Sviluppo delle province: oltre metà degli occupati a Belgrado e Novi Sad

La realtà di una profonda differenza nello sviluppo delle province è ancora persistente in Serbia, e nonostante anni di investimenti da questo punto di vista la Serbia, rispetto ai paesi dell’Unione Europea,  mostra una tendenza alla regressione. Una metà di tutti gli occupati in Serbia lavora infatti a Belgrado o Novi Sad, le due città maggiormente estese, e nella capitale serba si produce quasi il 40% di tutto, mentre la Serbia del sud e dell’est partecipa con il 13,8% al prodotto interno lordo.

La relazione sullo sviluppo provinciale del Ministero dell’Economia, rivela che nel 2009 il livello di sviluppo della provincia di Belgrado era al 65%, ma fino al 2013 il livello è calato al 60%. La percentuale dello sviluppo economico della provincia di Belgrado era 1,5 volte minore rispetto alla media dei 27 paesi membri dell’UE.

“L’intera regione dell’Europa del sud e dell’est si trova al di sotto della metà rispetto all’UE per quanto riguarda la forza economica. La Serbia si trova al 35%, la Bulgaria al 47%, la Romania al 49%, mentre la Slovenia all’80%. Ma le differenze entro una regione sono varie”, viene indicato nella relazione. Questo vuol dire che le province sviluppate sono tre volte più ricche rispetto al sud e all’est del paese. Le leggi non incentivano le municipalità meno sviluppate a guadagnare posizioni su questa scala, anche perché confidano nella sicura transazione che arriva loro ogni mese dal bilancio statale.  Tali fondi sono sufficienti per il pagamento degli stipendi, quindi non ci si concentra sugli investimenti e su strategie per attrarre gli investitori.

Aleksandar Grunauer, Capo Progetto nell’organizzazione GIZ ritiene che questo modello sia negativo: “finora i comuni meno sviluppati venivano classificati al pari delle cosiddette province devastate, il che garantiva loro prestiti economici e aiuti. Tuttavia il sistema di distribuzione dei fondi presenta un difetto di base, perché le autorità locali non sono stimolate a comportarsi responsabilmente. In questo modo i comuni regrediscono effettivamente al livello delle municipalità devastate e questo viene premiato dai maggiori incassi provenienti dal bilancio statale”. 

I comuni serbi sono state classificati nel 2014, quando il Governo della Serbia ha emanato un Regolamento sulla definizione del livello di sviluppo delle province. Nel primo gruppo sono state classificate solo 20 autonomie locali, mentre 19 comuni sono presenti nel gruppo delle province devastate.

In particolare, il problema di province e comuni devastati è da individuare nel processo di invecchiamento dei cittadini. Crescita demografica si registra solo in sette città e tre comuni, mentre in 107 comuni viene registrato un calo maggiore del 10%.

 

(Novosti, 18.08.2016.)

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/ekonomija/aktuelno.239.html:620752-Rade-samo-veliki-gradovi-sever-tri-puta-bogatiji-od-juga-i-istoka

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