Gli Stati Uniti confermano la partecipazione a EXPO 2027 in Serbia

La partecipazione degli Stati Uniti a “EXPO 2027” in Serbia, ormai confermata e ufficializzata, rappresenta un importante segnale per tutti gli investitori e un ulteriore approfondimento della cooperazione economica tra i due Paesi, valutano gli analisti intervistati da “Blic”. Come sottolineano, oggi osserviamo una realtà completamente diversa nei rapporti tra Serbia e Stati Uniti rispetto a 30 anni fa.

A confermarlo è anche la visita a Belgrado di Sarah Rogers, sottosegretaria per la diplomazia pubblica del Dipartimento di Stato, che ha firmato l’accordo che conferma la partecipazione americana all’Expo e ha incontrato il Presidente Aleksandar Vučić e Marko Đurić, Ministro degli Esteri. In quell’occasione, Rogers ha dichiarato, tra le altre cose, di attendere con entusiasmo la collaborazione con il Governo della Serbia e il proseguimento dei preparativi per Expo, affermando che “americani e serbi sono popoli che amano la libertà e che hanno sempre desiderato essere liberi”, aggiungendo che il tema dell’Expo “si sovrappone perfettamente e si intreccia con questi valori”.

“Oggi osserviamo una realtà completamente diversa nei rapporti tra Serbia e Stati Uniti”

Petar Donić, ricercatore dell’organizzazione Novi treći put, ha dichiarato a “Blic” che, osservando gli ultimi anni, si può notare come, dal punto di vista formale, “vi sia stato un rafforzamento dei rapporti tra le istituzioni americane e serbe. Questo è un ulteriore passo in quella direzione. Credo sia importante tenere presente che si tratta di un significativo segnale economico: la più grande economia del mondo, che è al tempo stesso la più innovativa grazie alla leadership in tecnologie come l’intelligenza artificiale, ha deciso di partecipare formalmente a una grande fiera economica che si terrà in Serbia. È un segnale molto importante sia per gli investitori sia per le altre imprese e possiamo certamente aspettarci un contributo positivo e una grande affluenza in questo senso“, ha affermato Donić. Secondo lui, va inoltre evidenziato il fatto che “oltre a una serie di incontri ai massimi livelli tra funzionari, questo rappresenta un ulteriore approfondimento della cooperazione economica. In precedenza è stato firmato anche il dialogo strategico, quindi, se confrontiamo la situazione con quella di 20 o 30 anni fa, quando i rapporti tra Serbia e Stati Uniti erano quasi inesistenti, oggi osserviamo una realtà completamente diversa“, sottolinea Donić.

“Gli Stati Uniti vedono la Serbia all’interno della civiltà occidentale”

Aggiunge che nelle dichiarazioni di Sarah Rogers è particolarmente significativo anche il fatto che “gli Stati Uniti vedano la Serbia all’interno della civiltà e della cultura occidentale, nonché come custode dell’eredità della civiltà occidentale. Si tratta di un certo cambiamento nella narrativa. È inoltre importante vedere che è stato menzionato il contributo che l’immigrazione serba ha avuto recentemente nella politica americana, il che segnala ancora una volta un cambiamento rispetto alla narrativa dei decenni precedenti, che nel migliore dei casi era neutrale nei confronti della Serbia. È importante che esistano eventi di questo tipo ed è importante che vi partecipino le grandi potenze, soprattutto i forti attori economici che, confermando formalmente la loro partecipazione all’Expo, inviano un messaggio al mercato, all’economia, agli investitori e alle altre imprese: la Serbia è aperta agli affari“, conclude Donić.

Latinović: Molto positivo che gli Stati Uniti abbiano confermato la partecipazione a Expo

Anche Branka Latinović, ex ambasciatrice presso l’OSCE, ha dichiarato a “Blic” che “è molto positivo che gli Stati Uniti abbiano confermato la loro partecipazione all’Expo. È un fatto molto positivo, considerando ciò che gli Stati Uniti possono offrire all’Expo. Un accordo di questo livello era qualcosa che ci si poteva aspettare. In ogni caso, questo evento è stato utilizzato anche come dimostrazione dell’esistenza di un canale di comunicazione tra la Serbia e l’amministrazione americana dopo un periodo in cui gli incontri si svolgevano a livello di deputati e senatori. In questo modo è stata rafforzata l’importanza delle relazioni reciproche“, afferma Latinović.

D’altra parte, secondo lei, vi sono ancora pochissime informazioni riguardo all’ulteriore sviluppo dei rapporti tra Serbia e Stati Uniti. “Washington continua ad avere un approccio restrittivo riguardo alla nomina degli ambasciatori nei Paesi dei Balcani occidentali. Di fatto, solo a Zagabria è stato nominato un ambasciatore americano, mentre in tutti gli altri Paesi vi sono incaricati d’affari che non hanno quel peso diplomatico. Gli ambasciatori sono i rappresentanti del capo di Stato, i più alti inviati, ma, per quanto possiamo vedere, non ci sono progressi in questo senso“, valuta Latinović.

Aggiunge che gli Stati Uniti sono attualmente occupati da “altre priorità”, come la conclusione della guerra in Iran e la visita del presidente Donald Trump in Cina. “Al momento, il loro focus è rivolto ai rapporti con l’UE e la NATO, e perfino con il papa. Vediamo che qualcosa sta accadendo in Bosnia ed Erzegovina dopo le dimissioni dell’Alto rappresentante Christian Schmidt, e solo quando vedremo chi sarà il suo successore capiremo il contesto di fondo. Sembra che gli Stati Uniti, al momento, non vedano ragioni per impegnarsi maggiormente nella regione, perché ciò richiederebbe capacità molto più ampie“, conclude Latinović.

(Blic, 13.05.2026)
https://www.blic.rs/vesti/politika/sta-znaci-potvrdjeno-ucesce-amerike-na-ekspu-vazan-signal-za-sve-investitore/4lkdfre

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