà il divieto totale di fumare in tutti i luoghi pubblici. Ma non è noto quando verrà varata, né quando entrerà in vigore. E come firmataria della Convenzione sul controllo del tabacco, la Serbia sarebbe costretta ad introdurre il divieto totale di fumare al chiuso nei luoghi pubblici.

La passione per il tabacco in Serbia, dove fuma più di un terzo della popolazione, è sostanzialmente nelle mani del bilancio statale. L’industria del tabacco è uno dei più grandi contribuenti e fornisce l’11% dei ricavi del bilancio serbo.

D’altra parte, i medici sostengono che il fumo è il secondo più grande fattore di rischio di decesso prematura o disabilità, e, come dimostrato, esercita influenza sull’occorrenza di ben 25 malattie, dal cancro ai polmoni alle cardiopatie, dai disturbi dei vasi sanguigni a quelli delle ghiandole endocrine. Su 100 fumatori in Serbia 58 si contraggono malattie cardiovascolari e 17 su 100 tumori maligni.

I Greci prima, e i serbi poi, risultano essere, in Europa, i fumatori più appassionati.Sebbene sia ancora comune il detto “fumare come un turco”, gli abitanti di questo paese su due continenti sono stati a lungo in cima alla lista del numero di fumatori. L’ultima analisi in Europa ha mostrato che il fumatore medio in Grecia fuma quasi 3.000 sigarette l’anno, mentre in Serbia 2.924.

Un fumatore della Bulgaria consuma 2.822 sigarette all’anno, un russo 2.726, in Bielorussia 2.266 e in Ucraina 2.401. Nell’ambiente d’oro sono i polacchi, gli ungheresi, i croati, i cecchi, i tedeschi e i cittadini dei paesi baltici. Agli ultimi posti della classifica il nord dell’Europa, in particolare Norvegia e Islanda.

Ma se venisse condotto un sondaggio tra i fumatori, sarebbe difficile trovare ancora qualcuno che non è a conoscenza dei danni, e dei rischi di malattie, che il fumo delle sigarette comporta. Perché allora la pratica continua ad essere tanto diffusa?

Il professor Milan Milic, neuropsichiatra e psicoterapeuta, premette di non essere un sostenitore del fumo, ma ritiene che il “gancio” dei fumatori, tanto in Serbia quanto globalmente, sia maligno:

“Ci sono dipendenze da quando ci sono persone, e il fumo è nel nostro caso tanto diffuso in gran parte perché è meno dannoso, ma disponibile in relazione alle dipendenze causate dall’alcool e dalle droghe più pesanti. Nel mondo, il fumo è pronunciato come nemico numero uno, ed è effettivamente 2,5 volte meno nocivo dell’alcol. Tutte le forme di dipendenza, anche il tabacco, sono in realtà sostitutivi con cui compensiamo alcuni dei piaceri a cui non abbiamo accesso. Più i limiti dell’ambiente diventano restrittivi, più la capacità dell’individuo di soddisfare le proprie esigenze si indebolisce. Per questo è sempre più frequente il ricorso a surrogati, come l’alcol, le sigarette, i narcotici. Naturalmente, questi limiti sono diversi in Svizzera e in Serbia. In Svizzera è vietato fumare nei luoghi interni, ma ci sono sempre più medicinali che entrano dalla porta principale, nell’uso quotidiano, per non parlare del consumo di massa di alcol e di varie droghe leggere e pesanti come forma di rilassamento.

Le nostre limitazioni, sostiene il dottor Milic, sono più fondamentali: “La gente qui fuma in massa perché è condizionatamente considerato economico, e permesso. Questo è il loro surrogato per i desideri che non possono raggiungere. Tutto l’atteggiamento verso le sigarette, naturalmente non solo in Serbia, è quanto meno ipocrita. È assolutamente inconcepibile che qualcosa che si dice causi il cancro sia legalmente venduto. Perché gli adesivi con avvertimenti sui possibili effetti sulla salute non si trovano sulle bottiglie di bevande alcoliche?

(Novosti, 24.09.2017)

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/drustvo/aktuelno.290.html:687305-I-Srbi-pusaci-bore-se-za-zlato

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