Residenze d’artista: Sven Marquardt a Belgrado

Il fotografo tedesco Sven Marquardt sarà a Belgrado nel mese di giugno, nell’ambito del progetto Artist in Residence: l’evento centrale sarà la mostra di Marquardt “Future’s Past”, che verrà inaugurata nella grande galleria del Cultural Center Grad il 5 giugno alle ore 20.00 e sarà accompagnata da numerosi programmi.

Proprio come in tutte le residenze d’artista, Marquardt durante il suo soggiorno lavorerà lasciandosi ispirare dalla città.

Ma chi è Sven Marquardt?

Chiunque sia mai entrato o non entrato nel club Berghain a Berlino, sa che Sven è al termine della linea e decide chi può o meno varcarne la soglia. Chiunque abbia programmato di andare a Berghain si illude di conoscere una strategia sicura per entrare, in base alle informazioni che possono essere trovate in alcuni blog o tutorial su YouTube, ma non tutti sanno che Marquardt dal 2007 è stato il creatore dell’identità visiva dell’etichetta del Berghain, OstGut Ton.

Potrebbe essere interessante sapere che la cover dell’album di uno dei produttori di techno di Berlino, Len Faki, ha una fotografia di Sven – un misterioso ritratto di una donna più anziana, di un aspetto penetrante ma simpatico.

Marquardt ha avuto una ricca carriera artistica molto condizionata dalla situazione sociale e politica prima e dopo la caduta del muro di Berlino. È nato nel 1962 e ha iniziato la sua carriera nei primi anni ’80 a Berlino orientale, lavorando prima come assistente del famoso fotografo Rudolph Schafer come fotografo di moda. Dal 1986 come fotografo indipendente pubblica il suo lavoro su molte famose riviste tedesche come Das magazin, Der Sonntag, Neues Lieben. Pubblica anche con collettivi e indipendentemente. Il suo lavoro fu censurato nella Germania orientale e lui stesso ha affrontato la censura poiché ha nutrito una specifica identità visiva che, come affermato, non era conforme agli standard dell’aspetto fisico degli uomini in uno stato socialista.

Katharina Hausel parla di tutto questo nella sua pubblicazione “Bygone in the Future”: a Marquardt venne proibito di camminare nella parte centrale di Berlino orientale, e anche se poi lavorò per una rivista di moda chiamata Sybille come il più giovane fotografo dell’ufficio, non potà mai il redattore capo, che era molto contento delle sue fotografie.

La mostra “Future’s past” presenta tre decenni del suo lavoro e le fotografie in scala di grigi mettono in scena un’abbondanza di simbolismi e riferimenti dalla storia dell’arte che non sono così facili da individuare e richiedono un’attenta osservazione. Il lavoro all’entrata di Berghain è sicuramente molto ispiratore per Marquadt, anche se preferisce incontrare i modelli in primo luogo e inquadrarli in un set appositamente progettato, che si trasforma in uno sfondo spontaneo dominato da una forte presenza del soggetto in giustapposizione con accessori e oggetti d’arredo. Il forte contrasto viene esaltato dalla scelta del bianco e nero: le foto scattate alla luce del giorno offrono un’atmosfera prevalentemente scura e un’aura di eventi notturni. Mescolare insieme le parti del passato nel futuro e presente rappresenta il filo conduttore che il pubblico potrà rintracciare e apprezzare visitando la mostra fino al 17 giugno.

(Still in Belgrade, 22.05.2017)

http://stillinbelgrade.com/sven-marquardt-futures-past-exhibited-kc-grad/ 

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