Süddeutsche Zeitung: maggiore attenzione della Ue ai Balcani

Il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung scrive in merito alla prossima visita del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in Macedonia, Albania, Montenegro, Serbia, Bosnia Erzegovina e Kosovo. Prima che la Ue sveli la sua strategia per i Balcani occidentali.

“Nel suo ultimo anno di mandato Juncker non si dovrebbe tanto occupare della Brexit quanto dell’accoglienza dei nuovi membri. La Commissione europea intende annunciare a breve la sua strategia per i Balcani al fine di incoraggiare i paesi candidati all’adesione.  Come stanno le cose, potrebbe essere comunicata una data indicativa per le prossime adesioni: il 2025. La data dovrebbe essere indicativa, ovvero non vincolante, e non dovrebbe essere intesa come una data esatta. Tuttavia dovrebbe considerarsi chiaro che la Commissione considera il Montenegro, che è alquanto avanzato nei negoziati, e la Serbia potrebbero essere considerati paesi maturi per l’adesione in un arco di tempo compreso tra il 2024 e il 2026. Queste date sono state per lungo tempo evitate per non farle considerare degli impegni che avrebbero compromesso l’impegno per le riforme di questi paesi.

“E’ possibile che questi due paesi possano rispettare le condizioni per il 2025”, dichiara al Süddeutsche Zeitung l’europarlamentare della CDU David McAllister. “Essi sono in prima fila nella corsa”, dice l’ex primo ministro della Bassa Sassonia, il quale ha seguito per anni I progressi della Serbia in qualità di relatore speciale della Ue. McAllister afferma che la Serbia “é sul giusto binario per quanto riguarda l’economia ma “deve ancora affrontare grandi sfide per quanto riguarda lo stato di diritto, la libertà dei media, la lotta alla corruzione e al crimine organizzato. Bisognerebbe poi aggiungere alle richieste vincolanti che la Serbia e il Kosovo normalizzino le loro relazioni attraverso un accordo vincolante”.  “Quando la Commissione europea annuncerà presto il suo piano, dovrà muoversi tra i concreti interessi dell’Unione europea, i desideri che emergono nella regione e una opinione pubblica ch sin molti paesi non è propensa all’integrazione europea” MacAllister sceglie con cura le parole: “Come miglior possibile scenario si può pensare alla metà del prossimo decennio come data per l’accesso di Serbia e Montenegro ma la condizione fondamentale è che i due paesi davvero implementino le riforme necessarie”.

“Questo perché sono stati fatti errori con l’adesione frettolosa di Romania e Bulgaria mentre è importante applicare criteri rigorosi”, chiarisce McAllister. Il Süddeutsche Zeitung sottolinea quanto sia opportuno che l’Unione europea si focalizzi su una regione dove Russia, Cina, Turchia e Arabia Saudita stanno lottando per incrementare la loro influenza. “I Balcani occidentale meritano di più che un affettuoso disinteresse”.

“Questi aspetti sono rilevati da molti osservatori. Al Summit Ue del marzo 2017 capi di stato e primi ministri si sono mostrati attenti alla regione e hanno affermato che nuovi rischi di conflitti devono essere rimossi e di come i flussi migratori dalla e nella regione devono essere evitati. Ma alla fine tutti questi temi sono rimasti nella nebbia di una generica riconferma del sostegno all’eurointegrazione della regione. Se non avremo attenzione per la stabilità dei Balcani, saremo vittime della loro instabilità”, aggiunge McAllister.

(Danas, 01.02.2018)

http://www.danas.rs/svet.1160.html?news_id=369557&title=Nema%C4%8Dki+mediji%3a+Zapadni+Balkan+zaslu%C5%BEuje+vi%C5%A1e

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