Tre mesi dopo le proteste di cittadini e attivisti nel parco di Ušće, scoppiate in seguito all’installazione di una recinzione da parte della società incaricata della costruzione dell’acquario per l’avvio dei lavori preparatori, il Ministero delle Finanze della Serbia ha chiesto al Segretariato per la tutela dell’ambiente di Belgrado di valutare se per questo progetto sia necessario uno Studio di impatto ambientale.
“Il Ministero delle Finanze, in qualità di promotore del progetto, ha presentato al Segretariato per la tutela dell’ambiente di Belgrado una richiesta per decidere sulla necessità della valutazione di impatto ambientale del progetto di costruzione di un acquario pubblico nel Bulevar Nikole Tesle”, si legge nell’avviso pubblicato sul sito della Città di Belgrado.
Inoltre, insieme a questa richiesta, sono state pubblicate anche informazioni dettagliate sulla costruzione dell’acquario e sui contenuti che comprenderà.
Qualora il Segretariato ritenga che la valutazione di impatto ambientale non sia necessaria, il progetto potrà proseguire con le ulteriori procedure e i preparativi per la costruzione. Tuttavia, se dovesse stabilire che la valutazione è necessaria, l’investitore sarà obbligato a redigere uno Studio di impatto ambientale, che prevede una consultazione pubblica e la possibilità per i cittadini di presentare osservazioni.
Gli interlocutori del quotidiano Danas ritengono che, nel caso della costruzione dell’acquario a Ušće, la realizzazione di uno Studio di valutazione di impatto ambientale sia assolutamente indispensabile e avvertono che qualsiasi decisione diversa rappresenterebbe un grave indebolimento delle procedure di tutela ambientale. Tra le altre cose, chiedono che il Segretariato prenda la decisione in conformità con la legge e con le regole della professione, e non sotto pressioni politiche. Allo stesso tempo sottolineano che la redazione dello Studio potrebbe far slittare il termine per il completamento della costruzione dell’acquario, la cui apertura è prevista per maggio 2027, cioè per l’inizio dell’EXPO 2027.
Tuttavia, gli interlocutori di Danas evidenziano che la rapidità della realizzazione del progetto non può essere più importante della legalità e della tutela dell’interesse pubblico, oltre al fatto che è molto più costoso adottare decisioni che successivamente producono danni permanenti allo spazio urbano e alla qualità della vita in città: “Chiediamo che il Segretariato prenda la decisione in conformità con la legge e con le regole della professione”
Alla domanda se questo “permesso verde” rappresenti l’ultimo passo prima dell’inizio della costruzione, nonostante alcuni lavori preparatori siano iniziati già a febbraio provocando proteste dei cittadini, Đorđe Miketić dell’iniziativa Beograd ostaje risponde che non si tratta dell’ultimo passaggio, ma che rappresenta una parte molto importante della procedura. “Proprio per questo è problematico che i lavori preparatori e gli interventi sul terreno siano iniziati prima che l’opinione pubblica ricevesse risposte alle questioni chiave riguardanti l’impatto del progetto sull’ambiente e sullo spazio pubblico. I cittadini hanno reagito in modo del tutto giustificato con proteste, poiché si tratta di uno degli spazi più preziosi e sensibili di Belgrado – la celebre confluenza dei fiumi, il lungofiume e la fascia verde lungo i corsi d’acqua”, sottolinea Miketić a Danas.
Secondo lui, il modo in cui il progetto viene attuato lascia l’impressione che le istituzioni vengano utilizzate per confermare successivamente decisioni politiche già prese, invece di condurre una procedura seria e trasparente. Alla domanda su quale decisione del Segretariato si aspettino, Miketić risponde che l’iniziativa “Beograd ostaje” crede fermamente nella partecipazione dei cittadini al processo decisionale riguardante lo sviluppo della città.
(Danas, 20.05.2026)
https://www.danas.rs/vesti/ekonomija/studija-uticaja-na-zivotnu-sredinu-akvarijum-usce/
