Svelati i trucchi della “Doing Business List”

La “Doing Business List” è stato un tentativo della Banca Mondiale di classificare le singole economie mondiali secondo dei criteri che guardassero alla facilità nel fare affari. Questa lista è diventata nel tempo una sorta di promozione dell’eccellenza economica presso gli investitori esteri, un documento importante che ha fortemente influenzato i flussi dei capitali mondiali. Quest’anno, tuttavia, non ci sarà, poiché un’indagine indipendente ha stabilito che la direzione della Banca mondiale ha fatto pressioni sui propri dipendenti per adeguare i risultati a favore di alcuni Paesi. Sono quindi state annullate due liste: la “Doing Business 2018” e la “Doing Business 2020”. In entrambe queste liste, la Serbia era altamente classificata.

Nell’elenco “Doing Business 2018”, pubblicato a settembre 2017, la Serbia si era classificata anche meglio della Cina, che si era classificata al 78° posto nell’elenco. Quell’anno, secondo un indicatore, la velocità di rilascio dei permessi di costruzione, la Serbia era entrata nelle 10 migliori economie del mondo. Nell’elenco “Doing Business 2020”, la Serbia era stata l’economia più votata nella regione. Seguivano Slovacchia, Montenegro, Croazia, Ungheria, Romania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, ma anche Belgio, Lussemburgo e Italia.

Tuttavia, i buoni voti su entrambi questi punti di controllo non sono più validi. Ma cos’è esattamente la lista? Il tentativo della Banca Mondiale di classificare 190 economie mondiali completamente diverse secondo degli stessi criteri che misurano la facilità di fare affari. Come per esempio avviare un’impresa, la velocità nel rilascio delle concessioni edilizie, le procedure per l’avvio del fallimento, le tasse, l’allacciamento elettrico.

Il suo creatore è l’economista Simeon Djankov e, nel tempo, questa lista è diventata una sorta di promozione dell’eccellenza economica per gli investitori stranieri. È diventato un documento importante che ha fortemente influenzato i flussi di capitali mondiali, perché ogni investitore, prima di decidere in quale Paese investire i suoi soldi, guardava a questa lista come alle Sacre Scritture. E ogni governo, compreso quello serbo, considerava l’elenco come le Sacre Scritture, perché l’elenco era una misura delle riforme.

Nikola Altiparmakov, membro del Consiglio fiscale serbo, ha dichiarato a “Oko magazin” che il modo in cui la Banca mondiale ha redatto questa lista è un esempio da manuale della definizione di conflitto di interessi. “C’è la Banca Mondiale, che, da un lato, misura la qualità degli affari nei Paesi e li classifica, e la stessa Banca Mondiale che concede prestiti ai Paesi in via di sviluppo per avanzare in quella lista”; come se il professore di matematica dicesse agli studenti che ci saranno dei test un cui si sarà valutata solo la moltiplicazione di numeri a due cifre, e i Paesi che prendono tali prestiti riceveranno un aiuto aggiuntivo per sapere esattamente quali saranno i numeri a due cifre”.

Il premio Nobel Paul Romer, che ha lavorato presso la Banca Mondiale, aveva notato in precedenza irregolarità nel caso del Cile: “Qui, la Banca Mondiale ha stabilito i risultati a favore del governo di destra, in contrasto con la sinistra. E non è successo niente. Il caso si è concluso quando Paul Romer ha lasciato la Banca Mondiale. Ma non devi essere un premio Nobel o avere un dottorato in economia, basta guardare la lista per vedere che esiste un universo parallelo”.

Nell’universo parallelo della Banca Mondiale, la Macedonia del Nord è stata valutata meglio del Giappone e la Bulgaria, da cui proviene Kristalina Georgieva, è stata classificata meglio del Lussemburgo.

La Georgia era molto spesso nei primi dieci Paesi, ma non la Germania, il Giappone o la Svizzera. “Tutti i Paesi dei Balcani in quell’elenco sono stati molto più efficienti nell’attuazione dei trattati rispetto al Canada”, ha detto Altiparmakov. “Se si guarda a quell’elenco, si potrebbe pensare che le condizioni commerciali in Ruanda siano le stesse della Svizzera. I Paesi hanno dovuto accettare il gioco perché retrocedere nella lista sarebbe stato percepito negativamente dall’opinione pubblica. Per la Cina è un problema minore perché gli investitori comunque ci vanno, ma per Paesi come la Serbia, che sono stati costretti a prendere prestiti costosi, lo scandalo è molto più grande”.

Tuttavia, il problema maggiore di questa lista è che l’attenzione è sempre stata concentrata sui confronti internazionali. E la cosa più importante è se si scala o meno la classifica, ovvero se un Paese progredisce di anno in anno e rispetto a se stesso, non agli altri.

https://www.rts.rs/page/oko/sr/story/3229/ekonomija/4561888/igra-zvana-duing-biznis.html

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